Il Circolo Carlo Rosselli è una realtà associativa presente a Milano sin dal 1981. http://www.circolorossellimilano.org/
mercoledì 30 settembre 2026
martedì 29 settembre 2026
Franco Astengo: Percentuali suppletive Calabria
RIDICOLE PERCENTUALI di Franco Astengo
Non sarebbe valsa la pena profondersi a commentare l’esito delle elezioni suppletive di Reggio Calabria data la totale inconsistenza statistica del test . A farci cambiare idea stimolando un intervento è stata la smodata esultanza del centro-destra apparentemente vittorioso e per via del bizzarro commento di Paolo Mieli apparso questa mattina sulle colonne del “Corriere della Sera” là dove il “prezzemolo” dei canali TV e delle presentazioni di libri vari è arrivato a sostenere che la scarsa partecipazione al voto ha consentito di capire il reale punto di partenza dei diversi schieramenti.
Allora, di fronte a questo tipo di valutazioni, è necessario chiarire alcuni punti.
Premesso che sempre le elezioni suppletive hanno espresso scarsa attrattività verso elettrici ed elettori (come del resto i ballottaggi: sul cui meccanismo in un Paese dalle tenaci appartenenze e dal permanere di un sottile filo di antipolitica ci sarebbe da riflettere) il risultato del collegio di Reggio Calabria avuto in esito alle elezioni del 27-28 settembre 2026 richiede una valutazione preliminare.
Il tasso di astensione ha raggiunto un livello abnorme e si tratta di un segnale, questo sì, da non sottovalutare per l’intero sistema politico: non si vorrebbe che dopo tanto can-can mediatico al momento del voto per le elezioni politiche previste comunque per il 2027 il totale dei voti validi indicasse una ulteriore crescita di disaffezione al punto da rendere ancor di più fragile l’intero sistema. Tanto più che le forze di governo si presenteranno all’appuntamento con un bilancio complessivo di arretramento su tutti i fronti, dal ruolo internazionale dell’Italia e delle condizioni materiali di vita delle cittadine e dei cittadini e l’opposizione di centro-sinistra non sembra proprio riuscire a rendersi conto della gravità della situazione e a produrre una qualità minimamente convincente di proposta arrabattandosi in una davvero deprimente e confusa ricerca di leadership. Così emergerebbero tutte le condizioni per presentarsi sulla scena di un qualche pifferaio di Hamelin capace di cacciarci tutti quanto in un baratro (pifferaio che non sarà sicuramente il tronfio ex-generale che si sta occupando esclusivamente di questioni marginali che pensa possano rendergli elettoralmente rispetto a un target preciso: quello del maschio, bianco, atletico,magari super-tatuato pronto per qualche avventura magari balneare da dolce vita). Insomma un elettorato nemmeno da caserma (come si sarebbe detto un tempo) piuttosto da bulli di paese.
Scritto questo allora verifichiamo qualche cifra.
Collegio Calabria UO-5 (Reggio Calabria)
Iscritti nelle liste: 345.486
Voti Validi: 75.181 pari al 21,76%
Astenuti, bianche e nulle: 270.305 pari al 78,24%
Roscioli (centro-destra) 38.359 voti pari all’11.10% degli aventi diritto
Benedetto (campo largo al gran completo) 27.511 voti pari al 7,96% degli aventi diritto
Giannetta (Futuro Nazionale) 8.226 voti pari al 2,40% degli aventi diritto
Toscano (DSP) 1.085 voti pari al 0,31% degli aventi diritto.
Sembrano cifre eloquenti, purtuttavia proviamo a sviluppare una impropria (impropria perché l’elezione del 2022 era legata al contesto nazionale) comparazione con il risultato delle elezioni politiche del 2022.
Iscritti nelle liste 295.188 (era previsto il voto all’estero)
Voti Validi 138.354 pari al 46,86%
Astenuti bianche nulle 156.834 pari al 53,14%
Cannizzaro (centro-destra) 65.916 pari al 22,33% degli aventi diritto
Battaglia (centro.sinistra) 29.041 pari al 9,83% degli aventi diritto
Foti (M5S) 28.154 pari al 9,53% degli aventi diritto
Latella (Riformisti) 6.091 pari al 2,06% del totale degli aventi diritto
seguono altre liste: per la comparazione si può prendere a paragone la lista di Italia Sovrana e Popolare omologa a quella di Democrazia Sovrana e Popolare. Candidato Massara 2.002 voti pari al 0,67% sul totale degli aventi diritto.
