venerdì 12 luglio 2024

"La Salva-Milano cancella decenni di regole a vantaggio della rendita". La lettera-appello di giuristi e urbanisti - Il Fatto Quotidiano

"La Salva-Milano cancella decenni di regole a vantaggio della rendita". La lettera-appello di giuristi e urbanisti - Il Fatto Quotidiano

Franco Astengo: Autonomia differenziata,oltre i Lep

AUTONOMIA DIFFERENZIATA: OLTRE I LEP di Franco Astengo Nell'organizzare l'opposizione ( anche tramite richiesta di referendum) verso la legge sull'autonomia differenziata si sta evidenziando con grande forza il tema dei LEP (Livelli Essenziali Prestazioni) che dovranno essere stabiliti per rendere una base uniforme alle residue erogazioni di stato sociale: sanità, scuola. Al riguardo della legge approvata in questi giorni si rileva però un tema che non appare al centro del dibattito ma che rappresenta probabilmente il "cuore" della vicenda: il riferimento è alle materie di cui le Regioni possono richiedere l'acquisizione di competenze nelle materie "No Lep". La regione Veneto ha così immediatamente avanzato richieste di maggiore autonomia nelle 9 materie "non Lep", cioè quelle per le quali non è necessario che lo Stato stabilisca prima i Livelli essenziali di prestazione. Fra queste oltre alla previdenza complementare, il coordinamento della finanza pubblica, le banche (Casse di Risparmio, Banche di credito rurale, ecc,) spicca la richiesta della piena competenza sul commercio estero e i rapporti con l'UE. Il tema dei rapporti con l'estero è particolarmente delicato e specificatamente lo è ancora di più al riguardo del Veneto. Il tessuto industriale veneto (come in parte quello lombardo) composto da aziende di media/piccola dimensione nella generalità avanzate tecnologicamente e quasi completamente complementari e sussidiarie all'industria tedesca. Per fare un esempio i 20,9 miliardi di merci che vengono esportate dal Veneto verso la Germania sono superiori ai 16 miliardi dell’export canadese. Questo dato indica alcune questioni: 1) l'orientamento produttivo delle industrie venete è strettamente legato a quello delle industrie tedesche e in particolare alla Baviera e al Baden Wurttenberg. Se come pare la Germania deciderà di innalzare la propria quota di PIL riservata all'armamento è evidente che avremo aspetti di riconversione industriale che toccheranno l'insieme delle filiera di là e al di qua delle Alpi. Il Veneto (e la Lombardia) potrebbe così legarsi ad una economia di guerra indipendentemente dalle scelte generali del Paese; 2) Il primo punto pone oggettivamente in discussione l'idea della programmazione economica a livello nazionale (e il rapporto con l'Europa) e di intervento pubblico in economia (mentre il governo procede a tentoni nel pieno della confusione come nel caso della cessione di ITA, delle acquisizioni in siderurgia e a cessioni improprie come nel caso della Rete Tim passata ai pensionati canadesi in uno scenario inedito in Europa). Questo tipo di analisi rafforza ulteriormente la necessità di combattere a fondo questo pericoloso stato di cose in atto cercando anche di far comprendere come si tratti di un tassello del cambiamento che la destra ha in programma sul tema del rapporto tra governo e democrazia. Privatizzazione e autoritarismo nell'esercizio di un potere fondato sulla frammentazione dello Stato anche sul piano delle relazioni internazionali (negli aspetti che di più contano) così la destra intende saldare il quadro di modificazioni costituzionali: una direzione di marcia di variazione profonda del concetto di governabilità che dovrà essere fermato anche se a sinistra, nel passato più recente, ci si è mossi aprendo la strada con riforme portate avanti con il solo scopo di inseguire l'agenda dell'avversario (come fu nel caso della riforma del titolo V). Il recupero dell'autonomia progettuale della sinistra in particolare rispetto al quadro europeo proprio sul punto governabilità/democrazia appare il primo passaggio decisivo per affrontare una situazione che si presenta molto difficile.

martedì 9 luglio 2024

Ocse, il rapporto sui salari reali: calo del 6,9 per cento dell’Italia rispetto al 2019 - Lettera43

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La rivista il Mulino: Il ritorno del bipolarismo in Italia: la vittoria dimezzata delle due leader

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La crescita italiana che non c'è - Lavoce.info

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Franco Astengo: Francia doppio turno

