lunedì 2 febbraio 2009

Nencini: necessari coesione e progetto

dal sito del PS
Il bipolarismo imposto dall'alto richiama una legge dei militari brasiliani
EUROPEE. NENCINI: NECESSARI COESIONE E PROGETTO PER BATTERE FAUTORI SBARRAMENTO
Venerdì 30/01/2009 -
''Per battere i fautori dello sbarramento elettorale alle Europee servono coesione dei partiti che siedono nel Comitato per la Democrazia ed un progetto politico da contrapporre ad un bipolarismo imposto dall'alto che richiama una 'bella' legge imposta dai militari brasiliani nell'ultima fase del loro regime. I militari stabilirono con decreto che ci fossero due soli partiti: Arena e Mdb. Decisero anche di indire le elezioni ma il partito di maggioranza - Arena - sarebbe comunque rimasto tale. Per legge''. Lo afferma il segretario nazionale del Partito Riccardo Nencini.
Se l' ipotesi del C.L.N. non trovasse tutti d' accordo-aggiunge Nencini- sarà necessario promuovere una alleanza che vada dai Radicali al movimento di Vendola, dai Verdi a Sinistra Democratica. Una alleanza fra riformisti- sottolinea Nencini- da riproporre nelle elezioni amministrative del prossimo giugno. Un 'Patto per il futuro'-conclude il leader- del Partito Socialista-che si opponga alle violenze fatte alla Costituzione ed alla democrazia italiana e che dia voce alla sinistra delle libertà''.

Flores d'Arcais: la soglia del 4% è killeraggio politico

da Micromega

Elezioni europee
Flores d’Arcais: la soglia del 4% è killeraggio politico
di Paolo Flores d’Arcais

Lo sbarramento elettorale del 4% alle elezioni europee, previsto nella legge-inciucio che verrà portata al più presto alle camere, è la nuova PORCATA (secondo l’indimenticabile definizione di Calderoli). Se possibile, perfino peggiore di quella che regola le elezioni politiche nazionali.
L’unica ragione che legittima moralmente e politicamente una soglia di sbarramento (che deforma la rappresentanza, il Parlamento “specchio fedele del paese”, come si diceva un tempo) è infatti la preoccupazione per il moltiplicarsi delle liste e la conseguente difficile “governabilità”.
Ma il voto europeo non deve produrre nessuna governabilità, visto che essa è garantita da un esecutivo (la “Commissione”) che emana dall’equilibrio fra i diversi governi nazionali e non dal voto diretto degli elettori del vecchio continente.
E’ noto che tutti i sistemi elettorali cercano di realizzare il difficile equilibrio tra una rappresentanza quanto più fedele delle opinioni di un paese e la necessità che queste opinioni si cristallizzino in maggioranze stabili, legittimate a governare. E sempre più è questo secondo elemento ad essere privilegiato in tutte le democrazie liberali. Il voto europeo è dunque l’occasione per consentire che tutte le sfumature delle opinioni politiche trovino voce nel parlamento di Strasburgo (oggi per avere un deputato europeo basta poco più dell’1%), a realizzazione della prima istanza, democratica anch’essa, e spesso sacrificata.
Perché dunque il Partito Democratico si impegna con tanta solerzia in questo nuovo inciucio? La risposta, fuori da ogni ipocrisia, la conoscono anche i sassi: per dare il colpo di grazia a tutti i partiti e partitini che potrebbero, fosse anche solo in prospettiva e ipoteticamente, fargli concorrenza sulla sinistra. Si badi, qui non si tratta di evitare la dispersione dei voti in una elezione nazionale da cui deve emergere una scelta di governo da parte dei cittadini, qui si tratta semplicemente di killeraggio nei confronti di possibili concorrenti. Anzi, poiché tali concorrenti sono al lumicino, si tratta di un ancor più deplorevole maramaldeggiare.
Spiace davvero che a tale maramaldeggiare sembri volersi unire anche l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro. Se davvero lo farà, non potrà in alcun modo evitare il sospetto di essere mossa da un interesse davvero “particulare”: raccogliere un po’ di quei voti, visto che l’Italia dei valori non ha certo problemi a superare lo sbarramento.
Calcolo miope, oltre che immorale. Quei voti andranno comunque dispersi o resteranno a casa. E Di Pietro perderà i consensi di quanti invece hanno guardato con simpatia crescente alla sua autonomia dall’autodisfattismo inciucista del Pd. Ecco perché spero che l’Italia dei valori deciderà alla fine di votare no alla nuova PORCATA. O almeno, se i contrasti al suo interno fossero troppo forti (abbiamo già visto quanto contino nei suoi attuali gruppi parlamentari molti riciclati), decida di lasciare libero ogni parlamentare di votare secondo coscienza (e Di Pietro, per non influenzarli, potrebbe non pronunciarsi se non al momento del voto). Sarebbe solo un “second best”, ma meglio di un inverecondo inciucio.
Sia chiaro: non ho alcuna simpatia per i partitini moribondi, non li considero affatto una alternativa a sinistra, sono solo pezzetti di nomenklatura tale e quale quella del Pd (e in certi casi perfino peggiore), e anzi ormai cascami insignificanti di tale nomenklatura (il discorso non vale per tanti loro militanti ed elettori, ovviamente, esattamente come per tanti militanti ed elettori del Pd). Ma non è con la mordacchia elettorale, quando nessuna esigenza di “governabilità” giustifica le soglie di sbarramento, che si fa opera di moralizzazione e semplificazione del sistema politico.
L’Italia dei valori ha l’occasione, con le europee, di diventare una forza nuova e decisiva (e se si realizzasse la proposta Camilleri, potrebbe dar vita ad una lista capace addirittura di superare il 10%, e un risultato a due cifre cambierebbe radicalmente, perché anche psicologicamente, l’attuale melmoso panorama politico italiano). Perché sprecare una occasione cruciale per un calcolo di bassa bottega, oltretutto miope?

