venerdì 13 maggio 2022

Massimiliano Amato: IL DECLINO DELL’EUROPA NEL DECLINO DEI SOCIALISTI | AltriSud

IL DECLINO DELL’EUROPA NEL DECLINO DEI SOCIALISTI | AltriSud

Roberto Biscardini: Guerra, democrazia, lavoro

Da Democrazia socialista GUERRA, DEMOCRAZIA E LAVORO. Tre questioni centrali per un Movimento socialista e popolare. Roberto Biscardini, 10 maggio 2022. Sono passati alcuni mesi da quando, per questo giornale, avevo messo in conto che il 2022 avrebbe potuto essere per i socialisti l’anno della ricostruzione di una nuova prospettiva politica, in grado di superare le tante incertezze e gli errori che hanno caratterizzato la vita degli ultimi decenni. Una prospettiva socialista e socialdemocratica. Un progetto, un percorso e una piattaforma in grado di cogliere nella specificità della politica italiana la distanza abissale tra il bisogno di una rappresentanza politica socialista, assolutamente presente nella società, e un’inadeguata offerta politica. Un progetto, un percorso una piattaforma da costruire nel concreto, partendo dalla realtà. Su questioni di grande rilevanza politica e sociale. La guerra ad esempio. La guerra che ha aperto anche nelle nostre coscienze scenari fino a pochi mesi fa del tutto insospettabili. Ha posto tutti noi davanti a scelte difficili. Ci si deve tutti adeguare all’imbarbarimento del clima politico, e dello spazio pubblico dei media di maggior successo, o si può difendere il diritto alla riflessione, alla ponderazione dei giudizi e all’equilibrio? Si può nutrire qualche dubbio sulla opportunità o meno di inviare troppe armi in Ucraina, oppure no? E’ legittimo pensare che sia più facile arrivare al cessate il fuoco con una forte iniziativa diplomatica internazionale piuttosto che con le armi, oppure no? Si può credere che le armi non fermano una guerra? Si può, una volta ribadita senza se e senza la condanna dell’aggressione russa, si può stare dalla parte della pace senza stare dalla parte di Putin? Si può essere dalla parte di una politica europea, anche di difesa europea, senza bisogno di sdraiarsi sugli interessi americani che sono diversi dai nostri? Si può eccepire sul ruolo della Nato, oggi, e per la prima volta, attiva militarmente in un paese non Nato? Si può continuare a sostenere che i socialisti sono dalla parte della pace, come lo sono sempre stati, senza sentirsi dalla parte sbagliata? Io credo sì. Si può avere il dritto di aver le proprie idee? Tanto più adesso di fronte ad un occidente che è passato dall’appoggio alla resistenza ucraina alla ricerca di una vittoria con le armi. E tanto più che queste preoccupazioni e questi sentimenti sono entrati nella coscienza della maggioranza delle persone, nonostante l’azione dei governanti e della grande stampa. Oggi, che la tradizionale cultura di pace del socialismo esce confortata dalle parole di Papa Francesco. La democrazia. La democrazia soffre in Italia uno dei momenti più tristi della nostra storia repubblicana. Anzi la democrazia sembra sospesa. Su più fronti. Per stare alla attualità appunto: si può esprimere il nostro disappunto di fronte ad una maggioranza di governo tanta larga, quanto litigiosa sulle cose di poco conto e assolutamente silente sulla grandi questioni? Si può essere preoccupati del fatto che di fronte alla guerra tutto passi sotto silenzio? Dal Pnrr alla crisi economica, Dalla grande questione sociale alla crisi economica, dall’inflazione drammaticamente in crescita ai contratti scaduti. Dalla morti sul lavoro all’aumento della povertà delle famiglie. Dal continuo calo del potere di acquisto dei salari, alle difficoltà occupazionali. Dalla crisi di molti settori professionali e delle imprese. Si può essere preoccupati da una recessione che colpirà i ceti più fragili. Direi proprio di sì. E si può chiedere ad un governo che si muove come se l’Italia fosse in guerra, di sottoporre le proprie decisioni al giudizio del parlamento? Direi ancora di sì. Per non parlare della sospensione della democrazia nei comuni, nelle regioni e nelle province, con l’elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti, con le assemblee elettive ridotte a zero. Infine il lavoro. I salari sono ormai stagnanti da anni. Anzi il loro potere d’acquisto negli ultimi trent’anni si è ridotto di molto. Il Pil non cresce. In venti paesi europei esiste la legge sul salario minimo, mentre da noi il salario minimo legale non esiste ancora. Siamo il paese che ha subito negli ultimi decenni una riduzione dei salari medi, quando in tutti gli altri paesi europei c’è il tasso è stato positivo. Si può ancora denunciare diseguaglianze sociali e diseguaglianze economiche sempre più forti? E’ ammissibile che in Italia ci siano manager che hanno una retribuzione 600 volte quella dei loro operai? Siamo il paese con il maggior numero di disoccupati giovani. Siamo il paese con un tasso di mortalità sul lavoro altissimo. Siamo il paese delle disparità tra uomo e donna. Stiamo discutendo di reddito di cittadinanza confondendo i limiti della sua applicazione con la bontà del provvedimento generale. Tre questioni: guerra, democrazia, lavoro, centrale nell’attuale momento politico, che bastano e avanzano per ricostruire un pensiero unitario del mondo socialista largo. Ma bisogna volerlo! Per ricostruire un movimento politico in grado di dare il proprio contributo, per concorrere, con altri a ricostruire una cultura socialista applicata alla realtà di oggi e non alla storia. Capace di essere socialista perché il socialismo è una necessità concreta delle persone che ne hanno più bisogno. Perché il socialismo presente nella società non può essere soffocato dalla debolezza della politica. Perché la proposta socialista non riguarda solo i socialisti ma tutta a sinistra, che o sarà socialista o non sarà. Queste erano le ragione che spinsero alcuni di noi a dar vita a “Socialisti in Movimento”, un organizzazione senza tessere, ma presente sul territorio dal 2017. Nella convinzione che il nostro compito non fosse solo quello di contribuire a costruire un soggetto autonomo e alternativo al pensiero unico egemone negli ultimi trent’anni,, ma anche una proposta politica complessiva, per rilanciare nel paese una politica socialista e ricostruire lo Stato, che invece rischia di non esserci più, nell’economia e nel sociale, a garanzia di uguaglianza e di giustizia. Un pensiero politico concreto e una battaglia per garantire migliori condizioni di vita alla maggior parte della popolazione. Un progetto ancora valido, che può incontrare nuovi consensi Per costruire quel movimento socialista e popolare di cui abbiamo bisogno, con il sostegno di tutti coloro che non hanno paura delle battaglie coraggiose.

