mercoledì 16 ottobre 2019

The Survival of Democracy in Central and Eastern Europe by Sławomir Sierakowski - Project Syndicate

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Turkey’s War in Syria Is a War for Fascism

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La povertà dei Nobel per l’economia - Jacobin Italia

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L’economia sommersa evade 192 miliardi l’anno, quanto sei leggi di bilancio - Diritti GlobaliDiritti Globali | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

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AOC’s Endorsement of Bernie Makes Perfect Sense

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L’attesa di tempi migliori: il documento di Economia e Finanza e l’assenza di misure per la crescita - micromega-online - micromega

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LO SVILUPPO VISTO DA MILANO |

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martedì 15 ottobre 2019

Il punto sulla Spagna: fra un mese si vota di nuovo - YouTrend

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Tunisia: tutte le sfide del nuovo presidente Kais Saied

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Siria: accordo Assad-curdi, ecco cosa cambia | ISPI

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Ungheria: Orban perde Budapest, l’opposizione alza la testa

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Nobel per l’Economia a Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer, tre economisti specializzati nella ricerca sul campo della lotta alla povertà | Jobsnews.it

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"Nothing more than fool’s gold" – Corbyn on the Queen’s Speech - LabourList

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Nobel contro la povertà

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Turchia-UE, un patto pagato dai profughi. E dai curdi

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Il populismo finanziario in Germania - Menabò di Etica ed Economia

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lunedì 14 ottobre 2019

Polonia: la ricetta nazional-conservatrice vince ancora

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La rivista il Mulino: Una nuova legge elettorale

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The limits of the nationalist left – Jon Bloomfield

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Orientarsi in Siria: alcuni suggerimenti

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Il lungo tradimento americano (ed europeo, e italiano) dei curdi - Diritti GlobaliDiritti Globali | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

Il lungo tradimento americano (ed europeo, e italiano) dei curdi - Diritti GlobaliDiritti Globali | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

domenica 13 ottobre 2019

"La nuova Via della seta. Il mondo che cambia e il ruolo dell'Italia nella Belt and Road Initiative" di Diego Angelo Bertozzi | Letture.org

"La nuova Via della seta. Il mondo che cambia e il ruolo dell'Italia nella Belt and Road Initiative" di Diego Angelo Bertozzi | Letture.org

