Il Circolo Carlo Rosselli è una realtà associativa presente a Milano sin dal 1981. http://www.circolorossellimilano.org/
giovedì 23 gennaio 2014
mercoledì 22 gennaio 2014
Luciano Belli Paci: Dopo l'Italicum
Il mio personale pentalogo di qualche giorno fa mi è tornato utile per
l’esame della proposta Renzi-Berlusconi.
In effetti quando l’ho scritto prevedevo che la proposta in cantiere avrebbe
trasgredito una buona parte dei “comandamenti” da me suggeriti, invece hanno
fatto l’en plein: complimenti !
Penso che se vanno avanti su questa strada ci sarà ancora molto lavoro per
la Corte Costituzionale.
Non solo perché i due profili di incostituzionalità già accertati con la
sentenza n° 1/2014 (premio di maggioranza irragionevole e liste bloccate)
vengono palesemente riproposti con impudenza, ma anche perché vi sono due
ulteriori ragioni di illegittimità costituzionale che la Corte non ha
esaminato e che invece, a mio modesto parere, sono gravissimi sia nel
porcellum sia nella Renzi-Berlusconi: la manomissione del sistema delle
istituzioni di garanzia e le soglie di accesso differenziate.
Sul primo punto mi limito a dire che la Costituzione vigente presuppone, se
non una legge proporzionale, quantomeno un sistema elettorale che non
consegni in modo automatico o quasi ad una minoranza (la maggiore delle
minoranze) i numeri per eleggere, oltre al governo, anche il presidente
della repubblica e, con esso, la maggioranza della corte costituzionale.
Una legge elettorale che assegna ad una forza che ha solo il 35 % ben 340
deputati su 1020 “grandi elettori” fa sì che anche solo con una minoranza
sia dei senatori (per esempio 145 su 320, compresi senatori a vita) sia dei
rappresentanti delle regioni (per esempio 30 su 70) si raggiunga il quorum
necessario per eleggere il presidente della repubblica alla quarta votazione
(511). Ma questo esito sarebbe palesemente eversivo dell’intero sistema,
che ruota tutto sul perno di un presidente che non è leader della
contingente maggioranza di governo (anche perché dura 7 anni) bensì ha
funzioni di garanzia.
Se non si modifica la Costituzione, per esempio prevedendo un quorum dei 2/3
non solo per le prime tre votazioni ma fisso, oppure introducendo l’elezione
diretta del presidente ed eliminando quindi il ruolo di garanzia, qualunque
ampio premio elettorale che non sia meramente rafforzativo di una
maggioranza reale (come era la vituperata legge truffa) ha effetti
devastanti.
Sul secondo punto osservo che le soglie di accesso differenziate violano
manifestamente il principio di uguaglianza del voto. Nella proposta
Renzi-Berlusconi, a quanto si è letto, le soglie sono meno variopinte di
quelle previste dal porcellum (20, 10, 8, 4, 2 e 0 per cento !), ma sono
comunque diverse tra loro: 12 % per le coalizioni, 8 % per le liste non
apparentate, 5 % per le liste coalizzate. La Costituzione consente che tra
l’elettore A e l’elettore B, che hanno votato per due diversi partiti
ciascuno dei quali ha conseguito 1.500.000 voti, uno sia rappresentato
perché quel partito ha fatto un’alleanza e l’altro no ? A me non pare.
Un’ultima considerazione. Anche i cittadini, nel loro piccolo, s’incazzano.
Inoltre, come è noto, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. In un
sistema tripolare (si rassegnino !), se nessuno arrivasse al 35 % e se al
ballottaggio andasse il M5S non è difficile prevedere che al secondo turno
vincerebbe a mani basse proprio il partito di Grillo. Perfino io, che
detesto cordialmente il comico genovese, Casaleggio ed loro accoliti …
sarei tentato in un simile frangente di ricordare a lorsignori la storia dei
pifferi di montagna.
Luciano Belli Paci
Comunicato Rete socialista
RETE SOCIALISTA – SOCIALISMO EUROPEO
La sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale indica un nuovo inizio per la politica italiana.
Questa sentenza pone fine all’epoca di una democrazia a responsabilità limitata durata un ventennio, durante la quale i cittadini sono stati vittime di un progressivo svuotamento di democrazia all’interno delle Istituzioni dello Stato Italiano, dai Consigli Comunali, Provinciali e Regionali al Parlamento.
La legge 270/2005, meglio nota come la “porcata” di Calderoli è stata di grande utilità per un regime profondamente antidemocratico, perché ha consentito a ristrette oligarchie di nominare 945 parlamentari.
Il ricorso Besostri, Bozzi e Tani ha avviato la fine di una fase oscura per la Democrazia Italiana, dobbiamo essere grati a loro per aver portato avanti, con il sostegno del Gruppo di Volpedo, una battaglia giusta e dobbiamo essere grati alla Corte Costituzionale che ha accolto le eccezioni di incostituzionalità formulando una sentenza che pone tre chiari cardini per le future leggi elettorali:
1- i cittadini debbono poter conoscere i candidati;
2- il singolo cittadino deve poter esprimere la propria preferenza per almeno un candidato e/o candidata conosciuti;
3- un premio di maggioranza abnorme distorce il criterio della rappresentanza democratica.
La sentenza apre un dibattito politico dal quale Rete Socialista non intende sottrarsi, occorre ribadire, a chi non si rassegna, che non sarà più possibile, in nome di una presunta “governabilità”, distorcere i sistemi democratici a proprio uso e consumo, d’ora in poi dovrà tornare a prevalere il principio della RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA. Parafrasando “la fattoria degli animali” di Orwell non sarà più possibile scrivere una legge per la quale “tutti gli animali sono uguali ma qualcuno è più uguale degli altri”, si dovrà tornare al vecchio sistema di una testa un voto, e comunque c’è una legge immediatamente applicabile: senza nessun premio di maggioranza, con voto di preferenza, con le soglie di accesso e la possibilità di coalizioni di liste.
Invece di perdere tempo con fantasiose riforme elettorali nazionali, si dovrebbe porre rimedio subito alla legge elettorale europea che non è più legittima alla luce dell’entrata in vigore, il 1° dicembre 2009, del Trattato di Lisbona e della Carta dei diritti fondamentali nell’Unione Europea, oltre che essere palesemente in contrasto con l’art. 3 della Costituzione Italiana e per le minoranze linguistiche con la legge 482 del 1999.
Qualcuno dirà che i socialisti di Rete Socialista- Socialismo Europeo sono dei PROPORZIONALISTI, ebbene sì siamo in sostanza dei proporzionalisti, non lo riteniamo un insulto bensì un merito, il merito di coloro che da soli hanno saputo condurre una battaglia contro i poteri forti, in coerenza con i dettami della Costituzione Repubblicana.
Un’ultima informazione per tutti coloro che vorrebbero tornare al bipolarismo coatto (con l’ispanico, con il Mattarellum con premio di maggioranza o con qualsiasi sistema non consono alla sentenza della Consulta), Rete Socialista- Socialismo Europeo vigilerà attentamente ed invita sin d’ora coloro che condividono la nostra proposta politica, istituzionale ed elettorale, a sostenerla in Parlamento, per
lunedì 20 gennaio 2014
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