venerdì 25 febbraio 2011

peppe giudice: sel e il pse

.pubblicata da Giuseppe Giudice il giorno giovedì 24 febbraio 2011 alle ore 22.34.SeL ed il PSE







SeL non può continuare ad essere il partito del leader. Intendiamoci, Vendola ha svolto un ruolo determinante quantomeno nello smuovere le acque stagnanti del centrosinistra e nel costruire una speranza di sinistra per molti delusi dal PD (il consenso a Vendola in larga parte viene da quella direzione).

Ma non si vive di sole primarie, soprattutto se le elezioni si allontanano. E comunque se pure si registra una crescita di consensi a SeL, siamo lontani da quel “big bang” di cui ha parlato Bertinotti a Livorno. Il PD resta avvitato nelle sue contraddizioni che lo paralizzano. E non si smuove. E sappiamo benissimo che senza terremotare in positivo il PD e governare da sinistra i processi d scomposizione che necessariamente devono aprirsi, difficilmente riusciremo a costruire quella sinistra che serve non a noi militanti, ma al paese.

E’ senza dubbio auspicabile che nel PD si costituisca una area critica di sinistra e legata al PSE.

Ma è SeL che oggi dovrebbe svolgere il ruolo propulsivo come soggetto politico non meramente espressione di una leadership.

Ma per fare questo occorre trasformare il “racconto” di una nuova sinistra in progetto, proposta politica rigorosa, strategia ed identità.

Se SeL è il primo passo verso la costruzione di una sinistra larga, popolare e di governo il suo posto non può non essere nel PSE. E’ oggi una scelta che va fatta con grande determinazione, perché significa dare una fisionomia ed una identità precisa ad un soggetto politico che non può reggersi solo con un leader forte e carismatico, ma ha bisogno di un coerente orizzonte strategico.

Come abbiamo detto a Livorno, una chiara e inequivocabile scelta socialista di SeL avrebbe un effetto dirompente sul PD e potrebbe veramente innescare un processo che porti a risolvere a sinistra le gravi contraddizioni di quel partito. E non lasciare il marchio PSE in mano ad un personaggio insignificante e becero come Nencini.

Del resto chiaramente lo ha detto Bertinotti (che pure è stato l’ideatore del progetto – fallito – si Sinistra Europea) nel convegno sopra nominato. E’ solo nel socialismo europeo che può confluire la sinistra larga che immaginiamo.

E quindi bisogna aver il coraggio di spezzare definitivamente le resistenze (perché così è) di coloro che ancora celebrano il lutto per la caduta del Muro di Berlino (anche in sel ve ne sono – ce n’è magari anche qualcuno nel PD!). Noi ci siamo separati da coloro che celebrano il lutto del garofano; così facciano altri, per altri lutti!

Senza una sinistra larga e socialista vi sarà sempre un centrosinistra moderato e subalterno ai poteri forti. IL centro-sinistra degli anni 60 riuscì a compiere una importante opera riformatrice perché aveva una forte sinistra interna fondata sull’asse PSI-Sinistra DC di allora.

Il PD ha affossato tale possibilità, ma una nuova sinistra socialista la può riaprire.





PEPPE GIUDICE

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