FRANCIA DOPPIO TURNO di Franco Astengo Ho provato a tirar giù un'analisi del peso del doppio turno nelle elezioni francesi: si tratta di dati ancora incompleti ma che possono fornire comunque una credibile indicazione complessiva al riguardo del punto, principale che è stato segnato in questa occasione. Ricordo in premessa che quello francese è appunto un "secondo turno" e non un ballottaggio come invece avviene in Italia in occasione dell'elezione del sindaco: in Francia, acclarato che il candidato che passa il 50% dei voti validi nel primo turno è eletto, al secondo turno accedono quanti hanno superato il 12,5% degli aventi diritto. Nasce così quel tema dei "triangolari" e soprattutto della "desistenza" di cui si è molto discusso in questi giorni e che è stata applicata in maniera sufficientemente rigorosa dalle formazioni del cosiddetto "spirito repubblicano" e in particolare dalla sinistra. Riferendoci al solo territorio metropolitano si sono svolti diversi triangolari in particolare dovuti al mancato ritiro del candidato di Ensemble ( la lista di riferimento di Macron) quando il candidato meglio piazzato apparteneva a France Insoumise (19 triangolari Ens-FP-RN) o ai Verdi. Al secondo turno abbiamo assistito anche a due quadrangolari (sempre con riferimento al territorio metropolitano) il primo vinto dal RN davanti alla Lista Repubblicana (gollisti), al Fronte Popolare e a Ens. Il secondo vinto da un candidato definito di "diversa destra" davanti al RN, FP ed ENS. In due circoscrizioni della banlieue parigina si sono anche affrontati candidati di France Insoumise rappresentanti evidentemente di diverse correnti e in un'altra occasione un candidato del PCF vittorioso su di un esponente di France Insoumise. Il tema che maggiormente interessava questo secondo turno era quello riguardante il rapporto tra il RN e la "desistenza" del Fronte Repubblicano. Prendendo ad esempio 254 collegi del territorio metropolitano nel quali il RN partiva dal primo turno con il maggior numero di voti la formazione di estrema destra ha mantenuto il primato (e ottenuto il seggio) in 102 perdendo 152 collegi (59,84%) dove si è trovata i propri candidati scavalcati dagli avversari. 152 seggi suddivisi: 84 a ENS, 43 al Fronte Popolare e 25 ai Repubblicani (Gollisti) una parte dei quali si era alleata con il RN fin dal primo turno. E' capitato che ci sia stata autonomamente desistenza da parte della sinistra anche verso i candidati della LR. quando questi si sono trovati proiettati al secondo turno in migliore posizione. Un esempio di generosità politica questo offerto dalla sinistra francese che ha fornito un esito positivo spingendo anche la crescita alla partecipazione al voto che probabilmente è risultato essere il fattore decisivo per il successo finale.

domenica 7 luglio 2024

IL LABOUR VINCE, MA NON è CERTO UN TRIONFO! - GLI STATI GENERALI

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Nuova crisi politica in Bulgaria, niente fiducia all'esecutivo Borissov: il Paese verso le settime elezioni in tre anni - Il Fatto Quotidiano

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KEIR STARMER: NEW DEAL O NORMALE AVVICENDAMENTO? - GLI STATI GENERALI

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Why Socialists Must Work to Defeat Trump and Elect Biden or Candidate X - New Politics

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Essere sempre più metropoli o non essere, la riflessione di Milano: ma parlare di declino non ha senso

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Sergio Cesaratto: Patto di stabilità. “Le regole Ue restano miopi, ma il Governo può reagire”

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Contro il patto fra postfascisti e neoliberisti. In Francia come in Italia | Left

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Voters Want Change. Labour Must Deliver It.

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Bolivia’s Divided Left Is at Risk of Losing Power

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sabato 6 luglio 2024

Argentina, la macelleria sociale di Milei non si ferma. Migliaia di dipendenti pubblici licenziati con un messaggio su whatsapp - Il Fatto Quotidiano

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Regno Unito. Un nuovo leader ambiguo, lontano anche dalla Terza via • Diritti Globali

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New Labour cabinet: Full list of MP and shadow cabinet moves as they happen - LabourList

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Election results: Welcome to Labour Britain - New Statesman

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Keir Starmer Already Faces a Real Challenge From the Left

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Estrema destra - Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

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Autonomia, no grazie. Depositato il referendum

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venerdì 5 luglio 2024

Finisce l'era dei Conservatori, la Gran Bretagna sceglie il Labour di Starmer - Strisciarossa

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L’autonomia differenziata tra economia e Costituzione

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La Gran Bretagna si sveglia laburista

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Nine years later – the enduring legacy of the Greek bailout crisis | EUROPP

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Regno Unito, il trionfo laburista nelle prime pagine dei giornali britannici - Lettera43

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Francia. Alla vigilia del voto esplodono la violenza e il razzismo • Diritti Globali

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Labour’s precarious triumph - New Statesman

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'We did it': Keir Starmer's victory speech as Labour crosses key 326 seat line - LabourList

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giovedì 4 luglio 2024

La rivista il Mulino: Verso lo stravolgimento della V Repubblica

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Prima riflessione sui risultati definitivi delle elezioni francesi. di G. Giudice « caseperlasinistraunita

