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mercoledì 12 settembre 2012
Peppe Giudice: Il mito della sinistra unita
Giuseppe Giudice
Il Mito della Sinistra Unita a prescindere
E' un residuo di Frontismo. I Fronti popolari, negli anni 30 nacquero per contrastare l'avanzata di fascismo e nazismo: erano alleanze puramente difensive che si dissolsero quando Stalin fece il patto di non aggressione con Hitler. In Italia abbiamo avuto un Fronte Popolare a scoppio ritardato, anche perchè in Italia c'era il fascismo negli anni 30 e socialisti e comunisti erano in esilio o in prigione. E del resto Nenni e Morandi effettuarono la scelta frontista per timore di rigurgiti fascisti e perchè convinti che la vittoria dell'URSS avrebbe favorito l'evoluzione democratica del comunismo finendo per superare le ragioni della scissione del movimento operaio. La storia andò in benaltra direzione ed ebbero ragione Riccardo LOmbardi e Fernando santi che si opposero strenuamente alle liste comuni con il PCI. Nenni si rese conto dell'errore dopo il 1956 che rese manifesta la irreformabilità del comunismo reale. E comunque il frontismo fu un errore fatale che regalò la centralità politica alla DC e rese impossibile la democrazia dell'alternativa. La caduta della II Repubblica ha queste radici.
Riproporre oggi uno schema del genere significa ignorare le dure repliche della storia. L'alternativa di sinistra che proponeva Lombardi era altra cosa. Presupponeva una egemonia non partitica ma culturale socialista. Come l'esperienza di Mitterand in Francia: l'alleanza tra socialisti e comunisti vince con una chiara egemonia socialista politica e culturale. Se non fosse stata connotata di integralismo , l'idea di Craxi dell'Unità Socialista (al posto dell?unità della sinistra) era la strada da seguire. Dopo il 1989 non ha senso proporre politiche frontiste. La Unidad Popular cilena avviene in un contesto radicalmente diverso dove il discorso centrale era la emancipazione dall'imperialismo americano. E comunque era una coalizione a guida socialista. Il fallimento storico del comunismo costringe a rivedere radicalmente i paradigmi su cui il frontismo si è costruito. Una sinistra credibile è quella che ha preso atto delle dure repliche della storia ed ha fatto la sua Bad Godesberg (abuso di questo termine ma è giusto per dare l'idea)_ non la Bolognina in cui l'americanismo cancella indifferentemente sia socialismo che comunismo. Come hanno fatto gli ex maoisti olandesi che si sono chiamati socialisti non a caso (ed hanno fatto la loro Godesberg) e che mi auguro possano avere un buon risultato (in quanto i laburisti olandesi sono l'ultimo residuo della infezione blairiana nel Pse.). In Italia c'è ancora chi pretende di rifondare il comunismo. E siccome non è rifondabile il neocomunismo si fonda su una identità in negativo che è l'antagonismo, la sinistra di pura protesta (come è pure Melalchon in Francia). Oggi in Italia non esiste affatto una situazione simile a quella francese o a quella tedesca. Veniamo da vent'anni di antipolitica e cazzate varie. E tutto questo ha un peso enorme sulla situazione concreta. L'asse PD-SEL (ma con dentro il Psi - ma mi auguro che non candidino Nencini - ed un pezzo della stessa FED -Salvi, Pdci) è lontano da quello che sarebbe necessario (soprattutto per le gravi contraddizioni del PD) ma è l'unico terreno, oggettivamente nelle condizioni date, su cui si potrebbe innestare un albero socialista e di sinistra si governo. Allearsi con un Ferrero, rimasto isolato anche nella Fed signifiva continuare a far professione di infantile minoritarismo. O peggio significa mettersi al carro del para-fascismo di Di Pietro e del panzdemocristiano Belisario. Occorre invece lavorare nell'asse PD-SEL-Psi -mezza Fed per far emergere una linea culturale e politica socialista e di sinistra di governo. E sostenere con argomenti socialisti la candidatura di Vendola alle primarie.
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