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"L'infedele" sulla FiAT. E la VERA co-gestione. Le cose più giuste le dicono Mucchetti e PERSINO la Annunziata
.pubblicata da Paolo Borioni il giorno martedì 11 gennaio 2011 alle ore 10.04.E' la prima volta che davvero condivido Lucia Annunziata: verso la fine de "l'Infedele" sulla Fiat-Marchionne sostiene finalmente una cosa super-giusta. Ne aveva dette moltissime Mucchetti (facendo capire che forse la Jeep verrà solo assemblata a Torino: il valore aggiunto spetterà quasi tutto a Detroit, che del resto ha per diversi motivi il coltello dalla parte del manico). Ma Annunziata dice LA COSA PIU' Giusta, sia di prospettiva, sia di storia economica e sociale. Ovvero: l'Europa non può crescere senza i diritti, i quali obbligano il capitalismo ad una crescita di innovazione e wage-led, cioè anche di salari/Domanda. Senza cui non si va da nessuna parte. Tanto è vero che la Cina si sta avviando nella stessa direzione.
Se fosse acquisito questo, come mi pare dica in continuazione Stefano Fassina, toccherebbe solo ricaricare e rilegittimare l'economia politica. E poi la sinistra può rinascere.
Mucchetti SUPERGIUSTAMENTE ribadisce poi che la Mitbestimmung tedesca è non la co-gestione, ma la rappresentanza DEL LAVORO nei consigli di SORVEGLIANZA delle fabbriche. Nelle decisioni esecutive e nel consiglio esecutivo (appunto: nella gestione) i lavoratori NON ENTRANO. Mentre nel consiglio di sorveglianza sono in minoranza rispetto agli azionisti perché questi eleggono ANCHE il presidente. Ovvero: i lavoratori non possono/vogliono davvero co-gestire (e molti compagni tedeschi infatti invitano a non essere ingiustificatamente entusiasti). Quando la socialdemocrazia disciplinò la Co-decisione (con il compagno Schmidt) ottenne quindi SOPRATTUTTO una capacità LEGALMENTE GARANTITA di informarsi per tempo. Notare: proprio IN QUANTO nel consiglio di sorveglianza ci sono ANCHE agli azionisti, la GARANZIA c'è davvero!!! QUINDI SOPRATTUTTO si ottiene una facoltà di interagire/reagire sulle decisioni dell'azienda. MA IN QUANTO LAVORO CON DISTINTI INTERESSI e distinta rappresentanza. Come ho scritto altrove Mit-bestimmung non è traducibile in realtà con co-gestione, ma con co-decisione. La differenza dovrebbe essere chiara.
In Svezia, i lavoratori hanno un paio di membri nel Comitato Esecutivo. Ma la gestione e la direzione dell'azienda dipende dalla proprietà e/o dagli azionisti. L'autonomia di classe, in Svezia/Scandinavia, passa poi anche e soprattutto per la gestione sindacale delle casse di disoccupazione, che influenzando molto i livelli salariali e di "resistenza" dei singoli lavoratori sono un grande fattore di pressione sulle scelte del capitale. Inoltre è stretta l'interazione LO/Partito (compreso, importantissimo, i comuni centri studi come l'Arbetarrörelsens Tankesmedjan) e le risorse per la resistenza prolungata in caso di sciopero sono ingentissime.
Va ANCHE notato che i compagni della DGB tedesca, che siedono nel consiglio di sorveglianza delle aziende, donano la quasi totalità della propria retribuzione aggiuntiva (spettante loro per il fatto di esercitare un lavoro di co-decisione) alla HANS Böckler Stiftung, ovvero ad una FORMIDABILE e ricca fondazione sindacale che li rifornisce di studi, prospettive, teorie. Che cioè rafforza la distinta e autonoma rappresentanza del sindacato e la autonoma cultura della classe. E che INFATTI spinge oggi in modo convintissimo e pressante per una crescita WAGE-LED A PARTIRE DALLA GERMANIA.
Proprio per questo: una cosa sbagliata la dice invece Fassino: "tutto è cambiato perché ora ci sono la Cina e l'India e quindi bisogna accettare quanto sostiene Marchionne". Proprio il contrario del vero: a competere meglio sono i paesi con più diritti, più sindacato, più salario. Più controllo (autonomo) sull'azienda. Vedi sopra.
La cosa più mistificante la dice Albertini: "In Italia non si è potuta fare la Mit-bestimmung perché il sindacato è stato troppo conflittuale con il capitale". Ma negli ultimi 30 anni quanto è stato conflittuale il sindacato italiano?
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