Circolo Rosselli Milano Attualità politica
Il Circolo Carlo Rosselli è una realtà associativa presente a Milano sin dal 1981. http://www.circolorossellimilano.org/
sabato 30 maggio 2026
Franco Astengo: Edgar Morin, la mia sinistra e il socialismo della finitudine
EDGAR MORIN: LA MIA SINISTRA E IL "SOCIALISMO DELLA FINITUDINE" di Franco Astengo
E' morto Edgar Morin: a 104 anni uno degli ultimi maîtres à penser della cultura contemporanea. Sociologo, filosofo, antropologo e epistemologo: un “intellettuale onnivoro”.
Mi permetto di ricordarlo (in maniera del tutto indegna considerato un evidente deficit culutrale da parte mia) per via di un passaggio di pensiero che mi ha fatto ritornare ad un testo di Felice Besostri, la cui mancanza proprio in questi giorni non è mai stata così forte nella sinistra italiana.
Nel luglio 2014 sul blog "Perchè la sinistra" compariva infatti un intervento di Felice che prendeva spunto proprio dal libro di Morin "Ma gauche" (Erickson, Trento 2011) :
"La sua sinistra è anche la mia, quella che ricomponga i suoi filoni ideali storici : socialista, comunista e libertaria con l’aggiunta dell’Ambientalismo e dei diritti umani e civili. Si parla dei filoni ideali, perché le loro realizzazioni storiche hanno deluso, mentre gli ideali non tradiscono mai. La situazione attuale della sinistra è peggiore che 100 anni fa. Ora come allora la sinistra è divisa, ma almeno allora si divideva tra socialdemocratici e comunisti su come arrivare ad una società socialista, non per avervi rinunciato. Allora si pensava che il Partito dovesse prefigurare la futura società. Se ne fossimo ancora convinti ci sarebbe da averne paura. Sappiamo tutti come è la vita interna ai partiti. Cosa manca alla sinistra per aspirare a governare il paese con suoi uomini e donne e suoi programmi? Si pensa che non ha un leader carismatico. Sbagliato! È la mancanza di sintonia con la maggioranza dei cittadini, quelli che hanno pagato e pagheranno la crisi. Più che di un leader abbiamo bisogno di tante persone assolutamente normali che vivano insieme ad altri come loro, ne ascoltino le domande anche se non hanno subito l3 risposte, ma si impegnano cercarle. C’è una crisi della rappresentanza e perciò della democrazia, anche perché ci si è fatti abbagliare a sinistra dai miti della governabilità, ma anche perché abbiamo separato la rappresentanza dalla sua organizzazione. Denunciamo che i poveri assoluti sono passati da 2 milioni e 400 mila a 4 milioni e 800 mila. E’ un dramma che non si traduce in un aumento dei consensi per chi ritiene che sia intollerabile. Ci sono anche 2 milioni e mezzo di depressi, che non si aggiungono ai poveri assoluti, è molto probabile che i poveri assoluti siano anche depressi. Perché questo fatto, la mancanza di consenso tra chi è emarginato, non è al centro delle nostre riflessioni? Che è poi l’unico modo per rendere credibile il legame indissolubile tra libertà democrazia e socialismo. Quello cui credo perché lo ripeto sono qua da socialista, e i socialisti devono ritrovare piena cittadinanza nella sinistra"
Fin qui Felice Besostri nell'occasione citata.
Su quella base elaborammo , lui socialista e chi scrive proveniente da un comunismo almeno anomalo dal punto di vista delle appartenenze immediate, l'idea del "socialismo della finitudine" le cui basi politiche ancora nel 2020 eravamo così capaci di riassumere: Siamo nel pieno di un processo di cambiamento che richiede uno sforzo di rielaborazione cui nessuna generazione è mai stata chiamata, a partire dalla prima rivoluzione industriale e dal sorgere del capitalismo e dall’organizzarsi della classe operaia nei sindacati e nei partiti di massa.
E’ questo , della presa d’atto dell’avvenuto mutamento di paradigma, il senso di una proposta d’analisi che ci siamo permessi di definire come del “socialismo della finitudine”.
“Socialismo della finitudine” per ripartire dall’idea dell’impossibilità, rispetto a quello che abbiamo pensato per un lungo periodo di tempo,di procedere sulla linea dello sviluppo infinito inteso quale motore della storia inesorabilmente lanciato verso “le magnifiche sorti e progressive”.
Il primo punto di programma di una aggregazione politica così teoricamente impostata dovrebbe allora essere quello rappresentato dalla progettazione e da una programmazione di un gigantesco spostamento di risorse tale da modificare profondamente il meccanismo di accumulazione dominante (forse qui servirebbe un punto d'aggiornamento attorno al tema dell'egemonia dell'AI e dei sui produttori e del loro strapotere tecnocratico anche sul piano ideale).Una progettazione e una programmazione che non potrà essere che governata dal “pubblico” e non potrà essere lasciata all'arbitrio di chi crede come dogma assoluto lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo".
Naturalmente tutto l'impianto di questa proposta ruotava (e ruota) attorno all'intreccio tra l'antica, insopprimibile "contraddizione principale" e le nuove fratture affermatesi nella fase "post-materialista" (almeno così rozzamente definibile).