Segnalazione: petizione per la INNSE

GIU' LE MANI DALL'OFFICINA, L'OFFICINA NON SI TOCCA.
Questo è il nono mese di lotta che come operai e impiegati della INNSE stiamo affrontando, il nostro obiettivo è la difesa del posto di lavoro, la continuità produttiva, il rifiuto della chiusura della fabbrica.
Stiamo facendo in modo che il padrone Genta non si impossessi del macchinario, abbiamo dovuto resistere con un presidio continuo davanti alle portinerie al suo tentativo di entrare e di svuotare l’officina e di vendere i macchinari al miglior offerente.
Questa battaglia non riguarda solo noi, ma tutti quelli che credono che questa forma di resistenza operaia possa essere un possibile punto di partenza per lottare contro i licenziamenti, in una crisi che ne produce migliaia al giorno.
Una battaglia che riguarda tutti quelli credono che la città di Milano non possa finire in mano a speculatori di ogni tipo, immobiliaristi sull’orlo del fallimento, speculatori finanziari bancarottieri di ogni ordine e grado che chiudono le fabbriche senza nessuna opposizione sociale.
Non solo vi chiediamo di firmare questo appello di solidarietà, ma anche di partecipare attivamente ai presidi per impedire a Genta di smantellare una fabbrica che fa parte della storia industriale di Milano.
Raccogliamo per questo le firme di chiunque voglia aderire all’appello.

Milano, 27 gennaio 2009
La R.S.U, gli operai e gli impiegati della INNSE


l'indirizzo per firmare on-line l'appello della INNSE:

http://www.petitiononline.com/INNSE/petition.html

Segnalazione: 15 febbraio coordinamento anpi sezione 5

Coordinamento Sezioni ANPI Zona 5


Carissima compagna e amica,
carissimo compagno e amico,

si apre una stagione importante per l'ANPI nel prossimo anno. Diverse sono le ricorrenze che ci troveranno partecipi a rafforzare il nostro impegno antifascista e di difesa dei valori costituzionali e democratici fondati sulla Resistenza.

Il 2009 vedrà la ricorrenza del 40° Anniversario della strage di Piazza Fontana, origine di un'azione di stragismo che ha mietuto vittime innocenti e ha tentato di instaurare in Italia climi repressivi e possibili regimi autoritari. L'ANPI e il Comitato Nazionale in Difesa dell'Ordine Repubblicano e Antifascista hanno saputo tenere unita la società nel respingere ogni tipo di reazione che potesse mettere in pericolo i fondamenti della nostra Repubblica. Oggi occorre resistere ancora per un'attuazione della Costituzione.