Franco Astengo: Nota costituente

NOTA COSTITUENTE di Franco Astengo Può essere giudicata sostanzialmente deludente l’intervista rilasciata da Nicola Fratoianni al “Manifesto”, al riguardo dell’avvio congressuale di Sinistra Italiana. Una delusione che deriva non tanto e non solo dal passaggio relativo alla politica delle alleanze laddove si prefigura una sorta di decisione unilaterale di alleanza con il PD senza stabilire alcuna coordinata d’identità autonoma del soggetto che il segretario uscente di Sinistra Italiana attualmente rappresenta. Il giudizio di delusione non deriva neppure dal non aver affrontato, almeno nel corso dell’intervista, la natura di fondo del M5S che s’intende – invece – in una qualche misura obliare pensando a una conversione a colpi di “ecosocialismo”all’interno di un piano stabile di rapporti di governo tendenti a trasformarsi in piattaforma per un nuovo blocco politico. Sono almeno tre, invece, i punti sui quali sarebbe stato necessario prestare attenzione e che meriterebbero l’apertura di uno specifico confronto in un ambito molto più ampio di quello descritto da Fratoianni: 1) Lasciamo stare per adesso le forze ecologiste al riguardo delle quali il discorso è diverso e molto complesso. Allora andiamo per ordine: la crisi delle forze di sinistra, in Italia, non deriva – come affermato molto semplicisticamente – dalla frammentazione bensì dall’assenza di soggettività. Un’assenza di soggettività che pone il problema dell’identità e dell’autonomia (soltanto da un’affermazione di autonomia politica può derivare un’efficace politica delle alleanze). Una soggettività che si può recuperare lanciando da subito una fase costituente fondata su di una precisa visione dell’agire politico che funzioni da fattore aggregante e stabilisca le coordinate per un’egemonia di pensiero e di contenuti. Una fase costituente della sinistra che sia capace di offrire una visione molto diversa da quella del PD (fondata su primarie e vocazione maggioritaria) e opposta a quella del M5S (fondata sull’affermazione della “democrazia diretta” in gran parte agita attraverso il web). La fase costituente potrebbe essere basata su di una visione di “Sinistra Costituzionale” che nel ruolo dei consessi elettivi e nel rapporto tra questi e la forma di governo trova il suo punto comune di identità, superando divisioni storiche (com’è nel caso della proposta del dialogo “Gramsci/Matteotti) e la sua ragione di affermazione. 2) E’ limitativo affermare che “siamo in una fase politica del tutto nuova, impensabile fino a qualche tempo fa, il cui esito è aperto”. Ci troviamo ben oltre le novità della fase politica. Siamo al centro di un ciclo storico che richiede l’approntamento di strumenti teorici affatto diversi anche rispetto a quelli usati nel recente passato. Emergono alcune questioni che restano tutte da affrontare: siamo di fronte alla necessità di ricostruire il quadro a suo tempo delineato dalla “teoria delle fratture” e del collegamento tra “cleavages” materialisti e “cleavages” post – materialisti; si è fortemente modificato il rapporto tra struttura e sovrastruttura in una fase di crescita distruttiva dello sfruttamento a tutti i livelli (prima di tutto lo sfruttamento di genere e di territorio) e di aumento delle disuguaglianze a livello planetario. Temi che non potranno essere affrontati semplicemente attraverso un rispolvero di verde della socialdemocrazia classica; 3) Dal punto di vista dell’esercizio della politica qualche giorno fa ha riassunto molto bene lo stato di cose in atto l’ex – presidente francese Giscard d’Estaing: un tempo la politica era fondata sulla cultura oggi sulla comunicazione. Si direbbe “apparire piuttosto che essere” (usando un linguaggio d’antan) oppure constatare il passaggio ormai affermato dalla “democrazia del pubblico” alla “democrazia recitativa” con tutti i rischi che ne conseguono. Porsi sul piano di un riequilibrio da questo punto di vista, tentando di non rimanere schiacciati da una “modernità negativa” rappresenterebbero un altro punto di riflessione. Quelli fin qui indicati rappresentano soltanto alcuni sommari punti di analisi sulla base dei quali potrebbe ancora essere affermata un’autonoma identità della sinistra italiana considerata come erede della nostra grande tradizione storica e capace di affrontare le contraddizioni sistemiche che stanno caratterizzando la fase. Sarebbe utile non pensare semplicemente alle diplomazie da esercitarsi all’interno dell’esistente, ma di superare con slancio una serie di barriere che indubbiamente esistono lanciando una vera e propria “fase costituente” tesa a un recupero di soggettività per una sinistra che guardi al quadro politico con la propria identità e autonomia attraverso una capacità di espressione di un “pensiero lungo”.

Per gli economisti il mercato è infallibile. Peccato ci abbia regalato l’ineguaglianza cronica - Il Fatto Quotidiano

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L’ombra di Craxi #Italia89 #mondoperaio « gianfrancopasquino

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Ecological Politics for the Working Class

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Socialism Beyond Equality | Dissent Magazine

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venerdì 11 ottobre 2019

Il nuovo manifesto del Labour Party - Jacobin Italia

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Portogallo: storia di un miracolo con qualche spina

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Italia in ritardo nelle politiche attive

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Ma il cuneo fiscale è solo la punta dell’iceberg

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Germany Versus the ECB by Hans-Helmut Kotz - Project Syndicate

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"Together, we can build a country fit for the next generation" - Corbyn's full speech - LabourList

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Rojava sotto attacco turco dopo il tradimento americano - Diritti GlobaliDiritti Globali | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

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mercoledì 9 ottobre 2019

La rivista il Mulino: Tunisi, 9/10/2019

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Sanità, la privatizzazione strisciante - Jacobin Italia

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Stati Uniti in Siria: in or out? | ISPI

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On Foreign Policy, Bernie Stands Alone

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Portogallo, la sinistra che avanza - micromega-online - micromega

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Franco D'Alfonso: ALITALIA, SEA, FIUMICINO: UNA TELENOVELA ITALIANA |

