venerdì 26 novembre 2021

La democrazia liberale nel mondo non gode di buona salute - Avanti

La democrazia liberale nel mondo non gode di buona salute - Avanti

Disponibile online la ricerca ““No digitalization without representation. An analysis of policies to empower labour in the digital workplace”” – Fondazione Pietro Nenni

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La lezione svedese – laCostituzione.info

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L’illusione liberista – Lavoce.info

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Reddito di cittadinanza: quale soluzione per lo squilibrio Nord-Sud – Lavoce.info

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Franco Astengo: Parlamento

PARLAMENTO di Franco Astengo Sotto il titolo “Il Parlamento serve ancora?” Andrea Fabozzi (”Il Manifesto” 26 novembre) pone uno degli interrogativo di fondo al riguardo delle modifiche in atto circa la possibilità di agire politico secondo i dettami della Costituzione Repubblicana. Attraverso una evidente e progressiva distorsione della funzione parlamentare sta infatti venendo a compimento un processo iniziato da lungo tempo, almeno dagli anni ’80 del XX secolo allorquando il tema della “governabilità” è assunto come centrale rispetto a un modificarsi nelle finalità di fondo dell’agire politico – istituzionale. Un processo nel corso del quale si era cercato di stabilire progressivamente i termini di una “costituzione materiale” di stampo presidenzialista. Una sorta di semipresidenzialismo era stato addirittura previsto nella riforma costituzionale elaborata dalla Bicamerale nel 1997 ma non era presente – ad esempio – nella riforma bocciata dall’elettorato nel 2016. La “Costituzione materiale” non è mai stata portata a compimento come “Costituzione formale”: di conseguenza l’attuale spostamento d’asse nel ruolo del Parlamento denunciato da Fabozzi nel suo articolo si situa ai limiti del dettato costituzionale e meriterebbe un intervento molto più incisivo da parte del Presidente della Repubblica, alle cui funzioni nello specifico ci si dovrebbe richiamare con molta più forza da parte di chi intende salvaguardare il ruolo dell’istituto parlamentare. La salvaguardia dell’istituto parlamentare rimane il punto di fondo dell’affermazione (e non della semplice difesa) della democrazia. Dobbiamo tornare a richiamare in maniera compiuta ruolo e funzioni del Parlamento. Non possiamo limitarci a reclamare una visione giuridico – amministrativa all’interno della quale è venuta ormai a mancare l’enunciazione relativa al ruolo di rappresentanza politica che nel Parlamento deve essere esercitata all’interno della dialettica tra le forze politiche e non necessariamente ristretta al rapporto maggioranza – opposizione (pensiamo, al proposito come esempio, il tema della politica estera). Anche questa è materia di natura costituzionale. Deve essere ricordata ancora una volta la visione di centralità del Parlamento sul piano del confronto politico insita nell’idea fondativa della democrazia repubblicana emersa nel corso dei lavori dell’Assemblea Costituente. Una visione della democrazia repubblicana insita soprattutto nell’azione dei tre grandi partiti di massa, democristiano, socialista e comunista che esercitarono in quella sede una funzione egemonica contrapponendosi sia all’idea liberale di un sostanziale “ritorno allo Statuto” e della considerazione del “fascismo come parentesi” sia all’idea azionista di una democrazia maggioritaria di stampo britannico. E’ necessario richiamare questi elementi quando si discute di ruolo e funzioni del Parlamento: in particolare in una fase come questa dove stanno lasciando uno strascico evidente quelle forti tensioni verso la disintermediazione in funzione della cosiddetta “democrazia diretta” (in tempi di web) e di disarticolazione del tessuto unitario. Si aprirebbe a quel punto il discorso sulla funzione degli Stati nazionali e del rapporto con la realtà di espressione di forme di sovranazionalità e di cessione di poteri (come nel caso dell’Unione Europea): un tema che sarebbe necessario affrontare con molta capacità di riflessione e rifuggendo dai propagandismi di maniera. Nelle conclusioni del suo intervento Fabozzi indica la strada della legge elettorale proporzionale con le preferenze e con nome serie di rimborso pubblico e tetti di spesa alle campagne elettorali ed esprime giusta preoccupazione rispetto alla probabile conferma delle liste bloccate. Il tema della formula elettorale deve essere affrontato tenendo ben conto del dato della riduzione del numero dei Parlamentari e di ciò che questo elemento significherà soprattutto sotto l’aspetto della rappresentatività politica e del rapporto tra eletti ed elettori. Sarà necessario avanzare una proposta di formula attraverso la quale puntare a una connessione tra territorialità e rappresentanza politica. L'attuale formula elettorale prevede un mix tra collegi uninominali e parte proporzionale: una proposta di sistema proporzionale potrebbe prevedere proprio per esaltare la necessità di una territorialità della rappresentanza una formula basata su collegi uninominali (nei quali potrebbero anche realizzarsi situazioni diversificate di alleanze) con assegnazione dei seggi su base proporzionale ( come esempi si richiamano la formula usata per il Senato dal 1958 al 1992 e quella per le amministrazioni provinciali). In conclusione sarebbe il caso di ricordare ancora le funzioni fondamentali assegnate al Parlamento dalla Costituzione e che via via sono andate perdute: Riassumendo possiamo così reinterpretare le cinque funzioni fondamentali del Parlamento: 1) La funzione d’indirizzo politico, inteso come determinazione dei grandi obiettivi della politica nazionale e alla scelta degli strumenti per conseguirli, in specificazione dell’attualizzazione e dell’opposizione – dai diversi punti di vista – del programma di governo; 2) La funzione legislativa, comprensiva dei procedimenti legislativi cosiddetti “duali” che richiedono cioè la compartecipazione necessaria del Governo o di altri soggetti dotati di potestà normativa; 3) La funzione di controllo, definita come una verifica dell’attività di un soggetto politico in grado di attivare una possibile attività sanzionatoria; 4) La funzione di garanzia costituzionale, da interpretarsi come concorso delle Camere alla salvaguardia della legittimità costituzionale nella vita politica del Paese; 5) La funzione di coordinamento delle Autonomie, sempre più complessa da attuare in un sistema che, nelle sedi di raccordo esistenti sia a livello internazionale che infranazionale tende a privilegiare il dialogo tra esecutivi.