Proprio per questo ti invitiamo

all'Assemblea delle sezioni ANPI del Coordinamento di Zona 5

Martiri di Viale Tibaldi, Stadera, Vigentina,

che si terrà il giorno

15 febbraio alle ore 10,00,
presso il Salone del Circolo ARCI Bellezza,
Via Bellezza 16/a Milano



Sarà presente un componente dell'ANPI Provinciale

Certi della tua partecipazione,
ti rivolgiamo i nostri cordiali saluti


Il coordinamento delle Sezioni ANPI Zona 5

Martiri di Viale Tibaldi, Stadera, Vigentina

Pino Petruzzelli: dopo il giorno della memoria

dal sito Chiare lettere


Dopo il Giorno della Memoria
giovedì 29 gennaio 2009, 10.50.00

di Pino Petruzzelli*

500.000 esseri umani di etnia rom e sinta sono stati uccisi durante il nazismo e il fascismo, ma inspiegabilmente questo dato è scomparso dalle nostre scuole. Mi chiedo se è forse a questa dimenticanza che si riferiscono tutti quegli italiani che vorrebbero rimettere mano, riscrivere i testi scolastici di storia.

Sì, certamente il revisionismo storico tende a ricucire questa dimenticanza.

500.000 rom e sinti uccisi durante il nazismo e il fascismo, sono stati dimenticati dalla legge n. 211 del 20 luglio 2000: “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, - Giorno della Memoria - al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio…”.

E’ assai curioso che di 12.000.000 di morti se ne ricordi solo una parte. Non sono mica categorie sindacali da difendere. Se non sbaglio erano i nazisti a dividere e a selezionare.

Sì, certamente chi ha trascritto la legge deve aver dimenticato qualche riga nella penna.

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento in occasione della celebrazione del “Giorno della Memoria” deve aver saltato qualche riga perché anche lui ha dimenticato i rom e i sinti.

Ma anche il Ministro Mariastella Gelmini ha tralasciato di ricordare accanto ai tanti cittadini ebrei morti, i tanti cittadini italiani rom e sinti che pure sono morti in seguito alle leggi razziali.

Sì, certamente anche lei deve aver tralasciato qualche riga del discorso.

Peccato, peccato davvero che il Ministro Roberto Maroni non abbia deciso di intervenire sull’argomento perché lui, ne sono certo, degli zingari non se ne sarebbe di sicuro dimenticato.

* Pino Petruzzelli è autore di Non chiamarmi zingaro (Chiarelettere, 2008)