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Bolivia’s Failed Coup Is the Symptom of a Growing Political Crisis

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La Terza via fuori tempo massimo - Jacobin Italia

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Ita-Lufthansa, il sì condizionato

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La crisi della politica europea | Eguaglianza & Libertà

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I SINDACI DI MILANO E L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMUNI ITALIANI |

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SALA, C.L. E I BENI COMUNI |

SALA, C.L. E I BENI COMUNI |

martedì 2 luglio 2024

Why Macronism Failed by Jan-Werner Mueller - Project Syndicate

Why Macronism Failed by Jan-Werner Mueller - Project Syndicate

Franco Astengo: Numeri dalla Francia tra Europee e legislative

NUMERI DALLA FRANCIA TRA EUROPEE E LEGISLATIVE di Franco Astengo Dal punto di vista dell'analisi elettorale, in attesa dell'esito dei ballottaggi, appare sicuramente interessante la comparazione tra il turno delle europee svolto in Francia il 3 giugno e quello delle legislative convocate d'urgenza dal presidente Macron per l'appena trascorso 30 giugno. Un fatto singolare con pochi precedenti: nel giro di pochi giorni si sono svolte le elezioni europee e le elezioni politiche e valutare le diversità nella partecipazione e nelle espressioni di voto appare sicuramente esercizio di grande interesse. La drammatizzazione del quadro politico dovuto all'avanzata della destra ha sicuramente contribuito a una sorprendente crescita nella presenza alle urne. Il corpo elettorale è rimasto sostanzialmente inalterato: alle europee aveva diritto di voto 49.462.981 elettrici ed elettori mentre alle legislative gli iscritti nelle liste assommavano a 49.332.732 unità. In conseguenza appare corretta una comparazione fondata sulle cifre assolute. Come già riportato la partecipazione ha registrato una vera e propria impennata: da 24.753.773 voti validi espressi il 3 giugno a 32.060. 374 contati il 30 giugno, uno scarto di 7.316.601 voti in più che naturalmente hanno avuto un effetto sulle cifre assolute ottenute dai partiti. Tra i due turni elettorali l'offerta politica ha subito una sostanziale modifica a sinistra con la creazione del Nuovo Fronte Popolare: una coalizione comprendente France Insoumise e i suoi alleati, le liste ecologiste, il partito socialista e quello comunista con liste affini (in particolare la nuova socialdemocrazia di Place Publique). Una coalizione che ha presentato un programma molto avanzato sul piano sociale ma soprattutto tenuta assieme dalla volontà di respingere il prevedibile assalto portato dalla destra del Rassemblement National. Analizziamo allora il voto del Fronte in termini di suffragi assoluti comparandolo ai voti ottenuti dalle diverse liste nelle elezioni europee. Andando per ordine: il Nuovo fronte popolare ha ottenuto nelle legislative del 30 giugno la somma di 8.974.463 suffragi. Il 3 giugno: la lista Reveiller l'Europe comprendente il partito socialista e Place publique aveva avuto 3.424.216 voti; France Insoumise e alleati (Union Populaire) 2.448.703 voti; Europe Ecologie 1.361.127; l'alleanza tra PCF e FGR 584.067 per un totale di 8.402.180 con un saldo positivo di 572.283 voti, risultato sicuramente da rimarcare considerata l'eterogeneità della coalizione che in quest casi non sempre riesce a produrre la sommatoria del voti precedentemente ottenuti dalle forze che compongono "l'ensemble". Diverso il discorso per il Rassemblement National che alle Europee presentatosi come Le France Revient ! aveva ottenuto 7.765.936 voti saliti nell'occasione delle Legislative a 9.377, 109 voti; un incremento di 1.611.173 suffragi. L'effetto dell'incremento del numero dei voti validi ha fatto però sì che nella realtà in percentuale il FN flettesse dal 31,37 al 29, 25. Buona parte della mobilitazione elettorale avuta tra l'esito delle europee e il voto delle legislative ha premiato l'area libdem che fa capo al presidente Macron : alle Europee "Besoin d'Europa" aveva avuto 3.614.646 voti, alle legislative ENS ha avuto 6.425.525 (più 2.810.879). Forte anche l'incremento percentuale tra le due formazioni da da 14,60 a 20,04. Il sistema macronista è crollato come funzione d'argine tra le estreme ma elettoralmente il partito e la sua coalizione hanno dimostrato una presenza importante. Anche Les Republicans hanno fatto registrare una crescita da 1.794.171 voti a 2.104. 978. La nota politica conclusiva non può che riguardare la tripartizione che segna il sistema politico francese tra RN, FP ed ENS si sommano 24.797.097 voti su 32.060.374 pari al 77,34%, roba da Italia al tempo del sistema dei partiti. Proprio questa analisi sulla tripartizione del sistema segnala ancora una volta come in Francia si presenti un grande problema di rapporto tra governabilità e rappresentanza che l'attuale sistema ha storicamente ignorato. Rapporto che passa attraverso la formula elettorale: le legislative saranno decise, con ogni probabilità, dal gioco delle desistenze e dall'aderenza dell'elettorato alla dinamica proposta dai partiti. Però potrebbe anche essere l'ultima volta che intere fette di rappresentanza alla fine non trovano corrispondenza istituzionale. La prova della desistenza repubblicana il 10 luglio avrà grande importanza così come la tenuta del Fronte Popolare come progetto politico stabile e plurale. Da considerare infine che il tema della guerra è stato poco considerato come fattore di determinazione del voto: probabilmente un errore di valutazione rispetto al peso che la complessità del tema ha sulla formazione dell'opinione pubblica.