ALITALIA, SEA, FIUMICINO: UNA TELENOVELA ITALIANA |

martedì 8 ottobre 2019

Franco Astengo: Democrazia

DEMOCRAZIA di Franco Astengo La riduzione nel numero dei parlamentari accompagnata da vaghe indicazioni su di una nuova legge elettorale (la quarta in 14 anni, compreso l’Italikum mai utilizzato) e da altre modifiche, sia di rango regolamentare sia costituzionale, rappresenta emblematicamente un punto d’arrivo (ancorché probabilmente provvisorio) dell’esplicitazione retorica dell’anticostituzionalismo e dell’antiparlamento. Quella retorica che ha consentito a soggetti sovranisti e populisti di raccogliere facile consenso fino a insediarsi, pericolosamente sottovalutati, nei gangli del potere. Ha torto Stefano Ceccanti, inventore del disgraziato slogan sulla “vocazione maggioritaria”, a concordare sul taglio dei parlamentari in nome di una presunta contrarietà a questa espressione di retorica che abbiamo appena descritto, accontentandosi con una buona dose di presunta ingenuità di non meglio precisate “garanzie costituzionali”. Sul piano teorico non c’è nulla da fare: questo mutamento nella composizione delle Camere in Italia assume assolutamente il significato dell’antiparlamento e, in particolare, del tipo di forma di rappresentanza politica e di rapporto tra questa e il governo come intesa dalla Costituzione Repubblicana. Un fenomeno che oltrepassa sicuramente il nostro piccolo orticello rappresentato da un Paese sempre più alla periferia dell’Impero. Anticostituzionalismo, antiparlamento, vocazione maggioritaria, democrazia diretta, uso del web per l’aggregazione e la decisionalità politica: è’ evidente che si tratta di fenomeni sui quali approfondire riflessione e dibattito anche perché usati, nella politica nostrana, con sorprendente approssimazione e faciloneria e causa di clamorosi fraintendimenti in particolare sul terreno della costruzione di pericolosi e sostanzialmente illusori meccanismi sostitutivi della democrazia repubblicana. Fenomeni che stanno alla base del pericolosissimo concetto della disintermediazione che, per restare in Italia, fa parte di una buona quota della propaganda del M5S ed è stato parte integrante di quello che fu del PD (R), poi respinto con il referendum del dicembre 2016. Pare proprio che, alla fine, il confronto sui temi istituzionali e della forma di governo si sia spostato tra una teoria dell’intermediazione elitista (strutture portanti i partiti fondati sulla legge ferrea dell’oligarchia e le assemblee elettive proporzionalmente rappresentative di queste élite all’interno delle quali si verifica lo scambio del potere) e una visione dell’immediatezza di una democrazia diretta fondata sulla verticalizzazione del potere personalizzato, tagliando fuori quella che era l’antica visione pluralista. Attenzione: verticalizzazione del potere, ripetiamo “ad abundantiam” che contiene in sé gli elementi di inedite forme di controllo non semplicemente “sociali” (com’era un tempo) ma “personali”. Sorge forse da qui la crisi della democrazia liberale: sono anche palesi gli interrogativi che ne sorgono in sistemi sempre più sprovvisti di un consenso di base e con una partecipazione elettorale in picchiata di partecipazione. Intendendo beninteso la partecipazione elettorale quale base minima per verificare il concorso collettivo alla cosa pubblica (e non di più, senza affidare al voto alcunché di salvifico di per sé). Forse sarebbe il caso di tirare diritto e di proseguire nel proporre un agire politico fondato sugli antichi strumenti del partito a integrazione di massa e del Parlamento rappresentativo delle principali sensibilità politiche (“Specchio del Paese”) e di un governo che si forma in quella sede. Ma quest’ultima è soltanto un’opinione espressa da chi ha vissuto davvero un’altra epoca. Quel che è certo che la crisi della democrazia rappresentativa come “fine della politica” non appare più, come si pensava un tempo, un’ipotesi – limite da evocare alla stregua di una provocazione speculativa. Sembra proprio che abbiamo ormai perduto la capacità di indagare sul variare delle “forme”, dei soggetti, dei luoghi della politica nel contesto della post – modernità dell’Occidente dominata ormai dalla relazione tecnica /vita e di conseguenza tecnica / politica nella logica del superamento definitivo del confronto delle idee. Siamo pigri nel cercare di capire cosa ha resistito e cosa è completamente deperito dei tradizionali dispositivi teorici davanti ai mutamenti che hanno sconvolto le figure più familiari dell’analisi politica e sociologica. Una pigrizia che ha portato, ad esempio, a decretare anzitempo la fine dei due soggetti portanti nell’analisi politica del ‘900: le classi e lo Stato Nazionale. Abbiamo ceduto al mito della “società complessa” arrendendoci all’apparente primato della “governabilità” senza vedere quanto restava di ancorato nella società di sopraffazione e sfruttamento del lavoro, dell’ambiente, di genere. Si sono così determinate le basi di quello che dobbiamo continuare a definire come “arretramento storico”. Si sta tentando di imporre una verticalizzazione del potere incontrollato da una sorta di autonomia della “società orizzontale”: un nuovo feudalesimo tecnologico basato su di un impianto esclusivamente individualistico fondato sulla riduzione drastica della rappresentanza politica. Una riflessione in questo senso potrebbe rappresentare anche un primo punto d’inversione di tendenza rispetto all’annunciato declino della democrazia. Si potrebbe cercare di ripartire analizzando quelle che, parafrasando Rosmini, potremmo definire”le sette piaghe della modernità”: guerre, carestie, malattie, choc climatici, la crisi dell’umanità in fuga, sottrazione delle forme codificate di controllo del potere da parte della base sociale, nuovo feudalesimo basato sul rifugio individualistico nell’uso della tecnologia. Un’analisi che dovrebbe però condurre a una definizione di nuova prospettiva alternativa al presente e rivolta al futuro.

