giovedì 3 aprile 2025

Usa: dazi per tutti

Usa: dazi per tutti

Franco Astengo: Riarmo, transizione ecologica, transizione digitale

RIARMO, TRANSIZIONE ECOLOGICA, TRANSIZIONE DIGITALE di Franco Astengo Dove ci porterà il combinato disposto tra guerra dei dazi e riarmo in quella che nella situazione internazionale appare la frontiera bellicista più prossima? Quanto la prospettiva di guerra commerciale e di guerra "guerreggiata" inciderà sullo sviluppo delle due grandi transizioni che risulterebbe necessario compiere per approdare ad una idea di equilibrio nella crescita e nello sviluppo: la transizione ecologica e quella digitale? Questo interrogativo vale di più in particolare nel momento in cui enormi risorse e fattori fondamentali di know-how (penso all'utilizzo di IA, al ritorno al nucleare ecc,ecc) saranno destinati all'armamento. Domande difficili e risposte ancor più problematiche mentre continuano a cadere le bombe su tanti scenari a livello mondiale: un cader delle bombe che non si arresta neppure di fronte a enormi tragedie naturali quale quella accaduta in Birmania (Myanmar). All'interno di questo quadro complessivo la posizione dell'Italia appare difficile anche rispetto agli altri paesi UE (Francia, Germania, Spagna) soprattutto sotto l'aspetto del posizionamento tecnologico. Ci riferiamo alla tecnologia necessaria per fronteggiare lo stato di cose in atto. Secondo i dati dell'Epo (European Patent Office), cioè l'ufficio brevetti europeo, nei principali settori di brevettazione tecnologica ( informatica, macchinari elettrici, comunicazione digitale,prodotti farmaceutici, chimica fine organica, ecc) il posizionamento dell'Italia appare nettamente inferiore al livello medio europeo anche considerando i dati al netto di trasporti e macchinari dove comunque non eccelle. I settori - chiave della transizione ecologica e di quella digitale appaiono completamente trascurati sotto l'aspetto dei tassi di crescita in termini di valore aggiunto (comprensivi di salari, profitti e livelli di conoscenza incorporati). Nel settore della produzione di macchinari industriali l'Italia è presente con pochi grandi player che esprimono un impatto limitato sull'industria nazionale. A conferma di questa tendenza l'EPO conferma come la Germania detenga il 60% dei brevetti europei, la Francia il 6,9%, l'Olanda il 5,6% e l'Italia il 5,3%: questi dati indicano con chiarezza dove si rivolge il ReArm inteso quale fattore di promozione della riconversione industriale anche rispetto alla conclamata "guerra dei dazi" . Una promozione di riconversione industriale non soltanto semplicemente rivolta alle vicende belliche in corso o futuribili sul terreno del Vecchio Continente. L'Italia sta vivendo da molti anni un fenomeno di de-specializzazione che influisce negativamente sulla dinamica economica e presenta conseguenze dirette sul posizionamento internazionale e sulle condizioni economiche interne (stagnazione salariale, povertà). Così sarà difficile se non impossibile affrontare il futuro e contribuire, eventualmente, a una risposta adeguata alla situazione in corso da parte di un' Italia in declino e orientata quasi esclusivamente verso la tecnologia militare (che include l'idea del ritorno al nucleare). Servirebbe una proposta di radicale trasformazione della struttura economica derivante dal lanciare una vera e propria sfida sistemica da elaborare portando al centro l'antica domanda sul cosa produrre e sul senso della crescita : soltanto così potrebbe scaturire una risposta europea unitaria. Risposta europea per la quale però sembrano proprio mancare le condizioni politiche e anche istituzionali. La sinistra avrebbe il dovere di muoversi sul terreno che si è cercato fin qui di indicare promuovendo un'elaborazione di dimensione sovranazionale: per adesso però sembrano prevalere incertezza e confusione.