Il Circolo Carlo Rosselli è una realtà associativa presente a Milano sin dal 1981. http://www.circolorossellimilano.org/
lunedì 20 gennaio 2014
Vittorio Melandri: I bari
Grazie al compagno Felice Besostri e al gruppo di cittadini che con l’avv. Aldo Bozzi sono riusciti nell’impresa di portare dinnanzi alla Corte Costituzionale l’incostituzionalità della legge elettorale N. 270/2005, la “porcata” è stata cancellata dalla sentenza N. 1/2014 che porta con se la decisione presa dalla Consulta il 4 dicembre 2013.
Speravo ardentemente di sbagliare ma si sta avverando la mia previsione, e in queste ore, con la vigliacca e pavida complicità del PD, in tema di legge elettorale, si sta disegnando uno scenario ben peggiore di quello ipotizzato con la più nera delle fantasie.
La classe politica più incostituzionale che mai sia esistita in Italia, messa con le spalle al muro appunto dal gruppo di cittadini milanesi guidati dall’Avv. Aldo Bozzi, che sono riusciti tramite un pronunciamento della Cassazione a portare la “porcata” al giudizio della Corte Costituzionale, sta sì lavorando per superare l’incostituzionalità della legge, ma con una toppa che rende la legge di fatto analoga a quella cancellata, al solo scopo di aggirare il pronunciamento della Corte.
Insomma ancora una volta, una classe politica infame, individua il suo nemico, nel “popolo sovrano”, e si comporta di conseguenza.
Quanto alla “legalità” del Parlamento in esercizio, inevitabilmente ribadita dalla stessa Corte, in ragione del fatto che non può esserci discontinuità nella vita dello Stato, è una legalità illegittima, e quanto sia anche una legittimità illegale, si coglie nei profili dei giocatori bari che si sono dati convegno al Nazareno.
Non a caso assistiti (entrambi) da quel Gianni Letta che resta la melliflua anima più nera di tutte le “Repubbliche italiane”.
vittorio melandri
Francesco Maria Mariotti: Le trappole della retorica politica
Oggi sul tavolo della politica - e quindi sul "nostro" tavolo, perché la politica siamo anche noi, ci piaccia o meno - c'è la riforma elettorale. Argomento in realtà non molto importante, soprattutto se non viene accompagnato a riforme che stabilizzino realmente i governi (e che difficilmente si trovano nella legge che regola il voto; penso per esempio a sistemi di sfiducia costruttiva o regole per la formazione dei gruppi parlamentari) o che diano realmente poteri forti al premier e al governo (comunque nulla a che vedere con la "cosmesi" del presidenzialismo, secondo me).
La discussione sulle proposte che stanno girando è inoltre viziata dal fatto che ci siamo incastrati - oserei dire che ci siamo autointrappolati - su una questione mal posta ("permetteteci di scegliere il nostro rappresentante"), che in realtà non è così importante, e che rischia di "obbligarci" a giudicare negativamente scelte che non sono forse così strane (Stefano Ceccanti, costituzionalista, in queste ore sta ricordando come l'anomalia - nello scenario europeo - siano le preferenze, non le liste bloccate, già in uso in altri paesi).
Da questo caso forse si capisce che in politica è necessario agire con cautela anche nei momenti polemici, indirizzando correttamente il cosa e il come della critica (a volte soprattutto il come, evitando sempre toni apocalittici). Troppo spesso una critica mal posta prima (penso per esempio alla critica generalizzata alla Bossi-Fini sull'immigrazione, mescolata - temo impropriamente - alla questione della punibilità penale dell'immigrazione clandestina) rischia di far apparire i compromessi inevitabili del poi tutti inaccettabili.
Forse ho speso troppe parole; andiamo dunque alle questioni veramente importanti: It's the economy, stupid...
E quindi, anche in vista delle prossime scadenze elettorali per l'Europa, mi permetto di segnalare argomenti di riflessione soprattutto economica di cui trovate estratti sul mio blog.
A proposito di Europa e di retorica della politica: interessante articolo sul Fiscal Compact, che forse non è quella mostruosità draconiana che sembra essere passata nell'immaginario; tema su cui è il caso di tornare in futuro per approfondire ulteriormente.
A proposito di semplificazioni: funzionano le ricette del Fondo Monetario Internazionale? Forse sono troppo astratte? Un bell'articolo di Fabrizio Goria sui paesi che in Europa le hanno adottate e che si stanno riprendendo.
Cosa fare contro la disoccupazione? Alcuni articoli - in particolare un paio del centro studi Nomisma - per tentare di trovare strumenti con cui reagire; sicuramente non basterà la ripresa e non saranno necessariamente utili gli ennesimi correttivi sul piano del diritto del lavoro.
Come leggere il periodo attuale? Ci sarà un ritorno della mano pubblica nell'economia? un articolo molto interessante di Stefano Cingolani per provare a fare un punto della situazione.
In ultimo tento di presentare con il richiamo di un paio di articoli la figura di Stanley Fisher, keynesiano anomalo e pragmatico, che avrà un ruolo importante nella FED, a fianco del nuovo Governatore, Janet Yellen.
E poi naturalmente articoli su Libia, Medio Oriente, e resto del mondo...
Scusate la lunghezza della mail, e buona lettura
Francesco Maria Mariotti
domenica 19 gennaio 2014
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