martedì 22 settembre 2026

Franco Astengo: Sostituzione della democrazia e stridore delle contraddizioni

SOSTITUZIONE DELLA DEMOCRAZIA E STRIDORE DELLE CONTRADDIZIONI DI Franco Astengo (pubblicato da Rinascita il 22 settembre 2026) Mentre si parla apertamente di sostituzione della democrazia con il potere tecnocratico di chi detiene le chiavi delle nuove tecnologie (c’è anche chi chiede alla sinistra di cominciare a riflettere sulla possibilità di adeguarsi) lo stridore delle contraddizioni si è visto emergere con chiarezza dal contrasto nell’esito delle più recenti elezioni regionali tedesche. Davvero i risultati di Meclemburgo e Berlino sembrano richiamare una rivisitazione della “teoria delle fratture” a partire proprio da quella intesa marxianamente come “Principale”. Cosa ci dicono questi due contrastanti esiti delle urne? Prima di tutto confermano che c’è poco spazio per le antiche posizioni “mediane”, in secondo luogo dimostrano che le vecchie identità non tengono più non tanto sul piano elettorale ma piuttosto su quello più complesso della coesione sociale, il terzo punto individuato è quello che assistiamo paradossalmente alla rivalutazione di quelli che potevamo considerare ormai “cleavages” antichi come quello “ città-campagna”. Quali “basi sociali” contrapposte possono essere individuate, infatti, in questi risultati apparentemente opposti e verificatisi per di più in un’area geografica addirittura circonvicina? Il risultato del Meclemburgo si basa sulla frattura che interessa tutte le Vandee d’Europa: i migranti. Il risultato di Berlino sortisce dalla nuova frontiera della modernità: quella del vivibilità urbana, come è già stato nel caso di New York. Il tema della vivibilità urbana che sembra ormai racchiudere all’interno delle mura delle metropoli l’insieme delle contraddizioni post-materialiste e l’intreccio con la già definita marxiana contraddizioni principale. Verificheremo nelle prossime tornate elettorali che riguarderanno i principali paesi europei, Italia inclusa, lo sviluppo di questo fenomeno di un inedito contrasto tra conservazione e progresso. Forse la frontiera da perseguire è quella della sovranazionalità e dello spazio politico europeo da affrontare nella valorizzazione della territorialità recuperando il livello della decisionalità democratica. Un progetto tutto da valutare nel dettaglio ma l’obiettivo che rimane indispensabile conseguire rimane quello di un’ autonomia di un modello sociale europeo che misuri concretamente questo contrasto città-campagna e/o centro-periferia inteso come “contraddizione stridente” da considerare come “ non laterale” nella valutazione del nuovo conflitto sociale (e geopolitico) in corso.

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