lunedì 6 febbraio 2012

ECOSOCIALISTI : ordine del giorno conclusivo dell’incontro del 5 febbraio a Roma | Ecosocialisti

ECOSOCIALISTI : ordine del giorno conclusivo dell’incontro del 5 febbraio a Roma | Ecosocialisti

4 commenti:

andrea carugati ha detto...

Andrea Carugati sull'Unità



Vogliono "ri-orientare" il Pd. Spostarlo a sinistra. Agganciarlo definitivamente al socialismo europeo. E insieme ai partiti fratelli provare a cambiare il volto dell'Europa delle Merkel, dei Sarkozy, delle lettere della Bce, dei "sacerdoti di Francoforte che vogliono imporre la loro idea di modernità a senso unico". Critici verso Monti, definito "moderato e liberale", Eppure consapevoli che, per ora, il Pd non può far altro che sostenere il governo tecnico. Ma nel frattempo, avvertono, deve costruire il dopo. Un dopo che deve giocoforza liberarsi della tecnocrazia e investire decisamente sul cambiamento. Ma che va preparato subito. Perché, come ha avvertito l'ex leader Cgil Epifani, "il governo tecnico rischia di travolgere i partiti. E noi dobbiamo fare qualcosa per aiutare il Pd a uscire da questa situazione" senza rompersile ossa. Ne hanno discusso ieri a Roma, al centro congressi Cgil di via dei Frentani, alcuni esponenti del Pd.

andrea carugati ha detto...

All’appello dei promotori, Sergio Gentili, l’ex coordinatore Ds Pietro Folena e il presidente della Fondazione Di Vittorio Carlo Ghezzi, hanno risposto, tra gli altri, l’ex leader della Cgil Guglielmo Epifani, il responsabile Economico Stefano Fassina, la segretaria generale dello Spi Carla Cantone e il governatore della Toscana Enrico Rossi (fermato dalla neve).

In sala si mormora della nascita della nascita di una nuova area Pd a forte trazione laburista, che farebbe capo proprio ad Epifani. Ma i promotori smentiscono: «Non siamo qui per fare la 19esima corrente», chiarisce subito Folena. «Vogliamo costruire un laboratorio, unire nel Pd chi ha l’ansia di trasformare la società, di tramutare l’indignazione in politica». Folena parla dei «gravi errori» prodotti a sinistra dall’«illusione liberale» e chiede più coraggio: «Se Hollande dice che il vero avversario è la finanza può dirlo anche il Pd». «Altro che lettera della Bce», insiste l’ex coordinatore Ds. «Il nostro obiettivo è un patto politico tra i socialisti per cambiare l’Europa».

L’altro tema chiave è la natura del Pd, e il suo rapporto con il governo Monti. Epifani non lesina critiche: a partire dall’articolo 18 («È falso dire che frena gli investimenti stranieri e la crescita») e dalle pensioni: «Il contributivo puro è un errore, sbagliato anche alzare le accise sulla benzina».

Carlo Ghezzi spiega che il nascituro gruppo «ha l’obiettivo di ri-orientare il Pd, di farlo diventare una forza che si oppone al neo-liberismo». «Dopo aver invitato Hollande, Bersani deve andare avanti senza timidezze, e senza subire ricatti». Altri parlano della necessità di «scuotere il partito dal suo torpore», di «ricordargli la sua funzione sociale». L’ex leader Cgil la mette così: «Il governo tecnico è un’anomalia che rischia di far male alla democrazia e di travolgere i partiti. Noi vogliamo fare qualcosa per far uscire il Pd da questa situazione, e preparare il “dopo Monti”». La ricetta di Epifani parte dal lavoro: «Oggi il Pd sembra più uno spazio pubblico che un partito. Per diventare un partito deve discutere e poi scegliere una linea. All’ultimo Forum sul Lavoro qualcuno si è lamentato per l’assenza degli imprenditori. Che senso ha? Il Pd deve partire sempre dai più deboli».

Anche Fassina benedice il nuovo “laboratorio”: «Dobbiamo lanciare una controffensiva culturale forte contro le idee liberiste che ci hanno portato al disastro e che anche oggi vengono portate in trionfo dagli editoriali di Alesina e Giavazzi sul Corriere, gli stessi da 20 anni...». «Anche tra noi- dice- c’è chi pensa che la modernità dei “sacerdoti di Francoforte” e la tecnocrazia siano l’unica strada possibile e che il compito della sinistra sia far accettare alla gente le scelte impopolari». «Io invece dico che il compito dei progressisti è orientare il cambiamento, ribaltare questa lettura, altrimenti abbiamo già perso in partenza...».

Fassina non risparmia critiche a Monti. «C’è un rapporto di sufficienza con le parti sociali, il dialogo viene ritenuto sostanzialmente inutile, un atto di buona educazione per limitare i conflitti. Anche il Parlamento, in fondo, viene ritenuto inutile, e i partiti corporativi...». «Questo è un governo di emergenza che bilancia interessi contrapposti tra le forze che lo sostengono. Dobbiamo starci, ma con la schiena dritta. E se sul lavoro il governo sposa la linea della destra per noi diventa insostenibile».

lanfranco ha detto...

questa iniziativa è un segnale che nel pd la sofferenza sta aumentando
perchè in molti si accporgono che il governo monti è come un cappio al
collo.

sandra ha detto...

«Se Hollande dice che il vero avversario è la finanza può dirlo anche il Pd». Potrebbe, ma tacere sembra una sua regola interna. Un vecchio imprinting duro a venir meno? far silenzio su cose anche importanti per difendere cose ancora più importanti? E quali sarebbero le cose tanto più importanti per le quali il Pd si batte col silenzio ufficiale? Il look alle prossime amministrative? E' che il Pd persi tutti i riferimenti non sa più chi è, ridotto a un ibrido riesuma il pentapartito anno del Signore 2012. La voglia di socialismo io non ce la vedo per niente. Semmai la voglia, il bisogno sì di smuovere il Pdì, di farlo sopravvivere: con una cura adatta, soprattutto "europea", il cui nome in italiano è di pronuncia ostica.
Certo, il Socialismo c'è, ed è rimasto tale e quale: quanto a principi regole obiettivi.
Qua finiamo a vendere arance per raccogliere fondi da inviare agli organizzatori di gruppi di mutuo aiuto della "società civile".