Luca Sappino: Non è la tragedia, è l'occasione giusta

Dal sito di sd
Non è una tragedia, è l'occasione giusta
L'altro giorno, mentre i capogruppo di Pd e PdL trovavano l'accordo sulla nuova legge per le europee, io ero con altri compagni a piazza Colonna, sotto i magnifici portici della veltronianamente detta “Galleria Alberto Sordi”. Martedì sarò a piazza Montecitorio per un altro presidio, Mercoledì lo stesso. Non smetterò di ripetere ad ogni amico incontrato quanto forte sia lo sdegno che provo; non smetterò certo di argomentare le mie ragioni, le nostre ragioni. Continuerò a dire che il parlamento europeo non elegge nessun governo e che quindi uno sbarramento 'governista' non ha alcun senso. Continuerò a dire che, se il problema sono i costi delle campagne elettorali, l'ammontare dei rimborsi assegnati a chi riesce a mandare un proprio rappresentante nelle camere di Bruxelles non cambia diminuendo i partiti, la torta è sempre la stessa cambia solo la grandezza delle fette. Continuerò a dire che non ha senso sostenere che l'Italia debba presentarsi meno frammentata perché i gruppi al parlamento europeo sono già fissati in un numero assai contenuto. Continuerò a dire che se proprio una legge sullo sbarramento andava fatta dovevano deciderlo tempo fa: è buona norma che le regole del gioco siano fissate ben prima che i giocatori si siedano attorno al tavolo e che vengano distribuite le carte. Non smetterò di urlare il mio sdegno, non smetterò di denunciare l'inciucio. Ma, per correttezza, dirò anche altro.
La nostra risposta non può limitarsi a qualche presidio, ad una campagna elettorale basata sul 'vero voto utile' (come fu - ricordo – quella sfortunata della sinistra arcobaleno), al millantare ritorsioni nelle giunte locali, denunciare attentati alla salvaguardia della sinistra e accusare Veltroni di tentato omicidio. Tutto questo francamente sa un po' di vittimismo. Se le forze 'riformiste' presenti in Parlamento deludono nel voler modificare come annunciato la legge elettorale, noi deludiamo come sempre in prontezza di riflessi. Siamo lenti e pigri. È molto comoda la strategia di protesta che abbiamo scelto: lo sforzo lo chiediamo agli altri. Il nostro messaggio è: “Scippano la democrazia. Cittadini indignatevi! Salvate il valore del vostro voto: datelo a noi!”. Stiamo lanciando lo stesso appello che, se solo potessero, lancerebbero al mondo quei poveri panda appesi alle ultime canne di bambù. Da una sinistra democratica, antagonista, critica, radicale – chiamatela come caspita vi pare – personalmente m'aspetterei di più.
Quando attentano alla nostra vita, alla vita di chi difende i diritti e i doveri degli ultimi, vorrei che si rispondesse per una volta dimostrando tutta la nostra forza. Dimostriamo quanto sappiamo esser umili e coraggiosi, umiltà e coraggio: queste sono le parole chiave. Umili quanto serve per accettare le nostre misure lillipuziane; umili quanto serve per guardarci negli occhi, valutare assieme quell'enorme 4% che pende sulla nostra testa, e – per farci coraggio – prenderci per mano. Il Pd e il PdL andranno compatti verso lo sbarramento? Pazienza. Ci siamo già dichiarati contrari, ora vediamo come affrontare il problema che ci si pone davanti. Fosse mai che quello che ci sembra un ostacolo insormontabile possa invece essere il nostro trampolino di lancio? Fosse mai che a qualcuno dei nostri dirigenti venisse in mente che per superare il 4% bisogna stare tutti assieme e che stando tutti assieme (sarebbe la seconda volta) potremmo gettare finalmente le basi per un partito di tutta la sinistra? La sfida che abbiamo davanti non è superare il 4% ma avere il coraggio di affrontare la verità che si cela dietro quel numero oggi troppo alto.
La verità è che in Italia non c'è spazio, non deve esserci spazio, per tutte le nostre fiere sigle comuniste e post comuniste, socialiste e socialdemocratiche, verdi o rosa. In Italia c'è semmai spazio per un partito della Sinistra che accolga tutta questa fierezza organizzata in correnti, gruppi di lavoro o – se proprio vogliamo - 'democratiche' fondazioni. Non c'è nulla di male nella complessità. Torniamo a dare alla parola 'partito' il giusto valore, la giusta consistenza democratica. Un partito è in primis un luogo di confronto. Non è scritto da nessuna parte che i congressi si debbano concludere per acclamazione né, tanto meno, è prescritto che in caso di divergenze d'opinione si debba arrivare al divorzio. Forse basterebbe convincerci di questo, oggi accontentandoci di una lista elettorale, domani di un bel partitone variegato che dibatta al suo interno e ascolti l'esterno.
La faccio troppo semplice? L'economia domestica insegna che la convivenza, oltre che divertente (ma questo è secondario), aiuta ad arrivare a fine mese. Non solo. La convivenza/lista elettorale, e ancor più il matrimonio/partito che potrebbe seguire, permette di sviluppare un progetto per il futuro. Noi di questo abbiamo bisogno, e non di un seggio a Bruxelles.
*Consigliere II municipio di Roma

domenica 1 febbraio 2009

Le PSE a des solutions à la crise

Dal sito del PSE
Le PSE a des solutions à la crise
mercoledì 28 gennaio 2009, 18.44.00 | chourka
Jeudi 29 janvier 2009, des centaines de milliers de Français sont appelés à descendre dans la rue par l'ensemble des organisations syndicales pour manifester contre la politique rétrograde et inadaptée du gouvernement Fillon-Sarkozy.

Ce mouvement unitaire et interprofessionnel —assez rare en France pour être souligné— promet d'être massif et revendicatif.

A cette occasion, la Fédération de Paris du PS a élaboré un tract mettant en avant les propositions contenues dans le Manifesto PSE 2009 pour répondre à la crise. Il s'agit de porter à la connaissance des manifestants les mesures préconisées par les socialistes européens dans le document qui engagera leurs candidats au moment des élections européennes en juin prochain.

Le flyer du PS parisien est téléchargeable :

http://www.ps-paris.org/docs/flyer-29janvier-PSE.pdf