mercoledì 9 luglio 2008

corriere della sera e televisione

..."Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!"...In questa calda estate, per non essere sempre troppo seri o seriosi vi segnalo due bei filmati da Corriere TV:1) Il Berlusca impegnato a farsi riconoscere, come al solito, anche in Giappone. Probabilmente pasteggiare a sakè fa un certo effetto, soprattutto con il caldo di Luglio. Ormai lo invitano ai summit internazionali apposta per fargli fare la parte del famoso extraterrestre di Flaiano: "A marzià, facce ride!"http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_441ab424-4d01-11dd-b408-00144f02aabc&vxBitrate=3002) Aldo Grasso santo subito! Era ora che qualcuno parlasse chiaro!Preghiamo affinché Lucignolo sia sostituito presto da trasmissioni educative che mostrano i successi nella meccanizzazione dell'agricoltura in Molise, o i risultati nella produzione di acciaio nelle valli bergamasche, o concerti di bambini prodigio di Trento...Scherzi a parte, recentemente qualcuno ha detto che il degrado indotto da certa televisione spazzatura ha fatto vincere le elezioni al Berlusca. Sarà vero? Non lo so, ma di sicuro quella di Lucignolo (e di altri programmi Mediaset di successo) è TV spazzatura...Certo che rapportarsi politicamente/culturalmente con lo spettatore affezionato a certe boiate è davvero difficile...Nel frattempo, proporrei di cominciare l'edificazione del socialismo partendo dalla rieducazione del cumenda del grande fratello, facendogli apprezzare la bellezza primitiva del lavoro contadino nelle risaie del vercellese (paradiso della zanzara)!http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_441ab424-4d01-11dd-b408-00144f02aabc&vxBitrate=300

Pierpaolo

martedì 8 luglio 2008

Travaglio alla Casa Bianca

Non c'entra molto con la manifestazione anti-lodo, ma questa storia è davvero istruttiva...Possibile che Travaglio sia riuscito ad influenzare l'ufficio stampa della Casa Bianca??? :-) http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_07/materiale_insultante_bush_berlusconi_bb112d28-4c53-11dd-85a4-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

lunedì 7 luglio 2008

perché non dovremmo?

Cari amici rosselliani, vi confesso che sono tentato, se ne avrò il tempo, di andare alla manifestazione milanese (fiancheggiatrice di quella romana convocata da Furio Colombo, Pancho Pardi e Paolo Flores D'Arcais) contro le leggi vergogna: v. sotto. Sarò in una fase di grave devianza ??
Che il PD non abbia aderito naturalmente non mi interessa punto; anzi, si inserisce perfettamente nella fase di stato confusionale di quel partito. Come diceva una graffiante vignetta di Ellekappa, opposizione (per il partito di Uolter) è una parola grossa, al massimo si potrà dire "diversamente concorde".
Che il PS non solo non abbia aderito, ma abbia scelto di fare una sorta di contromanifestazione davanti al Quirinale mi pare grottesco. Quando c'è di mezzo Di Pietro il PS fa come il toro: vede rosso. Io detesto Di Pietro (e non amo neanche Nando ...), ma se Di Pietro dice che oggi è Lunedì non mi metterò a dire che è Domenica solo per non dargli ragione.
La norma blocca-processi infilata a tradimento nel d.l. sicurezza ed il "lodo" Alfano (per non parlare dell'ipotesi di baratto di cui si parla in questi giorni), così come le proposte anti-intercettazioni (miranti ad eliminare non solo la possibilità di pubblicazione, cosa su cui sono d'accordo, ma lo strumento di indagine in sé), sono evidenti atti di pirateria fatti ad personam ed in totale spregio della Costituzione. Insomma, Berlusconi è sempre il solito Berlusconi, che scoperta !
Alla nascita dei girotondi e in occasione del raduno al Palavobis manifestai il mio dissenso per la piega antipolitica che quel movimento stava prendendo, ma ora le cose sono un po' diverse.
Allora c'era un'opposizione decentemente motivata e combattiva, che oggi non c'è. I girotondi avevano scelto come bersaglio più quella opposizione (con questi non si vincerà mai, Moretti) che la destra e assumevano spesso atteggiamenti tafazziani. Noi eravamo "parlamentari", mentre oggi molti di noi sono extraparlamentari. E anche quelli tra noi che hanno votato PD non si sentono ben rappresentati, penso. Se l'opposizione non va in piazza nel momento in cui non ha rappresentanza nelle istituzioni ed il governo fa carne di porco della Costituzione, quando mai dovrebbe andarci ?
Che ne pensate ?
Ciao.
Luciano

