introduce il vincolo del pareggio di bilancio nella Costituzione italiana.
Ciò che il premier britannico David Cameron, pur sostenitore dell'austerity,
ha definito "proibire Keynes per legge" :
http://temi.repubblica.it/micromega-online/pareggio-di-bilancio-in-costituzi
one-l%E2%80%99italia-proibisce-keynes-per-legge-gli-usa-no/
Il PD ha sostenuto con fervore questa brillante trovata:
http://www.deputatipd.it/Select.asp?Section=Discussion
Luciano Belli Paci
5 commenti:
Un bel rebus il liberista Camerun che pur deve governare anche !!!
nell'interesse del popolo inglese che suppure stoltamente lo ha
eletto sa che non può farlo senza avere la possibilità di emettere
carta moneta e soprattutto buoni del tesoro cioè credito.
Anche gli USA patria liberista la pensano in questo modo alcuni premi
Nobel come segue.
Luigi Fasce
,
Noi, sottoscritti economisti, sollecitiamo la bocciatura di qualunque
proposta volta ad aggiungere un emendamento alla Costituzione degli
Stati Uniti per inserire un vincolo in materia di pareggio del
bilancio. Mentre il Paese è alle prese con gravi problemi di
bilancio, che vanno affrontati con misure che comincino ad avere
effetto una volta che l´economia sia forte abbastanza da poterle
assorbire, inserire nella Costituzione un vincolo perchè il bilancio
sia in pareggio ogni anno rappresenterebbe una scelta politica
davvero sbagliata. Aggiungere ulteriori restrizioni, come vorrebbero
fare alcune proposte di emendamento sul pareggio di bilancio, quale
un tetto rigido alla spesa pubblica federale, peggiorerebbe
ulteriormente l´emendamento.
1. Un emendamento sul pareggio di bilancio genererebbe effetti
perversi in caso di recessione. Durante le crisi economiche,
diminuisce il gettito fiscale e aumentano alcune spese tra cui i
sussidi di disoccupazione. Questi ammortizzatori sociali fanno
aumentare il deficit, ma limitano la contrazione del reddito
disponibile e del potere di acquisto. Chiudere ogni anno il bilancio
in pareggio aggraverebbe le eventuali recessioni.
2. A differenza delle costituzioni di molti stati che consentono di
ricorrere al debito per finanziare la spesa per investimenti, il
bilancio federale non prevede alcuna differenza tra investimenti e
spesa corrente. Le aziende private e le famiglie ricorrono
continuamente al credito per finanziare i loro investimenti. Un
emendamento che introducesse il vincolo del pareggio di bilancio
impedirebbe al governo federale di ricorrere al credito per
finanziare il costo di infrastrutture, istruzione, ricerca e
sviluppo, tutela dell´ambiente e di altri investimenti vitali per il
futuro benessere della nazione.
3. Un emendamento sul pareggio di bilancio incoraggerebbe il
Congresso ad approvare provvedimenti privi di copertura, chiedendo
poi a stati, enti locali e aziende private di fare ciò che il governo
federale non è in grado di finanziare. Incoraggerebbe inoltre dubbie
manovre finanziarie (quali la vendita di terreni demaniali e di altri
beni pubblici e la contabilizzazione dei ricavi come introiti volti
alla riduzione del deficit) e altri stratagemmi contabili. Le
controversie sull´intrerpretazione del pareggio di bilancio
finirebbero probabilmente dinanzi ai tribunali finendo per affidare
ai giudici la politica economica. Lo stesso accadrebbe in caso di
controversie su come rimettere in equilibrio un bilancio dissestato
nei casi in cui il Congresso non disponesse dei voti necessari per
approvare tagli dolorosi.
4. Le proposte di emendamento sul pareggio di bilancio prevedono
tipicamente delle scappatoie, ma in tempo di pace sono necessarie
maggioranze molto ampie in entrambi le camere per approvare un
bilancio in deficit o per innalzare il tetto del debito. Queste
clausole sono ricette per un empasse istituzionale.
5. Un tetto di spesa, previsto da alcuni degli emendamenti proposti,
limiterebbe ulteriormente la capacita´ del Congresso di contrastare
eventuali recessioni sia tramite gli ammortizzatori gia´ previsti che
con apposite modifiche delle politiche fiscali. Anche nei periodi di
espansione, un tetto rigido di spesa potrebbe danneggiare la crescita
economica perche´ un aumento degli investimenti ad elevata
remunerazione - anche quelli interamente coperti dall´aumento del
gettito - sarebbero ritenuti incostituzionali se non controbilanciati
da altrettante riduzioni della spesa. Un tetto vincolante di spesa
comporterebbe inoltre la necessità, in caso di spese di emergenza
(per esempio in caso di disastri naturali), di altri tagli mettendo
in pericolo il finanziamento dei programmi non emergenziali.
6. Non è necessario un emendamento costituzionale per chiudere il
bilancio in pareggio. Il bilancio non solo si chiuse in pareggio, ma
addirittura fece registrare un avanzo e una riduzione del debito per
quattro anni consecutivi dopo l´approvazione del Congresso negli anni
´90 di alcuni piani di bilancio che riducevano la crescita della
spesa pubblica e aumentavano le entrate. Lo si fece con l´attuale
Costituzione e può essere fatto di nuovo. Nessun altra nazione
importante ostacola la propria economia con un vincolo di pareggio
del bilancio. Non c´è bisogno di mettere la nazione in una camicia di
forza economica. Lasciamo che Presidente e Congresso scelgano le
politiche fiscali e di bilancio migliori per i bisogni e le priorità
della nazione, così come saggiamente pensato dai nostri padri
costituenti.
7. E´ pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo
rapidamente nell´attuale fase economica. I grossi tagli di spesa e/o
gli incrementi delle tasse che sarebbero necessari, danneggerebbero
enormemente una ripresa già di per sé debole.
Kenneth Arrow Stanford University Winner of the Nobel Prize in
Economics and the John Bates Clark Medal, and Past President of the
American Economic Assn.
Alan Blinder Princeton University Former Vice Chairman of the Board
of Governors of the Federal Reserve System and former member of the
Council of Economic Advisers
Peter Diamond Massachusetts Institute of Technology Winner of the
Nobel Prize and Past President of the American Economic Association
Eric Maskin Princeton University Winner of the Nobel Prize in
Economics
William Sharpe Emeritus, Stanford University Winner of the Nobel
Prize in Economics
Robert Solow Massachusetts Institute of Technology Winner of Nobel
Prize in Economics and the John Bates Clark Medal, and Past President
of the American Economic Assn.
Charles Schultze Emeritus, Brookings Institution former Chairman of
the Council of Economic Advisers and Past President of the American
Economic Assn.
Laura Tyson University of California, Berkeley Former Chair of the
Council of Economic Advisers and former Director of the National
Economic Council
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