giovedì 25 novembre 2021

Roma, Parigi e l’Europa che verrà

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Alfonso Gianni: L’Europa dopo Angela Merkel

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Vincenzo Vita. La questione di Tim non è una consueta vicenda di mercato | Jobsnews.it

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Alfonso Gianni. Capitalismo, diseguaglianza e instabilità. Note sull’ultimo libro di Pierluigi Ciocca | Jobsnews.it

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Germania: abbiamo un semaforo

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Why Italy's Presidential Election Matters by Nouriel Roubini & Brunello Rosa - Project Syndicate

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"UNA LUNGA PARTITA" di Paolo Bagnoli

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CITTA’ METROPOLITANA |

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SALA, IL MEAZZA E LA DEMOCRAZIA |

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IL MEAZZA: UNA PAGINA BUIA DI SINDACO E GIUNTA |

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martedì 23 novembre 2021

Intervista a Donald Sasson: “Socialisti europei in crisi, la mossa dei grillini è disperata” - Il Riformista

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La scalata a Telecom Italia, arrivano gli americani • Diritti Globali

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Presidenziali. Al primo turno il Cile si risveglia troppo pinochetista • Diritti Globali

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The twin original sins of fiscal Europe – Enrico D'Elia

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The Czech left needs to rebuild – Future of social democracy | IPS Journal

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Lotta al centro. Il keynesiano lamalfiano contro il mastino di Rignano - Strisciarossa

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Elezioni in Cile, il voto anti-sistema al bivio | Global Project

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In Cile la polarizzazione sociale estremizza l’esito delle elezioni generali - Articolo21

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Alberto Benzoni: Medio Oriente, il disimpegno americano e le sue conseguenze - Avanti

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Una manovra inadeguata - Collettiva

Una manovra inadeguata - Collettiva: Su fisco e previdenza e precarietà si può e si deve fare di più. Fracassi, Cgil, in audizione in Parlamento: i provvedimenti presentati dal governo non riducono le diseguaglianze, non rispondono adeguatamente ai bisogni dei lavoratori e dei

Tim strategica per il Paese. Non può valere solo il mercato - Collettiva

Tim strategica per il Paese. Non può valere solo il mercato - Collettiva: Emilio Miceli, segretario confederale della Cgil, riflette sull'ipotesi di Opa di Kkr su Tim: "Le telecomunicazioni non sono semplici infrastrutture, sono il futuro. Che ruolo vogliamo giocare in Europa?"

martedì 16 novembre 2021

The Right Institutions for the Climate Transition by Mariana Mazzucato - Project Syndicate

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L’appello degli intellettuali contro l’ingresso del M5S nei socialisti europei - Linkiesta.it

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What Killed Macroeconomics? by Robert Skidelsky - Project Syndicate

What Killed Macroeconomics? by Robert Skidelsky - Project Syndicate: Mathematical refinement aside, economics is back to where it was a century ago: the study of the allocation of given resources, plus the quantity theory of money. Macroeconomics – the theory of output as a whole, which was invented by John Maynard Keynes – has virtually disappeared, despite the revival of key tools when crises erupt.