Un intreccio la cui definizione e trasformazione in progetto politico appare più che mai oggi in fatale ritardo nell'assenza di un disegno di società alternativa e di sintesi politica.
Felice Besostri ci ha lasciato nei primi giorni del 2024, Edgar Morin adesso: senza presunzione possiamo considerare l'idea del "socialismo della finitudine" come un lascito di entrambi cui tenere fede mantenendo l'impegno quotidiano nella ricerca e nella militanza.
giovedì 28 maggio 2026
Franco Astengo: Analisi del voto
Allo scopo di cercar di capire il "vero" trend della dinamica politica anche in vista delle elezioni legislative generali (vedremo la data) ho lavorato sul comportamento delle diverse forze politiche in occasione del turno elettorale amministrativo svoltosi lo scorso 23/24 maggio.
Prima di tutto è bene segnalare come l'analisi del voto dei media mainstream non consente di comprendere appieno la dinamica complessiva.
Esaminando l'andamento nei 18 comuni capoluogo (un test sufficientemente attendibile perchè spalmato sul territorio nazionale e composto da città medio - piccole) si possono notare questi punti salienti:
1) la partecipazione al voto si è mantenuta al livello del referendum del 23 marzo ed è tornata alla dimensione di 5-6 anni fa dopo il turbinio della volatilità e dell'ascesa dell'astensionismo che aveva contraddistinto il periodo post-Covid fino alle elezioni del 2022 dove la volatilità aveva pressoché coinciso con l'astensione e aveva ripreso forma il profilo bipolare del sistema (il M5S principale attore della disarticolazione del bipolarismo perse in quell'occasione all'incirca 6.000.000 di voti mentre il calo dei voti validi fu di quasi 5.000.000)
2) Rispetto al totale dei voti validi (835.492 su 1.408.829 elettrici ed elettori nei 19 capoluoghi al voto il 23/24 maggio) i due poli: centro destra e campo largo (comprensivo di IV e zone limitrofe, senza Azione,) valgono l'87,03%.
3) Dal punto di vista delle espressioni di voto rivolte direttamente ai simboli di partito siamo di fronte a una complessiva equivalenza (questo dato rende il tema della soglia per acquisire un eventuale premio di maggioranza come nel progetto della destra quanto mai complesso). Alla fine la somma del centrodestra comprendente FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e UDC, liste civiche d'appoggio, le 10 liste di appoggio alla candidatura Basile a Messina hanno assommato a 365.752 voti (25,93% sul totale degli aventi diritto, 43,83% sul totale dei voti validi). La somma del campo largo comprendente PD, AVS, M5S, Italia viva e affini, PRC (2 candidature) Liste Civiche d'appoggio, una lista comune M5S-AVS, liste (5) Crisafulli a Enna e liste De Luca (7) a Salerno assomma a 361.456 voti pari al 43,72% sul totale dei voti validi (in questo caso entrambi i poli avrebbero superato la soglia del 42% e questa non risulta essere una ipotesi peregrina).
4) Le percentuali dei singoli soggetti calcolate sul totale dei voti validi sono queste.
Centro-destra: Liste Civiche d'appoggio 14,03%, Fratelli d'Italia 11,43%, Lista Basile Messina 7,12%, Forza Italia 6,11%, Lega 3,90%, Noi Moderati-UDC 1,24. Fratelli d'Italia ha presentato in proprio simbolo in tutti e 18 i comuni, Forza Italia in 16, Lega 12, Noi-Moderati e UDC 11, Le liste civiche erano presenti in 14 comuni oltre alle liste Basile a Messina.
Campo largo: PD 15,09%, Liste Civiche 10,53%, Liste De Luca 9,41%, AVS 3,85%, M5S 1,80%, Italia Viva e affini 1,63%, Liste Crisafulli (5) 1,00, lista M5S-Avs 0,25%, liste PRC 0,16%.
Il PD ha presentato il proprio simbolo in 15 comuni, AVS in 13, M5S 11, Italia Viva e affini 9, PRC 2, Liste Civiche 15, M5S-AVS 1, 5 liste con la candidatura Crisafulli a Enna, 7 liste con la candidatura De Luca a Salerno.
Azione, presentatasi in alternanza di schieramento in 9 comuni ha raccolto lo 0,64% sul totale degli aventi diritto e il 1,08% sul totale dei voti validi.
Al di fuori rimane un 7,01% per cento sul totale dei voti validi frammentati su diverse "issue".
Da questo test parziale (questi 18 comuni però sono i soli che consentano una valutazione sufficientemente chiara proiettabile sul quadro politico generale) si possono dedurre due indicazioni:
1) il sicuro rafforzamento del profilo bipolare che si evince anche dalla forte presentazione dei simboli di partito nelle città, a dimostrazione di presenza territoriale e anche di volontà di proporre il proprio simbolo;
2) il grande equilibrio già segnalato analizzando i risultati delle diverse candidature e segnalato anche da autorevoli organi di stampa (esempio "Il Corriere della Sera" oltre all'analisi sviluppata da Gianfranco Pasquino per "Domani".
Grazie per l'attenzione
Franco Astengo
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