-----Messaggio originale-----
ANCHE A MILANO IN PIAZZA CONTRO LE LEGGI VERGOGNAContro le leggi vergogna, in difesa del libero giornalismo e della leggeuguale per tutti.Per testimoniare la nostra fedeltà alla Costituzione repubblicanaMARTEDI' 8 LUGLIO ORE 18
PIAZZETTA (loggia) DEI MERCANTI (vicino a Duomo)Primi promotori:Comitato milanese per la LegalitàLe Girandole
Nando Dalla ChiesaChiara CremonesiCarlo MonguzziBasilio RizzoPer adesioni: posta@nandodallachiesa.it

Uno scambio scellerato

«Uno scambio scellerato»
Nel paese del “rovescio” ai cittadini non solo tocca in sorte il danno, ma da tempo e sempre più, anche la beffa. Chi parla di “scambio scellerato” infatti è l’avvocato onorevole Nicolò Ghedini (esponente del Pdl ed anche uno degli avvocati del premier Silvio Berlusconi), che in ragione dello “scambio” che una opposizione compromessa e oscena (che cioè sa stare ormai solo fuori scena) ha invocato, e che certo non potrà non accettare, veste lui i panni (falsi ma esibiti e sicuramente creduti dai più come fossero veri) di chi vorrebbe “tutelare tutti i cittadini” con la “blocca processi” e si dovrà accontentare del lodo Maccanico-Schifani-Alfano, che prevede che anche il capo del governo italiano, insieme ad altri due o tre “sultani superstiti” nel mondo occidentale, goda di una immunità totale, con effetti retroattivi anche a copertura di delitti commessi prima di salire il soglio. Nel paese dove la mafia “regna” su quattro intere regioni e spadroneggia nell’economia reale dalle Alpi a Lampedusa, nel lontanissimo 1994 un poeta, Paolo Volponi, ebbe a dire che quel nome, mafia, gli suggeriva innanzi tutto tre parole: smarrimento, sopraffazione, servaggio. Oggi nell’anno di disgrazia 2008, ad essere smarrita ormai è rimasta una minuta minoranza di cittadini; la sopraffazione è almeno tentata da tutti su tutti; di servaggio, puzza la sola divisa indossata, anche dell’opposizione. Nel paese del rovescio, di scambio scellerato in scambio scellerato, siamo arrivati al punto che sarebbe preferibile almeno il solo danno, tanto brucia insieme alla beffa.
Vittorio Melandri

Robert Reich sul supercapitalismo

Dalla Stampa del 7 luglio 2008


"Il supercapitalismo sta stritolando la democrazia"
Robert Reich è stato ministro del Lavoro durante la presidenza Clinton

