mercoledì 7 marzo 2012

Lettera aperta ai socialisti del PSI

Care Compagne, cari Compagni,
sono ormai conosciute le linee guida delle futura nuova legge elettorare
facendo emergere chiaramente la soppressione scientifica di tutte le formazioni
politiche che non supereranno almeno il 5% dei voti.
Conseguentemente il PSI sarà inevitabilmente cancellato dalla scena politica
del paese.
Per non disperdere storia, cultura e valori del socialismo s'impone una nuova
strategia finalizzata all'affermarsi di questi valori in forme e modi più attuali
nel contesto sociale ed economico che drammaticamente sta vivendo il paese.
Sappiamo perfettamente che Voi, come noi,desiderate realizzare un forte
cambiamento del modello economico e della struttura sociale in cui viviamo e
sappiamo pure che per operare questo cambiamento non si sfugge,
ne si può eludere la urgente necessità
di costruirci una nuova dimora che sia soggetto politico unitario della sinistra
ispirato ai valori socialisti ed aderente al PSE.
Noi abbiamo già intrapreso questa strada intravedendo in SeL lo strumento
per realizzarla.
Il periodo storico, la stagione di contrapposizione ideologica con i comunisti
si è esaurita dopo la caduta del muro di Berlino con il fallimento storico del
comunismo e la successiva destrutturazione del PCI come partito storico
della sinistra italiana. Nel frattempo , per ragioni tutte italiane, l'eccessiva, e
spesso spregiudicata, allenza con la D.C e la vicenda conosciuta col nome
di "tangentopoli" , si è visto il dissolversi pure del PSI con un seguito ed una
ed una credibilità ridotta ai minimi termini.
A fronte di una destra economica che attraverso il governo Monti sta devastando
l'intero paese, abbiamo una destra politica ed un cosidetto terzo polo che svolgono
bene il loro "lavoro" ed una sinistra divisa fra la posizione del P.D condizionato
da forti presenze interne di stampo conservatore e cattolico tendenti a privilegiare
i rapporti con i moderati e la chiesa, e la posizione di SeL ( che pur non priva
di migliorabili difetti ) privilegia con forza il rapporto col mondo del lavoro, si batte
per lo sviluppo dei diritti sociali e civili, ed è garanzia di fedeltà ai programmi
socialisti e laici. Questa divisione gioca a favore della destra e dei poteri finanziari.
Ed è qui che stà il risorgimento socialista facendosi promotore ed attore primo
per la costruzione di quel nuovo soggetto politico in grado di contrastare prima
e battere poi l'attuale regime imposto dalle destre economiche e politiche.
Con l'imminente varo della legge elettorale non si sfugge da questa
scelta salvo accettare il ruolo di accattoni che vanno a pietire le briciole
( e solo per alcuni ) dai grossi partiti.
Noi riteniamo, a ragion veduta, che l'approdo migliore per realizzare tutto
questo sia in SeL ove sicuramente i socialisti troveranno il clima per dare
il loro apporto per la costruzione del nuovo partito della sinistra a favore dei
giovani, dei lavoratori, delle donne e dei più deboli.
Compagne e Compagni vi attendiamo per assolvere assieme questo compito
che la storia ci assegna e per realizzare assieme questo grande progetto.
Fraternamente.

Seguono le firme :





1. Giorgio Righetti - Verona
2. Giuseppe Giudice - Potenza
3. Vincenzo Romano - Lecce
4. Mario Francese - Aversa (CE)
5. Fabio Mischi - Piombino (LI)
6. Franco Maltinti - Livorno
7. Luciano Montauti - Livorno
8. Francesca Baggiani - Livorno
9. Maurizio Berni - Livorno
10. Vinicio Guerrieri - Livorno
11. Alessandro Paolini - Livorno
12. Massimo Franzon - Livorno
13. Livio Pacini - Livorno
14. Franco Marianelli - Livorno
15. Erika Montauti - Livorno
16. Giuseppe Scannapieco - Livorno
17. Luciano Conti - Livorno
18. Gianluigi Rizzon - Padova
19. Flavio Merlo - Bassano del Grappa
20. Aldo Isalberti - Verona
21. Vittorio Pasquetto - Verona


Firmano l'appello anche i Compagni Roberto D'Ambra e Ottavio Herbstritt di
SEL Livorno, con la richiesta di aggiungere la sottostante nota:

Il problema non è di individuare "una nuova strategia finalizzata
all'affermarsi di questi valori in forme e modi più attuali nel contesto
sociale ed economico che drammaticamente sta vivendo il paese", perché
questa strategia la sta perseguendo SEL sin dalla sua fondazione. Semmai c'è
da dire che la strategia va messa in atto.
In questi anni noi socialisti in SEL abbiamo lavorato per dare un contributo
in tale direzione, valorizzando il "seme" socialista ( per riprendere il
discorso di Vendola al congresso fondativo di Firenze) e guardiamo con
soddisfazione al processo in corso all' interno di SEL per un approdo del
partito alla famiglia socialista europea attraverso un ampio dibattito che
coinvolga gli iscritti e tutti coloro che guardano a SEL e a Nichi Vendola
come speranza della Sinistra.
In questo quadro si tratta naturalmente di collegare la sinistra italiana
alle più significative esperienze europee (in primis PSF e SPD) per la
costruzione, a livello continentale, di un' alternativa politica e di
modello sociale al sistema di potere neoliberista, mescolando, come dice
Vendola, riformismo e radicalismo.
E' dunque evidente che i socialisti ancora rimasti in questo psi (ben poco
alternativo al neoliberismo...)possono invece trovare dentro sel la loro
casa, contribuendo al lavoro, insieme a compagni provenienti da altre
culture di sinistra e da quella ambientalista, per il progetto alternativo
comune, chiaramente legato alle antiche comuni radici, progetto che
richiama, in definitiva, quel riformismo rivoluzionario che fu del grande
Riccardo Lombardi.
AVANTI INSIEME COMPAGNI!.

4 commenti:

Maurizio ha detto...

e se tutti i socialisti di Sel rientrassero nel Psi e con altri (Sinistra
socialista) che sono rimasti nel Partito e facessero una battaglia politica
per cambiare l'attuale dirigenza? Poichè voglio cambiare l'attuale dirigenza
del Psi, stando nel partito, non aderirò a Sel. L'esperienza che ho avuto a
Bergamo, ai tempi Sinistra E Libertà, si chiamava così e non era di
Vendola!, mi ha suggerito di rimanere nel Psi.
saluti socialisti Maurizio Quirico.

marco ha detto...

chiedere di costruire insieme una nuova forza politica socialista a sinistra
del PD è un conto e potrebbe essere un'idea (per altro tramontata con Sinistra
e Libertà per colpe che non volglio ricordare). Chiedere l'annessione a SEL
(partito che non è socialista, non aderisce al PSE e all' Internazionale
socialista) è quantomeno vergognoso!
Il problema che noi abbiamo con SEL qui in Puglia (ad esempio) è il fatto che
tra tutte le forze di sinistra è l'unica forza politica che non è un Partito e
non ragione come un partito. Vi è questo continuo rapporto con il "capo
carismatico" che viene interpellato anche quando si tratta di "spostare uno
spillo". E' una cultura che non il socialismo non ha nulla in comune.
Grazie Compagni. Rebus sic stantibus, ad ognuno la propria strada.
Marco Ligori (PSI - Federazione di Lecce)

felice ha detto...

