venerdì 9 marzo 2012

Vittorio Melandri: Il PD partito liberal-socialista? Chi l'ha visto?

IL PD partito liberal-socialista? Chi l’ha visto?



Eugenio Scalfari sul suo “vetro soffiato” da oggi in edicola (su l’Espresso che chiude il 15 marzo), scrive che “il PD deve restare un partito liberal-socialista”.



Se si afferma che il PD deve restare liberal-socialista, in lingua italiana vuole dire che attualmente lo sarebbe… di già!!!



Or bene, con tutto il rispetto che è dovuto ad una persona anziana, e con il di più che è dovuto ad una “personalità” di così chiara fama, e nella piena consapevolezza del mio essere “nessuno”, e non nel senso omerico, ma proprio nel senso letterale del termine, la domanda è la seguente:



Cosa vede, Eugenio Scalfari, osservando il PD?



Forse è influenzato da una concezione “quantica” della realtà, per cui le cose sono “quello che guardiamo noi”, e se non le guardiamo…. non sono, ma, poffarre, chiarito che nel suo “PD-cappuccino”….



…. il caffè-socialismo (riformista, ça va sans dire) coinciderebbe….



con i Veltroni e i D’Alema e i Violante, oggi i Bersani, etc. etc, e si potrebbe rafforzare, solo che il Vendola-caffè si decidesse ad “allungarsi” appunto dentro codesto “cappuccino” ……..



Il latte-liberal, con chi coinciderebbe?



Con i Marini, i Fioroni, i Franceschini, la famiglia Letta, le Bindi, e fino a ieri i De Mita e le Binetti e i convertiti alla Rutelli?



Ma tutti quanti questi, non sono alle prese con “i principi non negoziabili” che gli arrivano belli che impacchettati da oltre Tevere?



E nei “principi non negoziabili” qualcuno mi spiega cosa c’è di liberal?



Scalfari chiama a testimoni “Turati, Gobetti, il socialismo dei fratelli Rosselli, il liberal socialismo di Guido Calogero, e infine Norberto Bobbio, Piero Calamandrei e Galante Garrone” ….. e il P.d’A. tutto quanto…. ma cosa diavolo hanno in comune tutti questi con l’impianto del PD desiderato dal fondatore de la Repubblica, a parte appunto le “visioni” di Eugenio Scalfari?



Forse sono impertinente ma, francamente trovo che il ritorno al “cappuccino” di Scalfari, sia ad un tempo un utile chiarimento, circa i suoi desiderata, ma anche una toppa peggio del buco rispetto alla sua capacità odierna di cogliere la realtà di un Partito, che resta concepito male e partorito peggio, e rispetto al quale bastava una semplice “amniocentesi” per decidere di ricorrere subito alla 194.



Vittorio Melandri

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