L'economista Reich: «L’enorme quantità di denaro delle grandi imprese ingolfa le istituzioni»
MAURIZIO MOLINARI
NEW YORKIl supercapitalismo sta stritolando la democrazia e gli unici che possono difenderla sono i cittadini. E’ questa l’idea-guida di Robert Reich, economista dell’Università di Berkeley, ex Segretario del Lavoro di Clinton e oggi consigliere di Barack Obama, che nel suo «Supercapitalismo» (edito in Italia da Fazi) affronta le cause della crisi globale che scuote non solo il sistema economico. Che cos’è il supercapitalismo e perché ci minaccia? «Rispetto al capitalismo che abbiamo avuto in passato quello odierno è supercompetitivo. Le tariffe di accesso ai mercati sono basse, i consumatori posso scegliere prodotti in ogni angolo del mondo, gli investitori possono girare il Pianeta in cerca di profitti più alti, i soldi viaggiano alla velocità della luce, lo shopping comparato è istantaneo, beni e azioni possono essere acquistati in un attimo su Internet. Ogni consumatore e investitore ha l’intero globo a disposizione. Tutto ciò ha creato un capitalismo che non avevamo mai visto prima». Ma avere più opportunità a disposizione, per acquistare o investire, non dovrebbe essere qualcosa di positivo? «E’ certo una cosa buona per chi consuma e investe ma non lo è per i cittadini che hanno a cuore valori comuni come la stabilità dell’occupazione, che temono l’evaporazione dell’equità, il surriscaldamento del clima, la scomparsa dei piccoli negozi a vantaggio della grande distribuzione. Il supercapitalismo è drammaticamente più efficiente del predecessore ma riduce i diritti dei cittadini». Per questo lei afferma nel libro che il supercapitalismo indebolisce la democrazia... «Esatto».Allora come è possibile rinvigorire la democrazia?«Il primo passo è comprendere ciò che sta avvenendo. Molte persone, a destra, credono che il benessere dei consumatori e degli investitori sono gli unici valori importanti dei quali dobbiamo occuparci. A sinistra invece sono in molti a credere che le grandi corporation e il capitalismo globale sono per natura diabolici, alla fonte di ogni male del mondo. Se ho scritto questo libro è perché desidero che la gente comprenda quanto entrambe queste posizioni sono semplicemente errate. Il supercapitalismo può essere causa di molti benefici, come in effetti avviene, ma devono essere bilanciati. L’unica maniera per proteggere la democrazia e i nostri diritti civili è comprendere i limiti del supercapitalismo». Lei afferma che i cittadini sono diventati impotenti e la crisi dei subprime non potrebbe essere conferma migliore per gli effetti a catena che sta avendo. Da dove nasce questa dinamica che sta stritolando milioni di famiglie?«I cittadini sono diventati impotenti a causa degli immensi capitali delle grandi imprese che hanno ingolfato le istituzioni democratiche. Negli Stati Uniti avvocati, lobbisti e alti dirigenti delle corporation hanno preso Washington. Lo stesso avviene a Bruxelles e nelle altri maggiori capitali dell’economia mondiale. Ma non è tutto. Se cediamo alla tentazione di pensare solo sulla base di consumi e investimenti dimentichiamo il nostro ruolo di cittadini. Dobbiamo occuparsi dell’educazione, ad esempio. Un cittadino ben istruito è fondamentale al funzionamento della democrazia mentre ora si parla di educazione solo come frutto di un investimento privato. Non più come un bene pubblico. Considerare una laurea universitaria solo come un passo verso un salario più alto significa avvalorare l’ideologia di un supercapitalismo che erode l’idea stessa di avere dei propositi, degli interessi comuni».Invocare una maggiore difesa dell’interesse pubblico significa chiedere una rivalutazione della politica? «Non solo della politica ma della pratica della cittadinanza. Le nostre opinioni pubbliche, negli Stati Uniti, in Italia e altrove, sono molto ciniche rispetto alla politica. Il cinismo c’è ovviamente sempre stato ma oggi è assai radicato. Dobbiamo chiederci di chi è la responsabilità di resuscitare la democrazia. La risposta è semplice: tocca a noi farlo. Se non sentiamo tale responsabilità, se non ci uniamo per riuscirci, non avverrà mai». Se l’obiettivo è resuscitare la democrazia quale ruolo può avere lo Stato? «Le istituzioni pubbliche sono fatte dai cittadini. Se il pubblico consente che le istituzioni vengano degradate, corrotte, conquistate da fondi privati o di grandi corporation, allora lo Stato non potrà più funzionare. Ognuno di noi è un consumatore e, spesso, un investitore, ma ognuno di noi è anche un cittadino e dobbiamo comportarci come tale, proteggendo i nostri diritti. Solo riuscendoci porteremo le istituzioni a funzionare meglio e la democrazia a risollevarsi». La crisi finanziaria innescata dai mutui subprime ha sollevato la necessità di più stringenti regolamenti sulle banche, sui mercati. Ma chi dovrebbe o potrebbe farlo? «Il pendolo della regolamentazione sta tornando indietro. Per anni, da Ronald Reagan a Margaret Thatcher, la tendenza è stata verso minori regole, ora invece si va in direzione opposta. Ma il punto non è questo bensì se stiamo regolando ciò che serve oppure no. Se le istituzioni politiche vengono dominate da ricchezze private e potere delle grandi imprese le regole non potranno essere nell’interesse collettivo, serviranno solo a proteggere i ricchi e i potenti. Le grandi corporation stanno già manovrando negli Stati Uniti per cambiare i regolamenti finanziari, del settore immobiliare o del settore energetico al fine di ledere gli interessi dei concorrenti. Il pubblico chiede regole nuove e più efficienti ma chi siede al posto di comando cede troppo spesso alle pressioni dei più forti».Perché i politici esitano a difendere i diritti dei cittadini?«Dipendono troppo dai media per essere rieletti e i media in molti Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti, dipendono dalla pubblicità diretta e indiretta che viene in misura sempre maggiore dalle grandi imprese. E’ un circolo vizioso».Lei è un consigliere del candidato democratico Barack Obama. Ritiene che diventando presidente potrebbe essere un leader di tipo diverso?«Lo spero. La cosa interessante di Obama è il fatto di essere riuscito ad accendere l’interesse in vasti settori dell’opinione pubblica che in genere restano lontano dalla politica. Nessuno era riuscito a fare altrettanto dall’epoca di Robert Kennedy. Se riuscirà a far continuare tale partecipazione avrà almeno il 50% di possibilità di combattere le forze dello status quo».