Quali sono i veri limiti del reddito di cittadinanza* – Lavoce.info

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Dopo Cop26 un cammino ancora lungo – Lavoce.info

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lunedì 15 novembre 2021

La "finanza verde": molta finanza e poco verde - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

La "finanza verde": molta finanza e poco verde - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro: Tagliare le emissioni inquinanti a zero per il 2050: è l'obiettivo che si propone la Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ).

La rivista il Mulino: E lo Stato dov'è?

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La rivista il Mulino: In difesa del diritto di vivere dei poveri

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La legge delega fiscale e il sistema duale - Menabò di Etica ed Economia

La legge delega fiscale e il sistema duale - Menabò di Etica ed Economia

Franco Astengo: Rappresentanza e territorio

RAPPRESENTANZA E TERRITORIO di Franco Astengo La riduzione del numero dei parlamentari , prevista per la prossima legislatura, porterà anche come conseguenza una ridefinizione nel rapporto tra rappresentanza politica e territorio incidendo così direttamente sulla formazione degli schieramenti che si presenteranno al giudizio di elettrici ed elettori. In questo senso si impone una riflessione sul sistema di alleanze (restando incerta la formula elettorale con la quale si andrà a votare nel 2023 o forse nel 2022) e sul metodo da seguire per la ricerca delle candidature. L’esito delle elezioni amministrative svoltesi nell’ottobre 2021 ci ha fornito un quadro complessivo di forte disaffezione dal voto: l’astensione si è massicciamente affermata soprattutto nelle periferie e la “qualità sociale” del voto attribuito alle forze del centro sinistra è rimasta essenzialmente come dotazione di ben precisi ceti sociali, dal punto di vista delle professioni, dell’istruzione, della residenza. Nonostante i buoni risultati raggiunti sul piano dell’esito immediato della contesa è necessario ammettere che, dalla parte democratico – progressista, non si è realizzata una presentazione elettorale omogenea dal punto di vista delle rappresentanze politiche e non si sono ravvisati elementi concreti di costruzione (necessaria) della rappresentanza di un blocco sociale. Sul piano politico raramente si è realizzato un quadro di efficace connessione tra partiti, movimenti progressisti e specifiche realtà associative rappresentative di “single issue” come nel caso dell’ambientalismo (al riguardo si trova difficoltà a trasformarne le istanze in soggettività generale), dei diritti civili, delle emergenze al riguardo del welfare (tanto più in tempi di emergenza sanitaria), del mondo del lavoro. Il dato prevalente è ancora quello della frantumazione e della difficoltà a tenere assieme radicalità delle opzioni e scelte di governo: elementi questi che debbono essere valutato ben al di là della constatazione dell’esistenza di una sorta di “pulviscolo” a sinistra i cui rappresentanti pare non si pongano la questione dello sfilacciamento se non a partire dalle loro soggettive esigenze di sopravvivenza politica. Insomma: in vista delle elezioni politiche abbiamo due questioni urgenti da affrontare: 1) quello della rappresentanza della sinistra : tema che si pone nel senso dell’autonomia e della costruzione di nuova soggettività; 2) quello della territorialità del voto, in una condizione nella quale ampie parti del paese rischiano di rimanere del tutto prive di rappresentanza istituzionale. E’ evidente che il secondo punto andrà affrontato anche alla luce della crisi delle Regioni, ormai ridotte a soggetti di nomina e di spesa e delle difficoltà emergenti nella capacità di espressione di progettualità da parte dell’insieme del sistema degli Enti Locali (ad esempio: l’istituzione delle Città metropolitane , la Provincia ridotto ad ente di secondo grado, l’abolizione delle circoscrizioni, la riduzione delle Comunità Montane hanno rappresentato passaggi di inasprimento delle difficoltà del sistema). Nella volontà di semplificazione sono sorti viluppi nel quadro istituzionale complessivo dell'autonomia e del decentramento che richiedono un’analisi approfondita e originale capacità di proposta, mentre rimane pendente la questione sollevata da destra (e non solo) dell'autonomia "differenziata" messa da parte soltanto provvisoriamente dall'emergenza sanitaria. Servirebbe una strategia rivolta a promuove un’elaborazione utile a costruire ipotesi da concretizzare sul piano della costruzione di alleanze ( come esempio alcuni modelli scaturiti dalle realtà locali potrebbero essere utili) e dell’affermazione di una nuova classe dirigente, a partire dai territori. Il tema della formula elettorale non può star fuori da questo quadro, soprattutto sotto l'aspetto del rapporto tra eletti ed elettori. Una formula che consente - appunto - di tenere connessa territorialità e rappresentanza politica. L'attuale formula elettorale prevede un mix tra collegi uninominali e parte proporzionale: una proposta di sistema proporzionale potrebbe prevedere proprio per esaltare la necessità di una territorialità della rappresentanza una formula basata su collegi uninominali (nei quali potrebbero realizzarsi situazioni diversificate di alleanze) con assegnazione dei seggi su base proporzionale ( come esempi si richiamano la formula usata per il Senato dal 1958 al 1992 e quella per le amministrazioni provinciali). Sarebbe comunque il caso di non accumulare ulteriori ritardi nell'affrontare questi temi così delicati e decisivi per l'avvenire della nostra democrazia parlamentare che è necessario rimanga quella impostata dal testo della Costituzione Repubblicana

