venerdì 31 dicembre 2010

Claudio Bellavita: Peccato per Vendola

Aveva destato tante speranze, aveva vinto contro le burocrazie dei partiti implosi in se stessi, parlava un linguaggio diverso, entusiasmava i giovani. Anche lui sta per finire il suo volo, abbattuto dalla ferrea ostinazione della FIOM, il movimento bertinottiano del no sempre, a prescindere, che dopo ogni sconfitta fa una fuga in avanti per cercare di coinvolgere sempre più gente nei suoi disastri. Sarà battuta al referendum, dopo farà uno sciopero generale di categoria per protestare contro quelli che non hanno votato come voleva FIOM, poi farà il suo sindacato confederale, per staccarsi dalla CGIL che ha rifiutato di seguirla in uno sciopero generale suicida, e gli ha fatto l'estrema offesa di nominare segretario generale la Camusso , che fu estromessa dalla FIOM di Sabatini perche non era abbastanza massimalista, non senza vari tentativi di processi popolari.
Infine, attuando la cinghia di trasmissione al contrario, si metterà in politica, alla guida della sinistra del no, tante parole, tante lagne, nessun progetto, ma no a tutto. No a vedere cosa succede nel mondo nel settore auto, no alla TAV, no agli inceneritori e alle discariche: tra 10 anni Torino come Napoli, no alle tangenziali e alle metropolitane. no anche alla produzione di auto in FIAT, perché inquinano, e come si permette Marchionne di fare produrre dei SUV proprio a Torino, dove ci siamo noi, così ecologisti. Manterremo l'occupazione a Mirafiori facendo coltivare cardi gobbi, così daremo uno sbocco equosolidale ai pescatori peruviani che svendono le loro acciughe. A Mirafiori si faranno vasetti di bagna cauda, da vendere in val di Susa, ovviamente a prezzo politico.
Peccato anche per Passoni, ci sarà anche il no alle primarie, inquinate dall'inaccettabile presenza di un Fassino che si permette di criticare la sacra FIOM e va scomunicato. Alle comunali si presenterà la lista del no a Fassino, con l'obiettivo di cedere il comune a Lega e PDL.
Grazie, compagni, siete sempre quelli che ha fatto cadere l'unico governo decente della seconda repubblica per una impuntatura di cui nessuno ricorda più le ragioni. Siete sempre quelli che han fatto fare 35 giorni di sciopero senza un'ombra di cassa di resistenza e senza verificare cosa ne pensavano in fabbrica, per una difesa di principio di 61 contigui al terrorismo. No anche a fare inchieste in fabbrica, il nostro tempo lo dobbiamo occupare al gioco di chi è più di sinistra di chi

4 commenti:

carlo ha detto...

Ma qualche anno fa Marchionne non era a detta di molti a sinistra 'l'imprenditore illuminato'? Oggi e' messo sul patibolo, per lui pollice verso. Ieri come oggi, Marchionne fa il suo mestiere per il quale e' profumatamente pagato al pari di Paolo Scaroni ad dell'Eni che in fatto di 'Ordine Produttivita' e Profitto' la pensano esattamente allo stesso modo. Con la sola differenza: la Fiat-Chrysler fa notizia, riempie le pagine dei giornali, l'Eni e il suo modello di lavoro, no, sfugge ai riflettori dell'informazione: sia che si tratti appunto di relazioni sindacali, di modello di lavoro in azineda, sia di 'affari' internazionali piu' o meno chiari e puliti. E soprattutto, visto che e' un grande gruppo ancora pubblico, l'azionista di maggioranza e' il Tesoro, nessuno si e' mai preso la briga di analizzare i suoi conti, come spende i soldi in gran parte pubblici, nelle sue diverse societa'. Marchionne e Scaroni - da posizioni di potere diverse - comunque fanno il bello e il cattivo tempo avendo sempre la possibilita' di attingere alle casse dello Stato e senza che quest'ultimo sia mai in grado di imporre linee di politica industriale finalizzate all'interesse collettivo. Insomma, privatizzare i profitti e socializzare le perdite e' un giochetto neanche troppo sofisticato e complicato. Quel che e' disarmante e' che a fronte di un disegno imprenditoriale fatto di poche e semplici 'regole' o diktat riassumibili in 'profitto e produttivita' uber alles', i sindacati e la sinistra in generale balbettano e cincischiano oscillando tra due opposte derive: o in nome della partecipazione (!?) e di qualche centianaia di euro in piu', accettano e firmano tutto oppure in nome di 'uno sfruttamento' (!?) a prescindere, rifiutano e non firmano mantenendosi le mani libere. Due linee che poco, pochissimo si sposano con una linea riformatrice che incide sulle condizioni di lavoro e di vita (qualita' e salute) delle persone portatrici sia di adeguata e giusta retribuzione sia di altrettanto adeguata e giusta aspirazione ad una condizione di vita civile e dignitosa. Insomma, quella visione riformatrice che a suo tempo porto' allo Statuto dei Diritti dei Lavoratori, all'acquisizione di un salario dignitoso e alle 150 ore di formazione continua, alla costiutuzione dei consigli di fabbrica e disposizioni in materia di igiene e salute sul posto di lavoro. La vertenza dei '35 giorni' e la marcia dei '40 mila' del 1980 non sono servite a nulla: la lezione riformatrice interpretata in quei giorni caldi da Bruno Trentin, e' stata messa in soffita quasi subito...E perche' oggi stupirsi e stracciarsi le vesti di fronte al 'no' opposto dalla Fiom senza uno straccio di proposta alternativa, senza un progetto alternativo a quello scontatissimo del 'padrone illuminato'? Un film gia' visto con tutti i suoi rituali, una scenaggiatura vecchia...