In sostanza tra le politiche 2022 e le suppletive 2026 (pur con tutte le remore del caso circa l’espressione di un giudizio complessivamente valido) si sono persi 63.173 voti validi.
Il centro destra ha perso 27.557 suffragi pari all’11,23% sul totale degli aventi diritto.
La somma del “campo larghissimo” (con l’inesattezza nel computo del voto di Azione che era presente nella lista riformista del 2022) ha perso 35.775 voti pari al 13,63% sul totale degli aventi diritto.
Questi sono i dati sui quali i partiti dovrebbero riflettere in un’ottica sistemica e non di appoggio per una ricerca forzata della governabilità che sembra essere l’assillo su cui ci si sta muovendo circa la ricerca della nuova formula elettorale che sta per essere discussa in seconda lettura ( e quindi definitiva) al Senato.
Rispetto al tema generale della credibilità di una eletta/o in una condizione come quella dimostratasi nelle suppletive di Reggio Calabria basterà pensare che al tempo delle elezioni dei notabili all’unità d’Italia (quando aveva diritto di voto il 2% della popolazione) perché il voto nel collegio fosse valido era necessario che si recassero alle urne almeno 1/3 degli elettori e che su questo terzo il candidato ottenesse più del 50% dei voti. Si trattava comunque, al ribasso del 15% sul totale degli iscritti superiore all’11% del candidato eletto dal centrodestra domenica scorsa. Insomma una partita che sembra proprio escludente per la grande maggioranza delle popolazione che vive (e/o sopravvive) tutti i giorni.
lunedì 28 settembre 2026
sabato 26 settembre 2026
venerdì 25 settembre 2026
giovedì 24 settembre 2026
mercoledì 23 settembre 2026
martedì 22 settembre 2026
Franco Astengo: Sostituzione della democrazia e stridore delle contraddizioni
SOSTITUZIONE DELLA DEMOCRAZIA E STRIDORE DELLE CONTRADDIZIONI DI Franco Astengo (pubblicato da Rinascita il 22 settembre 2026)
Mentre si parla apertamente di sostituzione della democrazia con il potere tecnocratico di chi detiene le chiavi delle nuove tecnologie (c’è anche chi chiede alla sinistra di cominciare a riflettere sulla possibilità di adeguarsi) lo stridore delle contraddizioni si è visto emergere con chiarezza dal contrasto nell’esito delle più recenti elezioni regionali tedesche.
Davvero i risultati di Meclemburgo e Berlino sembrano richiamare una rivisitazione della “teoria delle fratture” a partire proprio da quella intesa marxianamente come “Principale”.
Cosa ci dicono questi due contrastanti esiti delle urne?
Prima di tutto confermano che c’è poco spazio per le antiche posizioni “mediane”, in secondo luogo dimostrano che le vecchie identità non tengono più non tanto sul piano elettorale ma piuttosto su quello più complesso della coesione sociale, il terzo punto individuato è quello che assistiamo paradossalmente alla rivalutazione di quelli che potevamo considerare ormai “cleavages” antichi come quello “ città-campagna”.
Quali “basi sociali” contrapposte possono essere individuate, infatti, in questi risultati apparentemente opposti e verificatisi per di più in un’area geografica addirittura circonvicina?
Il risultato del Meclemburgo si basa sulla frattura che interessa tutte le Vandee d’Europa: i migranti.
Il risultato di Berlino sortisce dalla nuova frontiera della modernità: quella del vivibilità urbana, come è già stato nel caso di New York. Il tema della vivibilità urbana che sembra ormai racchiudere all’interno delle mura delle metropoli l’insieme delle contraddizioni post-materialiste e l’intreccio con la già definita marxiana contraddizioni principale.
