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mercoledì 15 luglio 2026
Franco Astengo: Non trascurare la formula elettorale
NON TRASCURARE LA FORMULA ELETTORALE di Franco Astengo
La comparsa dei franchi tiratori alla Camera su di un tema molto delicato come quello della formula elettorale impone evidentemente un’ampia riflessione politica , ben oltre lo specifico della questione contingente.
Purtuttavia mi permetto comunque di rilevare come risulterebbe di grande importanza disporre, nella materia, di un progetto organico condiviso sul quale sviluppare anche un confronto di merito.
Premesso che sicuramente qualsiasi formula presenta limiti e difetti e non può garantire nessuno al 100% mi azzardo a presentare una proposta che mi permetto di ritenere sufficientemente organica.
1) Il territorio nazionale è suddiviso in 400 collegi uninominali per la Camera e 200 per il Senato eliminando il voto all’estero
2) I collegi dovrebbero comprendere mediamente poco più di 300.000 cittadini per la Camera e di 600.000 per il Senato (sicuramente una distorsione in eccesso frutto della stordita riduzione nel numero dei seggi)
3) I candidati per ogni collegio non potranno presentarsi né in altri collegi, né in doppia candidatura tra Camera e Senato (in sostanza per coprire tutto il territorio nazionale ogni lista deve poter disporre di 600 candidati con il 50% di genere). Così si potrebbe evitare anche il discorso delle firme di presentazione avendo ogni lista dimostrato già sufficiente presenza nel Paese e si limiterebbe radicalmente il discorso della personalizzazione
4) Le circoscrizioni per comprendere i collegi dovrebbero essere segnate dai confini regionali (la Val d'Aosta mantiene il collegio uninominale con l'elezione di tipo plurality)
5) I candidati si presentano nei collegi collegati a livello regionale dallo stesso simbolo. In questo modo si può realizzare il massimo possibile di vicinanza con il territorio (certo c'è la controindicazione dei paracadutati ma questo è affare dei partiti, perché in questo modo non ci sono collegi "assolutamente" sicuri);
6) Eseguito il collegamento a livello regionale i voti ottenuti con lo stesso simbolo a livello regionale vengono suddivisi con il metodo d'Hondt assegnando così il numero dei seggi per ogni lista: gli eletti sono scelti attraverso le percentuali più alte ottenute nei collegi (il metodo seguito in quelle che furono le ultime elezioni dirette per le Province)
7) Non servono premi di maggioranza e soglie di sbarramento perché il metodo d'Hondt favorisce comunque le forze maggioritarie ma permette anche l'espressione delle minoranze
8) Controindicazioni: è possibile che un collegio rimanga senza rappresentanti e un altro collegio ne abbia più d'uno, ma il limite regionale garantisce comunque una rappresentanza territoriale e sarà sufficiente disegnare un numero di collegi inferiore a quello dei seggi; è evidente che in certe situazioni saranno favorite anche liste locali (vedi sistema spagnolo ma in quel caso sono molto forti le rappresentanze delle minoranza etniche) : questo fatto dovrebbe spingere le forze politiche nazionali a radicarsi maggiormente sul territorio.
9) Così la formazione del governo dovrebbe obbedire al confronto parlamentare restituendo ai consessi elettivi la centralità prevista dalla Costituzione.
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