Circolo Rosselli Milano Attualità politica
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martedì 9 giugno 2026
Franco Astengo: Conferma dai piccoli numeri di un minitest
CONFERME DAI PICCOLI NUMERI DI UN MINI-TEST di Franco Astengo
L'ombra incombente delle elezioni politiche che saranno probabilmente accompagnate dalla sperimentazione dell'ennesima formula elettorale rende ogni piccolo test anche amministrativo un momento di analisi utile per comprendere cosa sta avvenendo nel sistema politico italiano.
I dati che seguiranno in questo testo sono riferiti esclusivamente ai capoluoghi di provincia che sono andati al turno di ballottaggio domenica e lunedì scorsi ancora una volta si constata, quale primo elemento di indagine, come il turno di ballottaggio soffra più di qualsiasi altro momento di competizione elettorale della crescita dalla diserzione dalle urne.
Il primo turno di quindici giorni fa riferendoci ai 18 capoluoghi impegnati, nei quali 12 era stato eletto il Sindaco direttamente, ci aveva fornito almeno due indicazioni precise:
1) la partecipazione al voto si era mantenuta al livello del referendum del 23 marzo ed era tornata alla dimensione di 5-6 anni fa dopo il turbinio della volatilità e dell'ascesa dell'astensionismo che aveva contraddistinto il periodo post-Covid fino alle elezioni del 2022 dove la volatilità aveva pressoché coinciso con l'astensione e aveva ripreso forma il profilo bipolare del sistema (il M5S principale attore della disarticolazione del bipolarismo perse in quell'occasione all'incirca 6.000.000 di voti mentre il calo dei voti validi fu di quasi 5.000.000)
2)il sicuro rafforzamento del profilo bipolare si era notata anche dalla forte presentazione dei simboli di partito nelle città, a dimostrazione di presenza territoriale e anche di volontà di proporre il proprio simbolo con un grande equilibrio tra i due poli (tanto che questa nuova formula elettorale in itinere dovrebbe avere il suo "core businnes" nell'evitare il "pareggio" e il ritorno ai governi tecnici e/o di "larghe intese".
Il mini-test rappresentato dal turno di ballottaggio nei 6 comuni capoluogo ci conferma sostanzialmente queste indicazioni dedotte dai risultati del primo turno.
Esaminiamo il dettaglio:
Iscritti nelle liste 298.050
I voti validi al primo turno erano stati 176.562 (59,23%) scesi a 154.677 (51,89%) con una diminuzione di 21.885 unità.
Di conseguenza si può confermare un trend consueto di crescita della disaffezione tra il primo e il secondo turno. Questo elemento dovrebbe porre finalmente in discussione la formula elettorale dell'elezione diretta dei Sindaci che se garantisce un dato di stabilità elevato ha costruito nel tempo un accrescimento della personalizzazione della politica e un elemento di distacco per i diversi soggetti dall'elettorato di riferimento.
Le candidature di centro destra (riferimento sempre ai 6 comuni capoluogo andati al ballottaggio) avevano avuto al primo turno 69.730 voti (39,49% sul totale dei voti validi e 23,39% sul totale degli iscritti) salendo a 74.221 nel secondo turno (più 4491 voti) in percentuale 47,98% sul totale dei voti validi e 24,90% sul totale degli aventi diritto.
Le candidature di centro-sinistra avevano ottenuto al primo turno 69.946 voti (39,61% sul totale dei voti validi e 23,46% sul totale degli iscritti) voti saliti a 77.796 al secondo turno (50,29% sul totale dei voti validi e 26,10% sul totale degli iscritti).
Lo scostamento a favore delle candidature di centro-sinistra è dovuto essenzialmente al risultato di Agrigento e al calo secco fatto registrare in quel Comune dalla candidatura di centro-destra (scesa da 10.308 voti a 5.710) perdita comunque non interamente compensata dalla pur vittoriosa condidatura del centro-sinistra (cresciuta da 11.596 voti a 14.908).
Prendendo tutti i dati con le molle, verificate le diversità tra situazione e situazione, fatta la tara di tutte le specificità da considerare al riguardo di un giudizio complessivo su questo turno amministrativo si può affermare:
1) l'astensione rimane uno dei temi dominanti e il suo contrarsi o allargarsi rimane uno dei fattori dirimenti per l'esito delle elezioni di ogni ordine e grado. Da qui la necessità di recuperare tutti i voti anche attraverso presenze identitarie interne alla coalizione ( per il centro-sinistra i 15 milioni di voti espressi per il No nel referendum del 22/23 marzo risulterebbero più che sufficienti per una affermazione elettorale nelle prossime politiche. Riuscire nell'impresa però appare arduo soprattutto per il disinteresse dei vertici dei partiti (in particolare PD e M5S) impegnati piuttosto in una contesa interna per la leadership della coliazione stessa;
2) il definirsi del profilo bipolare ha portato a un sostanziale equilibrio tra i due poli con variazioni, da turno a turno, molto ridotte. Un dato che dovrebbe orientare le forze politiche a prestare attenzione alla dinamica descritta poc'anzi.
Ci sembrano questi i punti di partenza da valutare verso la grande volate delle elezioni legislative generali (prestando grande attenzione alla formula che sarà adottata tra soglia e entità del premio di maggioranza, indicazione del candidato/a, liste bloccate).
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