Il gruppo di lavoro costituito in seguito all'appello del GdV del 24/25
settembre 2011 e che comprende il GdV, il Network per il Socialismo Europeo,
Lega dei Socialisti e Movimento di Azione Laburista ha in animo di organizzare
una celebrazione della Fondazione 120 anni fa del Partito dei lavoratori con 2
parole d'ordine provvisorie "Ricominciamo da Capo" e " Riproviamoci ancora" .
Nessuna delle formazioni politiche esistenti è in grado di assorbire le altre.
Occore un processo di rifondazione, dove ciascuno porti il meglio dei filoni
ideali storici del 19° secolo. Nel discorso di Livorno, che rovesciò le sorti
di quel congresso Turati, da socialista, fa un preciswo riferiemnto al
Manifesto dei Comunisti di Karl Marx. Rosa Luxemburg si colloca sul crinale tra
socialismo e comunismo, comunque il suo maggior studioso ed epigono è il
socialista Lelio Basso. Il Socialista Edgar Morin ha detto come dovrebbe essere
la sua sinistra socialista, comunista, libertaria e ambientalista. Ovviamente
non si tratta di una impossibile sintesi di socialdemocrazia e comunismo
soviertico, ma di ispirazione ideale. La proposta alternativa al socialismo
democratico è fallita ufficialmente nel 1989, la socialdemocrazia invece fino
al 1999 in Europa Occidentale , in particolare nela UE a 15 aveva raggiunto
l'apice dei suoi succesi elettorali. Da allora il declino elettorale, con segni
ancora deboli di ripresa in paesi di taglia media Danimarca, Norvegia e
Croazia, o piccola Islanda ovvero nei Laender tedeschi e prevista in
Slovacchia,ma controbilanciati dalle sconfitte in Portogallo e Spagna e da
quella annunciata in Grecia. Tuttavia nella grande maggiranza dei paesi europei
resta il partito affiliato al PSE il perno di ogni alternativa di governo, come
sta dimostrando la Francia e con alta probabilità la Germania nel 2013. A parte
la Gran Bretagna, finché c'è il maggioritario uninominale a un turno, la
riconquista del potere da parte della sinistra è possibile con variegate
coalizioni rosso-verdi o rosso-rosso verdi, con a capo il PARTITO SOCIALISTA
DEMOCRATICO.
Per questa ragione il rapporto della sinistra italiana con il PSE è
essenziale e prioritario.anche se non esclusivo, perché come richiesto dal GdV
e dal NSE occorre trasformarlo in un vero partito europeo transnazionale e non
essere più un mero coordinamento di gruppi dirigenbti nazionali, cjhe non
coinvolgono il complesso dei loro iscritti. Le lezioni dividono invece di
unire. Dobbiamo fare una proposta che abbia come orizzonte temporale le
elezioni europee del 2014, quando il PSE presenterà un candidato alla
presidenza della Commissione Europea, allora sarà chiara la scelta o si
aderi8sce o si sabota. Già ora è possibil partecipoare alla selezione della
candidatura,anmche se non si è membri a pieno titolo del PSE, purché non contro
il PSE o suoi partiti nazionali. Un cambio può essere introdotto con un peso
maggiore della sinistra italiana nei PES Activists, il cui numero potrebe
aumentre se si iscrivono gli ex DS e l PSI promuovesse le Sezioni
Internazionali, xche al momento esistono solo in Lombardia.

giorgio ha detto...

Di una cosa siamo certi, che la "Lettera ai Socialisti del PSI" ha aperto
una seria discussione sul SEL o non SEL, PSI o non PSI, non solo sul blog
del Circolo ma anche sulle pagine di altri siti o blog.

Ci giungono contributi di ogni orientamento, chi è contro, chi è a favore,
chi è così così e anche contributi della serie "che me ne frega il problema
è vostro".

Possiamo già cominciare a catalogare gli interventi.

Partiamo dai favorevoli: questi sono Compagni/e che già hanno fatto la
scelta e si uniscono allo spirito della lettera.
Per i contrari le motivazioni sono diverse. Alcuni affermano di petto che
con i comunisti non ci si può stare; qualche altro si schiera dalla parte di
chi afferma che un Socialista può stare solo in un partito del PSE, un terzo
gruppo si schiera con quelli che pensano che e meglio morire PSI che vivere
Socialisti. C'è poi l'altro gruppo che pensa che la collocazione finale del
PSI sia nel PD.

Gli altri due gruppo sono insignificanti in quanto non danno spunti di
conversazione o confronto.

Pochi trattano il problema con l'idea che qualcosa questo PSI dovrà pur fare
e che una decisione prima delle prossime elezioni la dovrà pur prendere.

Ebbene, si critica SEL perché non ha ancora aderito al PSE, dimenticando che
il PSE prima di accettare nuovi adepti fa far loro l'analisi del sangue.
Negli ultimi mesi sono stati molteplici gli incontri tra i dirigenti di SEL
e i dirigenti del PSE.
SEL non è il PD. Il gruppo parlamentare europeo del PSE per accogliere i
parlamentari del PD ha cambiato denominazione. SEL non entrerà nel gruppo
parlamentare, ma nel PSE e la differenza è sostanziale.

Un paio di anni orsono il tentativo di fare un nuovo partito della sinistra
(Sinistra e Libertà) non è stato fatto crollare da SEL, ricordiamocelo. In
quel abbozzo di nuova entità le condizioni erano pari, ognuno con il proprio
bagaglio storico ma con due diversi leader, di (molto) diverso spessore.

Con la "lettera ai Socialisti del PSI" abbiamo voluto, e vogliamo,
semplicemente ricordare ai Compagni che guardano avanti, che Socialisti si
può essere anche in un partito diverso da uno che di storico ha solo il
nome. Tutto li.

Avanti!

Giorgio Righetti