Jeremy Corbyn: We Can Build a New Economic Order

Jeremy Corbyn: We Can Build a New Economic Order: In a speech to the Progressive International, former Labour Party leader Jeremy Corbyn says now is not a time for retreat. We must build a powerful alternative to capitalist destruction.

Milan’s struggle to tame gentrification – POLITICO

Milan’s struggle to tame gentrification – POLITICO

giovedì 12 maggio 2022

In libreria il lavoro di Stefano Sylos Labini sulla moneta fiscale. "Un modo per ridare al paese margini di intervento in economia" - Il Fatto Quotidiano

In libreria il lavoro di Stefano Sylos Labini sulla moneta fiscale. "Un modo per ridare al paese margini di intervento in economia" - Il Fatto Quotidiano: E’ da pochi giorni in libreria “La battaglia della moneta fiscale”, scritto da Stefano Sylos Labini ed edito da Il Ponte editore. Il libro dà conto dei risultati di un lavoro decennale, svolto anche nell’ambito del Gruppo moneta fiscale a cui aderì anche Luciano Gallino e che continuato a sviluppare un’attività incessante non solo sul …

The new French left—the sociology of socialism – Halil Karaveli

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Capitalismo, democrazia e lavoro - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

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domenica 8 maggio 2022

Italy’s Democrats Are the Party for the End of History

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Alfiero Grandi. Una nuova legge elettorale è indispensabile, ora, si è perso fin troppo tempo! | Jobsnews.it

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The long shadow of market fundamentalism – Piergiuseppe Fortunato

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The coming world order – Marc Saxer

The coming world order – Marc Saxer: Russia’s invasion of Ukraine has upended the world order—and with it the energy, production, distribution and finance systems.

I limiti del progressismo latinoamericano | Global Project

I limiti del progressismo latinoamericano | Global Project

The French Left’s Next Chance

The French Left’s Next Chance: After narrowly missing out on the presidential runoff, the French left has agreed a landmark pact ahead of legislative elections – and could pose Macron his biggest challenge yet.

