lunedì 18 agosto 2008

guido martinotti all'unità

Vi mando una lettera spedita all’Unità, tanto non me le pubblicano mai.
Cara Unità, una piccola chiosa alla disastrosa (e a tratti tristemente farsesca) assemblea del PRC. Il giorno 23 luglio ho viaggiato da Milano a Firenze su ES delle 7,00 carrozza posto 14/4, lo dico per verifica eventuale, anche dell’interessato. Sulla destra e qualche posto dietro un signore (che non ho neppure osato guardare, per paura di riconoscere qualche vecchio amico) ha ininterrottamente (almeno da Bologna, ma essendo rimasti fermi in quella stazione per 61 minuti per un guasto, ciò significa l’intero viaggio) parlato a voce alta con un cellulare delle strategie congressuali del PRC. Tra l’altro con nomi e cognomi, e giudizi. (“Quel coglione di.. , Caio fa solo i suoi interessi… di Tizio non dobbiamo fidarci…”) che se avessi voluto avrei potuto raccogliere un bel po’ di informazioni da rivendermi a Chianciano. Ma non è questo il punto e neppure la maleducazione di chi, nonostante le raccomandazioni del personale, disturba a voce alta e senza freno un intero vagone. Il punto che vorrei sottolineare è che in quasi due ore di involontaria intercettazione non ho sentito una parola che fosse una su idee, programmi ed eventuali divergenze su temi interessanti. Il tema era solo e unicamente il coglione “a” che tradiva i porci “b” e “c” e il traditore “d” che tramava con gli altri. Una pena tristissima per chi ha sempre pensato che la politica avesse anche un contenuto. La ciliegina sono state le lacrime di Bertinotti e la sua minaccia di dedicarsi agli studi. Consiglio, ma non solo a lui, il gioco bocce, ci sono meno rischi di danni a se e agli altri.

1 commento:

Pier paolo ha detto...

A fare certi discorsi si rischia di passare per il Colonnello Kurz (quello di Apocalypse Now), i cui metodi erano assai poco ortodossi ma di successo, e i cui sproloqui avevano molto più che un fondo di verità.


Tra l'altro ieri mi è capitato di sentire alcuni parlamentari di entrambi gli schieramenti, chiamati ad intervenire ad una trasmissione di Radio 24 sul recente dibattito circa il bilancio della Camera. Non ho mai sentito una tale arroganza e sicumera, o un tale mal riposto senso di essere qualcosa di separato e di alieno rispetto al Paese reale. Gente del genere meriterebbe una sana bastonatura (non solo elettorale, ma se possibile letterale).

Perciò un discorso alla Kurz lo farò lo stesso, dicendo innanzitutto che i partiti di questa sinistra devono scomparire dalla faccia della terra, e più presto ciò accadrà tanto meglio sarà per tutti. Se per affetto o per consuetudine ci fosse rimasto ancora qualche dubbio, credo che la recente stagione congressuale di PS, Verdi, PdCI e Rifondazione ce li abbia tolti tutti.
A chi ha ancora voglia di fare qualcosa per sé stesso, per i propri interessi e per questo Paese non restano che Grillo o Di Pietro, o il barricarsi in un circolo come il nostro, in attesa di tempi migliori. Se poi questa voglia non è proprio così prorompente, resta sempre la soluzione da alcuni definita "votare con i piedi": andarsene dall'Italia.

Per quanto mi riguarda non ho ancora deciso che fare, ma la tentazione di ricollocarmi all'estero e assistere da lontano alla giusta vendetta degli dei contro i "coglioni" di cui sopra e sotto è fortissima...

Buone vacanze...

Pierpaolo Pecchiari