Verificheremo nelle prossime tornate elettorali che riguarderanno i principali paesi europei, Italia inclusa, lo sviluppo di questo fenomeno di un inedito contrasto tra conservazione e progresso.
Forse la frontiera da perseguire è quella della sovranazionalità e dello spazio politico europeo da affrontare nella valorizzazione della territorialità recuperando il livello della decisionalità democratica.
Un progetto tutto da valutare nel dettaglio ma l’obiettivo che rimane indispensabile conseguire rimane quello di un’ autonomia di un modello sociale europeo che misuri concretamente questo contrasto città-campagna e/o centro-periferia inteso come “contraddizione stridente” da considerare come “ non laterale” nella valutazione del nuovo conflitto sociale (e geopolitico) in corso.
sabato 19 settembre 2026
venerdì 18 settembre 2026
giovedì 17 settembre 2026
mercoledì 16 settembre 2026
Roberto Biscardini: Una legge truffa
UNA LEGGE PIÙ TRUFFA DI COSI’ NON SI POTEVA FARE, LA DEMOCRAZIA È FINITA NEL CESTINO, I CITTADINI NON SONO TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE
Dichiarazione di ROBERTO BISCARDINI coordinatore nazionale di Socialisti in Movimento: “Una legge più truffa di così non si poteva fare. Dopo la legge truffa del ’53 che riconosceva un modesto premio di maggioranza alla coalizione che prendeva almeno il 50% di voti, dopo quasi 70 anni è arrivato il Rosatellum che è la peggiore legge che il parlamento poteva votare. Oggi in vigore. Ma se il Rosatellum ha tolto agli lettori il diritto di scegliere i propri rappresentanti, il Melonellum, fa la stessa cosa la cubo. Un falso proporzionale con preferenza fasulle. È in invito agli elettori di non andare a votare. E infatti i cittadini non andranno a votare per una legge fatta apposta perché tutto sia deciso ancora dalle segreterie dei partiti. Ancora una volta una legge elettorale incostituzionale, che siamo costretti a subire, perché approvata così a ridosso del voto che non c’è tempo per la sua abrogazione. Anche se i ricorsi partiranno subito. Ma il vulnus peggiore è la questione delle firme per la presentazione delle liste. Con questa norma abbiamo raggiunto un primato europeo antidemocratico, alla faccia della costituzione più bella del mondo e del diritto al pluralismo politico, e degli articoli 3 e 49 della nostra Carta. Nella prima repubblica i grandi partiti come Dc, PCI, PSI non impedivano a nessuno nè ai piccoli partiti di presentarsi alle elezioni. Qui invece si sta togliendo il diritto di partecipare, e cosi i cittadini che dovrebbero essere uguali davanti alla legge non lo sono più. Ci sono quelli della casta e poi i paria ai quali viene tolto il diritto di presentarsi a una competizione elettorale. Ma perché i partiti già presenti in parlamento dovrebbero essere esonerati dalla raccolta delle firme e per quali meriti? E perché chi è fuori dovrebbe invece raccoglierne un numero esorbitante di firme? Quali colpe ha? In Europa ci sono molti paesi in cui questa regola tutta italiana non esiste. O è solo formale o addirittura sostituita dal pagamento di una cauzione. E ci sono paesi in cui si sta studiando un sistema addirittura inverso, come per altro in una riunione aveva prospettato proprio il nostro compagno costituzionalista Felice Besostri: chi è già in parlamento, contando i tanti privilegi (anche economici) che ha accumulato nel corso della legislatura dovrebbero raccogliere le firme, sottoponendosi cosi al giudizio dell’elettorato, mentre chi è fuori ne dovrebbe raccogliere di meno. Insomma con il Melonellum per ora la democrazia è definitivamente accantonata.
martedì 15 settembre 2026
lunedì 14 settembre 2026
giovedì 10 settembre 2026
mercoledì 9 settembre 2026
sabato 5 settembre 2026
Sassonia-Anhalt, Afd verso il trionfo perché "pensa ai miei interessi". Quadrelli e il ragionamento dei tedeschi: "Altri partiti mandano soldi all’Ucraina, sostengono Israele, si occupano di Lgbt"
venerdì 4 settembre 2026
mercoledì 2 settembre 2026
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