Trump e la Siria – Mario Del Pero

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Christian Marazzi: Il fiato corto delle politiche monetarie di fronte alla recessione globale

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Wanted: A Global Green New Deal by Joseph E. Stiglitz - Project Syndicate

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Nella Nadef cambia il linguaggio, non la sostanza

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Milano-Roma: numeri di due città a confronto | F.Babbi e C.Scarpa

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A cosa può servire cambiare le aliquote Iva? | M.Baldini ed E.Giarda

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Quando le tasse diventano un tabù | M. Bordignon

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L’abbandono dei curdi sarebbe stato un errore strategico - Pierre Haski - Internazionale

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Portogallo, il voto premia le sinistre. Al via il Costa bis - Diritti GlobaliDiritti Globali | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

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PIKETTY: IL CAPITALISMO NON È PIÙ IN GRADO DI GIUSTIFICARE LE SUE DISUGUAGLIANZE - nuovAtlantide.org

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L'aggressione dello stato turco contro il Nord – Est della Siria causerà disastri umanitari e comporterà alla rinascita dell'Isis | Global Project

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Annalisa Rosselli: Commento al dibattito Blanchard-Brancaccio

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LA RIEMERSIONE DELLA CRISI DEL CAPITALE E L’ATTUALITA’ DEL SOCIALISMO - Laboratorio

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«BARCOLLO MA NON MOLLO»: IMPRESE RESILIENTI A MILANO - GLI STATI GENERALI

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Elezioni in Portogallo, trionfo per il premier Costa - YouTrend

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Poland votes: Making diaspora voices count | Red Pepper

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The Eurozone’s 2% Fixation by Daniel Gros - Project Syndicate

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Tunisia's Presidential Elections: Global Populism Intrudes on the Tunisian Transition | IAI Istituto Affari Internazionali

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Clima, diversità, ineguaglianza | Doppiozero

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lunedì 7 ottobre 2019

Franco Astengo: Numeri dal Portogallo

NUMERI DAL PORTOGALLO di Franco Astengo Alcune prime considerazioni sparse sull’esito del voto portoghese svolte attraverso un raffronto tra le cifre assolute. La comparazione è stata svolta direttamente tra i risultati delle elezioni del 2015 e quelle del 2019 senza registrare il passaggio verificatosi con le elezioni europee del 2018 nelle quali la partecipazione si era abbassata al punto da rendere poco significative le cifre relative: si era scesi, infatti, da 5 milioni circa di voti validi a più o meno 3 milioni. Domenica 6 ottobre la presenza ai seggi è risalita ma abbiamo verificato il confermarsi di una tendenza alla crescita dell’astensione. Il 4 ottobre 2015, infatti, nelle urne dei seggi portoghesi erano stati depositati 5.206.410 voti validi: quattro anni dopo i suffragi regolarmente espressi sono stati 4.858.332, con un calo di 348.078 unità. In questo quadro risalta ancora di più il successo del Partito Socialista cresciuto da 1.747.685 suffragi a 1.866.407 quindi un incremento reale nei consensi quantificato da 119.722 voti in più. Netta la sconfitta dell’opposizione di centrodestra che arretra cedendo voti in più direzioni: verso i socialisti, verso gli ecologisti moderati di PAN e verso l’astensione. Nelle elezioni del 2015 lo PSD e la CDS – PP si erano presentati uniti conseguendo la maggioranza relativa con 2.086.165 voti. Nel 2019 le due liste si sono presentate separate realizzando il PSDF 1.637.001 voto e il CDS – PP 216.448 suffragi per un totale del centro destra di 1.637.001 voti con una flessione in cifra assoluta di 449.758 suffragi. Una sconfitta molto netta. Vediamo allora il comportamento degli alleati di governo del Partito Socialista. Verifichiamo il presentarsi di un fenomeno di rafforzamento del più forte partito della coalizione: infatti, sia il Blocco di Sinistra sia la Coalizione Democratica comprendente i comunisti (entrambi i gruppi al Parlamento Europeo aderiscono al GUE) arretrano. Il Blocco di sinistra perde 48.405 voti (dal 550.492 a 492.487) la Coalizione democratica flette di 116.793 unità (dal 445.980 a 329.117). Complessivamente l’area di governo cede 35.476 voti affermandosi così sempre più evidente l’egemonia del Partito Socialista che non raggiunge però la maggioranza assoluta. Gli ecologisti moderati del PAN (al Parlamento Europeo aderiscono all’ALDE) incrementano notevolmente il loro numero di voti (si parla di “effetto” Greta: anche se in realtà rispetto alle Europee il PAN ha perduta circa 2.000 voti): in ogni caso da elezione politica a elezione politica l’incremento è stato di 91.714 voti (da 75.140 voti a 166.854 voti). Incremento complessivo anche per tutti i partiti e raggruppamenti che non hanno superato la soglia per accedere al Parlamento (monocamerale. 230 seggi. Nelle circoscrizioni utilizzo del metodo d’Hondt con liste bloccate): da 300.548 voti a 366.466 quindi 65.918 voti in più. In conclusione si può affermare: 1) Crescita dell’astensione rispetto alle elezioni politiche precedenti; 2) Affermazione della principale lista, il Partito Socialista, esponente del governo. Successo ottenuto anche ai danni dei propri partner nella maggioranza, oltre che dell’opposizione di centro destra. 3) Modesta volatilità elettorale ma crescita dell’indice di dispersione (sistema non solidissimo che presto potrebbe essere esposto a sollecitazioni sociali).