domenica 6 luglio 2008

il gen. Mini sulla sicurezza

dal Venerdì di Repubblica, 5 luglio 2008

puntare sulla percezione della sicurezza è una stupidaggine. Mandare in giro le pattuglie tanto per farsi vedere è una tecnica vecchissima che contrasta solo la criminalità casuale. La criminalità organizzata, invece, ne trae un vantaggio, perché le forze sono distolte da ricerche mirate

Paola Meneganti: riflessione

Su una stessa pagina di giornale, notizie differenti ma collegate.
Un giudice di Verona libera due degli otto zingari arrestati con l'accusa di aver costretto i figli a rubare - li chiamo così, perché non hanno più senso i mutandoni linguistici perbenisti di chi magari parla di "rom" ma poi pensa che sia giusto che siano schedati sin da piccoli - dicevo che quel giudice, il Gip Giorgio Piziali, non ha convalidato il fermo disposto dalla pm perché "il delicato istituto del fermo" è stato piegato ad altri fini, che "sono tutti gravemente lesivi delle regole, anche costituzionali, che presiedono la libertà personale". Non sussisteva, cioè, un reale e concreto pericolo di fuga. Interpreto io: si è trattato di un provvedimento da "fumo negli occhi", "guardate che muscoli che abbiamo".
Accanto: gli italiani sono gli europei più a disagio con gli zingari. Il 47% degli intervistati si dice a disagio all'idea di averne uno come vicino, contro il 24% della media europea. In generale, gli italiani si dimostrano tra i meno disponibili in Europa nei confronti delle minoranze sociali ed etniche, dove per "minoranze" si intendono disabili, persone di altre religioni che non la cattolica, di altro gruppo etnico, omosessuali etc...
La propaganda ed il potere hanno avuto buon gioco nell’orientare l’opinione pubblica, sono stati efficaci.
Marco Revelli, stamani a Pisa, ha svolto uno splendido intervento sulle "metafore del potere: tra violenza ed ordine". Si identifica con lo sguardo del potere chi non sa resistere allo sguardo raggelante di Medusa. Chi si fa catturare dalla perdita di sé e dalla maschera, che sono elementi costitutivi del potere (sono concetti mutuati da Elias Canetti). La fenomenologia del potere vede la sua forma comunicativa nel "comando" e nel meccanismo di obbedienza all'ordine. Ma l'azione compiuta in seguito ad un ordine è diversa da ogni altra, la si sente estranea, il suo ricordo ci sfiora appena: "è l'equivalente funzionale della pietrificazione dello sguardo di Medusa". Il paradigma politico della modernità si è formato "neutralizzando" questo mostro numinoso del potere: il Leviatano è (in parte) controllato dalla tecnica e dal patto. Ma oggi? i cardini di questo meccanismo sono messi in discussione: l'habeas corpus ( da Guantanamo alla schedatura degli zingari) e la definizione dei contraenti titolari del patto. Questo perché i confini sono labili e fluttuanti. C'è quindi, dice Revelli, una crisi della sovranità nell'ambito spaziale in cui si esprime e una crisi della garanzia garantita ai corpi. E' in crisi il paradigma politico basilare.
La politica tace, e capita di ascoltare, appunto, la sentenza di un giudice, su questi temi.
Lo sguardo raggelante del potere di Medusa incombe su chi non sa - o non può - sottrarsi. Il comando diventa comando all'omologazione, e allora capita - è la stessa pagina di giornale - che si spacci per bisogno di eguaglianza il ritorno al grembiule per i bambini a scuola. La psicologa dice che si tratta di una scelta di "strutturazione" dell'identità di alunni. Ancora la vertigine, l'ossessione identitaria. Che significherà mai "identità alunno"?
Strano che di altre "identità" non si parli più, forse perché sono eversive. Per esempio, l'identità che dona il lavoro. L'identità, in questo caso, come è successo nel negletto e "superato" Novecento, costruita a partire dal cedere parte di sé in un prodotto che però ha bisogno di una dimensione collettiva per darsi. Il lavoro è espropriazione di una parte di sè, ma anche espressione e , sì, dono di una parte di sé. In relazione, ci ha detto il Novecento. Oggi il lavoro è, nella grande maggioranza dei casi, una parentesi, una dura necessità, una condanna, quando non una cosa che ti fa morire. Anche oggi, un altro morto. L'ordine raggelante di Medusa, lo sguardo mascherato del potere, in questo caso, uccide davvero.Paola Meneganti