lunedì 1 luglio 2024

Franco Astengo: Ballottaggi Francia

FRANCIA BALLOTTAGGI di Franco Astengo La necessità di fornire per quanto possibile un quadro dell'esito del primo turno delle elezioni legislative francesi 2024 ha fatto pensare di dover lavorare su di una minima indicazione rispetto al turno di ballottaggio di domenica prossima, rimandando l'analisi del voto complessivo. Quelle che seguiranno saranno indicazioni sicuramente incomplete ma comunque si ritiene sufficientemente orientative. Il primo dato è quello dello schema tripolare che ormai contraddistingue il sistema politico francese che ormai di frequente grazie al doppio turno porta centro e sinistra ad allearsi in funzione anti - destra. In questo caso ci sarà da verificare il comportamento di elettrici ed elettori dei Repubblicans, se seguiranno l'indicazione di Ciotti verso la destra oppure se seguiranno quello che fu l'esempio fornito nell'occasione dell'elezione di Chirac avverso Le Pen padre. In ogni caso al primo turno sono stati assegnati 81 seggi: 40 al Rassemblemant National; 32 al Fronte Popolare, 1 ai Repubblicans, 3 ai centristi, 4 all'Ensamble di Macron, 1 alla Gauche fuori dal FP. Precisato che le notazioni che seguiranno riguardano il territorio metropolitano sono state rilevate, in maniera del tutto sommaria e parziale: 53 confronti diretti RN - FP con il RN in vantaggio in 49 collegi. 21 confronti diretti RN-ES. 13 confronti diretti LR - FP. 12 confronti diretti FP-ES altre combinazioni di confronto diretto 12 fra le quali 5 tra Diversa Destra e RN Nei triangolari: RN in vantaggio su ES e FP 73 RN in vantaggio su FP e ES 58 RN in vantaggio su LR e FP 15 FP in vantaggio su RN e ES 31 FP in vantaggio su ES e RN 32 ES in vantaggio su RN e FP 27 ES in vantaggio su FP e RN 19 LR in vantaggio su RN e FP 12 Si riscontrano ancora diverse combinazioni tra RN, diverse destre sia con FP che ES; FP- ES - LR; Regionalisti: alcune con il FP davanti a LR e RN al terzo posto oppure con FP-RN-LR e ancora con FP-ES-RN. Sarà decisivo il gioco delle desistenze: questo quadro intende offrire soltanto un primo orientamento di massima: il FP dovrebbe ritirarsi almeno da 119 collegi (73 in svantaggio rispetto a RN e ES, 27 in svantaggio rispetto a ES e RN, 19 in svantaggio rispetto a ES) ed ES da 121 (58 in svantaggio rispetto a RN e FP, 31 in svantaggio rispetto a FP e RN, 32 in svantaggio su FP). Si ripete: tutto questo per offrire un primo quadro di orientamento.Si ripete: tutto questo per offrire un primo quadro di orientamento con lo scopo di dimostrare che esiste concretamente la possibilità di fermare la destra, pur in un quadro molto contraddittorio.

GOVERNI PIù STABILI NEL FAVOLOSO MONDO DI PANEBIANCO - GLI STATI GENERALI

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Legislative in Francia: l'unica certezza è la fine del macronismo - Lettera43

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TUTTI INSIEME CONTRO I BARBARI O “LASCIAMOLI GOVERNARE”? LA FRANCIA CI INTERROGA - GLI STATI GENERALI

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Tanti robot e bassa crescita: contraddizione interna al capitale nazionale?, Paolo Maranzano, Roberto Romano | Menabò di Etica ed Economia

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Il ritorno dei dazi , Luca Salvatici | Menabò di Etica ed Economia

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Globalizzazione, finanza e cambiamento degli equilibri di potere, Andrea Boitani | Menabò di Etica ed Economia

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Landini: “L’autonomia? Controriforma da abrogare”

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