giovedì 11 novembre 2021

Il problema etico con i redditi privati del senatore Renzi @DomaniGiornale « gianfrancopasquino

Il problema etico con i redditi privati del senatore Renzi @DomaniGiornale « gianfrancopasquino: Di tanto in tanto, ma in Italia piuttosto raramente, qualcuno solleva un argomento delicatissimo: il posto dell’etica in politica. Addirittura se debba esserci un posto, anche piccolo, per l’etica …

mercoledì 10 novembre 2021

Franco Astengo: Domande

DOMANDE Il dibattito sulla condizione della sinistra impostato in questi giorni dal “Manifesto” attraverso gli interventi di Norma Rangeri necessita , a mio giudizio, di essere sintetizzato in alcune domande d’attualità considerando l’evidente freddezza al tema fin qui dimostrata dalle forze politiche costituite, evidentemente restie a mettersi in discussione. Soggetti autorevoli come lo stesso “quotidiano comunista” o associazioni di grande prestigio come l’ARS, il CRS, il Circolo Rosselli di Milano e altri dovrebbero trovare la possibilità di sviluppare il confronto in forma molto più stringente dal punto di vista del porsi obiettivi concreti legati alla fase politica. Provo a riassumere: 1) Può diventare realistica la prospettiva di formazione di un soggetto politico nel quale si superino antiche e nuove divisioni, costruendo una soggettività che non derivi dal semplice assemblaggio dell’esistente? E’ evidente che sotto a questo aspetto debbano andare in discussione tutte le implicanze legate alle connessioni con le lotte sociali in corso, la rappresentanza del mondo del lavoro, ecc,ecc. 2) Si può avviare una dibattito intorno ad una misurazione del cosiddetto “perimetro Draghi”: dentro o fuori? Al primo posto di questa misurazione di perimetro, ovviamente, rimane fondamentale il discorso posto sul piano internazionale relativo al mondo che corre verso la divisione dei blocchi e del nuovo atlantismo, con le evidenti conseguenze sul piano europeo. 3) Nel muoversi delle acque del sistema politico italiano è plausibile pensare a una ipotesi di nuovo bipolarismo tra una destra che comprenda da IV a FdI e una “sinistra” fondata sull’asse tra PD e M5S, con un angolino riservato a una “residualità” da sinistra? Oppure può risultare credibile una prospettiva di proporzionale? In questo secondo caso diventerebbe quanto mai urgente posi il tema della costruzione di soggettività a sinistra posta in grado di recuperare autonomamente una presenza istituzionale(anche di fronte ad uno sbarramento al 4 o al 5%). Risalta così la assoluta decisività del sistema elettorale. Il tema della presenza elettorale (sia per il 2022, sia per il 2023) è comunque da sollevare per tempo, anzi rendendoci conto di essere già in ritardo; 4) Nell’immediato, al riguardo della prossima elezione del nuovo Presidente della Repubblica, può essere il caso di stabilire un raccordo e di avviare un confronto tra i soggetti associativi indicati, gli strumenti di comunicazione come il Manifesto e altri, le forze politiche per tirar fuori una candidatura che possa trovare tra le grandi elettrici e i grandi elettori un consenso posto oltre i ristretti confini della presenza data attualmente in Parlamento? Una candidatura da far crescere e pesare nel contesto complessivo tanto da lasciare comunque un segno di riconoscibilità complessiva che risulterebbe utile per proseguire il cammino. Scusate lo schematismo, grazie per l’attenzione Franco Astengo