Europe’s Soft-Power Problem by Mark Leonard - Project Syndicate

Europe’s Soft-Power Problem by Mark Leonard - Project Syndicate

In Francia la sinistra si unisce, accordo tra Mélenchon e Verdi • Diritti Globali

In Francia la sinistra si unisce, accordo tra Mélenchon e Verdi • Diritti Globali: Il sito del Rapporto sui Diritti Globali

La rivista il Mulino: Le elezioni in Slovenia

La rivista il Mulino: Le elezioni in Slovenia: Non era scontata la netta affermazione della nuova formazione politica ambientalista GS dell’imprenditore Robert Golob, che ha ottenuto oltre il 34% dei voti e 41 seggi su 90, staccando di quasi dieci punti il premier uscente Janez Janša

Tutti i dati sul Reddito di Cittadinanza - YouTrend

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La rivista il Mulino: La nuova lotta di classe

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Sachs: «Il grande errore degli Usa è credere che la Nato sconfiggerà la Russia» - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

Sachs: «Il grande errore degli Usa è credere che la Nato sconfiggerà la Russia» - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro: L’economista della Columbia University: «Gli Stati Uniti sono più riluttanti della Russia nella ricerca di una pace negoziata. Negli anni Novanta l’America sbagliò a negare gli aiuti a Mosca, la responsabilità fu di Bush padre e di Clinton». Da Il Corriere della Sera.

La rivista il Mulino: Buone e cattive politiche per l’indipendenza energetica

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Jean-Luc Mélenchon: What Popular Union?

Jean-Luc Mélenchon: What Popular Union?: As in the previous presidential election, Jean-Luc Mélenchon outpaced all his competitors on the left by several million votes. His electorate is both in continuity with the 2017 election and undergoing profound transformations.

sabato 7 maggio 2022

Mercato del lavoro: dalla Spagna una riforma al passo coi tempi* - Lavoce.info

Mercato del lavoro: dalla Spagna una riforma al passo coi tempi* - Lavoce.info

L'economia italiana: tra i dati ufficiali e la realtà - Collettiva

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Franco Astengo: Ritorna in scena la legge elettorale?

RITORNA IN SCENA LA LEGGE ELETTORALE ? di Franco Astengo Nei giorni scorsi il tema della legge elettorale sembrava tornato d’attualità: scriviamo di legge elettorale e non semplicemente di “formula” per l’attribuzione dei seggi perché il tema è stato affrontato da entrambi i lati, da una parte il PD ha espresso nuovamente l’intenzione di ritornare al proporzionale (questo per quel che riguarda la “formula”) e dall’altro lato il ministro per i rapporti con il Parlamento ha tracciato alcune linee di modifica nella possibilità di partecipazione al voto attraverso l’utilizzo di strumenti informatici : una modifica che sarebbe attuata anche allo scopo di contrastare il crescente astensionismo. Il secondo punto, quello delle modalità di partecipazione al voto posto in relazione alla diserzione dalle urne meriterebbe particolare attenzione e sarà il caso, nel prossimo futuro, di dedicargliela ( ad esempio non si è riflettuto abbastanza sul colpo mortale dato alla percentuale dei votanti inferto dalla Legge Bassanini con l’istituzione della tessera elettorale in luogo della consegna, ad ogni scadenza, del relativo certificato). Torniamo però al punto relativo alla formula elettorale cercando di indicare alcuni elementi fondamentali per il dibattito: 1) E’ indispensabile uscire dal tunnel di una formula elettorale elaborata sul contingente degli interessi immediati delle forze politiche. La proporzionale deve corrispondere al senso complessivo dell’indicazione costituzionale sulla centralità del Parlamento. Le elezioni legislative generali, infatti, debbono essere indirizzate a costruire la rappresentanza politica e territoriale del Paese e non ad eleggere direttamente l’esecutivo. Un adeguato livello di rappresentanza, sia politico sia territoriale, appare però molto difficile da realizzare nelle Camere a “scartamento ridotto” costruite attraverso la disastrosa scelta di riduzione del numero delle elette/i; 2) Deve essere restituita ad elettrici ed elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Se si mantiene lo schema dell’attuale formula elettorale abolendo i collegi uninominali avremo 49 circoscrizioni mediamente con 8 candidati da eleggere. A questo punto si impone come elemento di discussione il tema della espressione di preferenza, non essendo pensabile di mantenere le liste bloccate come accade dal 1994 ( va anche ricordato come per la parte proporzionale anche nel Mattarellum, in vigore dal 1994 al 2001, non c’era la possibilità di espressione di preferenza). Oppure si può scegliere la via di una formula elettorale del tipo di quella utilizzata per il Senato dal 1958 al 1992 oppure per le Province fino al momento dell’elezione diretta che prevedevano collegi uninominali e assegnazione proporzionale dei seggi o con il metodo “Hare corretto” oppure “D’Hondt” (difficile però a questo punto modificare la Costituzione nel punto dove indica la “base regionale” dell’elezione per il Senato).