The parliamentary election in Poland—the future at stake – Maria Skóra

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domenica 6 ottobre 2019

Def, le analisi sulla Nota: "Il debito calerà solo se l'inflazione sale. Regola Ue non viene rispettata, possibile richiesta di revisione" - Il Fatto Quotidiano

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Andrea Roventini: Una nuova economia a emissioni zero

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Felice Besostri. Lotta alle diseguaglianze e al cambiamento climatico potrebbero essere l’alternativa politica rosso-verde del futuro | Jobsnews.it

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Un modello di analisi della Green economy - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

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How Labour Became “Antisemitic”

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sabato 5 ottobre 2019

La sinistra e il trionfo del liberismo - Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

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Alfonso Gianni. La politica economica del nostro scontento | Jobsnews.it

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Cosa dovrebbe insegnare alla sinistra la lezione del Confederalismo democratico in Kurdistan | Left

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Where Things Stand in Hong Kong

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La guerra nella sinistra spagnola - Jacobin Italia

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Il Piano di Sanders sul lavoro - Jacobin Italia

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venerdì 4 ottobre 2019

Nodi e opportunità dell’economia circolare

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L’agenda per lo sviluppo sostenibile al 2030: Quale ruolo per l’Unione Europea e l’Italia?

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L’economia circolare, quello che serve. Un piano verde per l’Italia

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Scrive Mattia Carramusa:Può un socialista approvare il liberalismo?

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The Crisis of Central-Bank Governance by Lucrezia Reichlin - Project Syndicate

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È vero che Renzi non ha mai aumentato le tasse? | M.Lisciandro e L.Sala

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Italiani, i più furbi d’Europa nell’evasione dell’Iva

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Italia vaso di coccio nella guerra tra Airbus e Boeing

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Vincenzo Visco: «Serviva aliquota unica, pochi spazi ma strada giusta» - nuovAtlantide.org

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Il problema del Pd non è la scissione di Renzi | Insight

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giovedì 3 ottobre 2019

Portuguese elections: Socialists expected to return to power but without a majority – Eunice Goes

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Bernie Isn’t Going Anywhere

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Europe's oasis of social democracy | International Politics and Society - IPS

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Migranti, i dati del Viminale: pochi rimpatri e richieste d’asilo, diminuiti gli sbarchi - Diritti GlobaliDiritti Globali | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

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Il futuro del lavoro è un ritorno all’Ottocento - micromega-online - micromega

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mercoledì 2 ottobre 2019

Nadef. Per la Cgil, segnali positivi ma restano criticità. Per Furlan, Cisl, “troppo debole su crescita e riforma fiscale”. Barbagallo, Uil, “i chiaroscuri restano tutti” | Jobsnews.it

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Crescita continua e crisi del welfare, soluzione cercasi

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“Dove va la Germania?” di Gian Enrico Rusconi - Pandora Rivista : Pandora Rivista

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Looking at Impeachment From the Left

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Una "Nota" di delusione - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

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How France Insoumise Was Reduced to a Protest Vote

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The Spanish Left at War

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Socialist International - Progressive politics For a fairer world

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Patto chiaro, amicizia lunga? - Menabò di Etica ed Economia

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Due obiezioni sull'autonomia differenziata

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Se i profitti delle multinazionali vanno in paradiso

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Mimmo Merlo: La democrazia in 'codice rosso' | La voce

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