La sociologa Saraceno: «Reddito di cittadinanza, nessuna riforma, irrigiditi controlli e penalità» • Diritti Globali

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Barca: «Pnrr? Non credevo Draghi fosse così "vecchio" e conservatore» - nuovAtlantide.org

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Le 5S nel gruppo socialista europeo a 32 anni dalla caduta del muro di Berlino - Il Migliorista

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IL LAVORO IN COMUNE |

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LA CITTÀ DEI RICCHI |

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Luca Beltrami Gadola: COME PRIMA PIU’ DI PRIMA |

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martedì 9 novembre 2021

Alfonso Gianni. La realtà economica smentisce l’ottimismo di Draghi | Jobsnews.it

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Paolo Zinna: Esercizio abusivo della professione di Riformista: da Bernstein e Anna Kuliscioff a Luca Lotti – ControPiede

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Angelo Turco: La vera sfida del PNRR è l’autonomia perduta dei Comuni italiani – ControPiede

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Paolo Berdini: ‘Andrà tutto bene se poi facciamo il socialismo’

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Sanità lombarda, manca la pianificazione: immagino case della salute e un software unico per tutti /3 - Il Fatto Quotidiano

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Plenum Cina: Xi Jinping riscrive passato e futuro | ISPI

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Communist Mayor Daniel Jadue: Gabriel Boric Is the President Chile Needs

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Risorse per la sanità: sembrano tante, ma sono poche - Collettiva

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lunedì 8 novembre 2021

Alberto Benzoni: Non c'è più l'internazionalismo di una volta - Avanti

Non c'è più l'internazionalismo di una volta - Avanti: Nei cento anni che separano la nascita della Seconda Internazionale dalla caduta del Muro di Berlino la dimensione internazionale delRead More

Roberto Artoni: Il “modello” dietro la legge di bilancio del governo Draghi

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La sfida strategica sulla moneta digitale: le monete globali dei colossi del web e le Central Bank Digital Currencies - Economia e Politica

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Public Spending Isn’t Socialism

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La socialdemocrazia reale e il socialismo possibile - terzogiornale

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domenica 7 novembre 2021

Un global flop, da Roma a Glasgow - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

Un global flop, da Roma a Glasgow - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro: Sbandierato dalla stampa italiana come successo del multilateralismo, il G20 di Roma è stato un vero fallimento e ha preparato un altrettanto fallimentare summit della Cop 26 a Glasgow. Il capitalismo fossile va dritto per la sua strada e i governanti non riescono a imparare la lezione della pandemia.

Una sconsolante legge di bilancio - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

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Dl Infrastrutture e Manovra di Bilancio, le conseguenze negative delle novità in arrivo - Il Fatto Quotidiano

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Manovra: Capolavoro Draghi, i Comuni ai privati - nuovAtlantide.org

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Massimo D'Alema: "La sinistra deve tornare ad avere un messaggio ideale e impegnarsi per il riscatto sociale e l'eguaglianza" - nuovAtlantide.org

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Le anomalie di una strana (?) vicenda (1) - Il Migliorista

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giovedì 4 novembre 2021

The Labour Left’s Fatal Contradictions Are Still Unresolved

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Why New Labour Is Not a Model

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L'insostenibile bugia della sostenibilità del capitalismo - Strisciarossa

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Il “modello” dietro la legge di bilancio del governo Draghi - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

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Perché sul climate change il G20 è stato un fiasco | Left

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Pensioni, la riforma Fornero penalizza tutti - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

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Europe's Polish Question | IAI Istituto Affari Internazionali

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martedì 2 novembre 2021

Lavoro povero, Fondazione Di Vittorio: "Col Covid salario medio giù di 726 euro. E 5 milioni di occupati già nel 2019 prendevano meno di 10mila euro l'anno" - Il Fatto Quotidiano

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Portogallo verso le elezioni, si rompe il "fronte" delle Sinistre - Avanti

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Yanis Varoufakis: Le banche centrali sono terrorizzate: divise tra nervosismo inflazionistico e paura della deflazione - nuovAtlantide.org

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L'Italia è campione d'Europa anche di salari bassi - Collettiva

L'Italia è campione d'Europa anche di salari bassi - Collettiva: La Cgil e la Fondazione Giuseppe Di Vittorio presentano i risultati di una ricerca che mette a confronto le dinamiche retributive nazionali con quelle del resto d'Europa. I precari sono ormai tre milioni

L'Italia è campione d'Europa anche di salari bassi - Collettiva

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Dialogo sopra i due massimi sistemi (economici) del mondo - Menabò di Etica ed Economia

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