Anonimo ha detto...

analisi in buona parte condivisibile, il discorso FIOM meriterebbe una riflessione più ampia anziché il solito corteggiamento elettorale.

vito ha detto...

Questo è un gioco solo per i fortunati che una catena di montaggio in vita loro l'hanno vista solo in televisione.
Per il resto:
.1 Liberi di considerare un pirla (ex ministro della Giustizia) che dichiarava al telefono entusiasta: "siamo proprietari di una Banca" il nuovo che avanza. Sarà un problema dei torinesi, che mi pare si fossero orientati diversamente.
.2 Sulla TAV in val di Susa e sul corridoio V sussistono leggittime perplessità persino da parte di Think Tank (lavoce.info non certo di Sinistra). Ci vorrebbe un piano nazionale delle infrastrutture e una analisi basata su priorità e ragionevoli e non insensate previsioni di crescita del traffico merci.
.3 Se discariche e inceneritori sono soluzioni futuribili per lo smaltimento dei rifiuti vi faccio molti auguri. Se poi a fare gli inceneritori è la Fam. Romiti (Fibe) dovreste già sapere come potrebbe andare a finire.
Novara - Piemonte - con il 70 % di raccolta differenziata dimostra che soluzioni diverse sono attuabili, ecologiche e vantaggiose economicamente.
.4 Quando gli altri grandi produttori di auto investono nell'auto ecologica la Fiat sceglie di fare SUV! Bisonti che per un Paese ricco di centri storici come il nostro è come far pascolare una mandria di bisonti su delle mulattiere. Ma da una azienda che ideato la "Palio" e la "Duna" c'è da aspettarsi di tutto.
.5 Alla fine dovranno decidere i lavoratori perchè in fabbrica ci vanno loro. E nessuno deve arrogarsi il diritto di suggerire risposte pseudointelligenti e soprattutto non richieste.I lavoratori sapranno scegliere da soli e da soli purtroppo sopporteranno l'onere delle loro scelte, visto che il PD, more solito, non si capisce bene da che parte stia. Infine lasciare che un'azienda scelga chi debbano essere i propri interlocutori non è democratico e costituirebbe un pessimo precedente. Un modello avanzato di sviluppo e di relazioni industriali è possibile. Non ha però nulla a che vedere con il Perù, la bagna cauda, i cardi juventini e gli scambi equi e solidali.
Centra molto con il rispetto per gente che, si sia d'accordo o meno, alla catena di montaggio ci dovrà stare davvero.
Gingillarsi con le statistiche sulle pause in questo momento è l'ultimo dei contributi che si possano dare a una discussione seria sul duro lavoro di fabbrica, e sulla solidarietà che a tutti quei lavoratori dobbiamo per loro sofferte scelte, quali che siano. Se otto ore vi sembran poche............
Auguri a tutti Voi,

va

claudio ha detto...

infatti a me è piaciuta di più la poesia di Cardarelli. Anche se sono più revisionista di GdL...
Vedi, qualunque trattativa sindacale contiene elementi di ricatto, che c'è anche quando il sindacato aspetta di proclamare uno sciopero alla vigilia della fine di una commessa che se non consegnata comporta forti penali, oppure quando i poveri braccianti impedivano la mungitura delle mucche che dopo 5 giorni cominciavano a morire. I lavoratori pagano i sindacalisti perché facciano una attenta valutazione delle forze e dei rischi, delle possibili solidarietà e negatività, di cosa succede nel resto del mondo, e poi vengano a riferire in assemblea per le decisioni. Ci sono invece sindacalisti che ritengono di essere l'avanguardia rivoluzionaria e se si perde tanto meglio, gli operai saranno più incazzati. Metodo trozkista che era penetrato piuttosto profondamente nelle Trade Unions.
Nel caso di Torino, non so delle assemblee, ma non ci voleva una grande scienza per capire che la città non può sopportare la chiusura della FIAT, che gli impianti di Mirafiori sono in gran parte da cambiare e in questi casi costa meno fare uno stabilimento nuovo (l'unica arma che avrebbe la città è bloccare lo sviluppo urbanistico dei terreni, ma si tratta di perdere un guadagno futuro, questo non incide sui bonus di Marchionne) . Infine la FIOM di Torino doveva anche sapere di essere piuttosto impopolare nel sindacato, da più di 30 anni, quando non fece autocritica per il disastro della marcia dei 40.000 (che anche se erano 28.500 non cambia, han sfilato sotto le mie finestre per una montagna di tempo), E adesso si trova anche con una segretaria generale CGIL estromessa da FIOM per mancato estremismo..
Infine, tra le controparti, c'è da considerare che oggi il secondo azionista FIAT è il sindacato USA, che ha messo a rischio il fondo pensioni e il TFR dei suoi lavoratori.
Tutto questo premesso, due sere fa parlavo con l'ex segretario dei tessili e poi della CdL di Biella che mi diceva di aver firmato accordi ben peggiori per evitare la chiusura di uno stabilimento laniero nei momenti di crisi.
Ma quello che mi preoccupa non è la fuga in avanti tradizionale di questa FIOM, ma i suoi riflessi politici, che vanno a rinforzare la sinistra bertinottiana rispetto a quella di SeL. Che la Federazione delle sinistre passi dal 2 dei sondaggi al 5 sembra irrilevante, ma potrebbe far saltare il comune. E che Sel scenda sotto il 5 mi elimina l'alternativa Vendola all'implosione del PD. Arrivare a tenerci Berlusconi anche quando sarà in terapia intensiva, come è successo con Franco e con Tito non mi sembra il massimo,