con tali modifiche si cancella l'impostazione socialdemocratica che
assegna un ruolo di regia e di garanzia allo stato in campo
economico producendo una modificazione genetica della costituzione in
senso liberista correlandola positivamente all'insieme di leggi
liberiste già passate in parlamento non solo da Berlusconi ma anche
da Prodi (gli articoli 41 - 43 in questione fanno parte del titolo
terzo parte economica e dopo queste modifiche - che non dobbiamo fare
passare - ne arriveranno altre per sterilizzare totalmente la
costituzione in senso totalmente liberista con il solito privilegio
(che ben poco ha a che fare con la competizione di puro stampo
liberista) di tutto il business complessivo della chiesa cattolica e
suoi annessi e connessi.
Oggi al Gruppo di Volpedo a ho proposto di promuovere il comitato
per la difesa dell'art.41, che possiamo estendere, tanto per
cominciare anche all'art.43. La proposta è passata con il totale
assenso dei presenti.
Di seguito porto a conoscenza al GdV e lista Rosselli questa
devastante proposta del governo Berlusconi.
Confido che la proposta del comitato per la difesa dell'art.41-43
trovi il consenso anche del Network per il socialismo europeo.
Produrrò quano prima una bozza di appello che dopo dibattito si
potrà redigere nella stesura definitiva da portare in primo luogo al
convegno di Livorno per poi divulgarlo in tutte le sedi possibili.
Un fraterno saluto.
Luigi Fasce
A: garbatellarossa30settembre@yahoogroups.com
Da: Lanfranco Turci
Data invio: Sat, 5 Feb 2011 19:31:26 +0100
Oggetto: [GR30S] Fwd: IBL: ARTICOLO 41, VA RISCRITTO COSI'
Invia risposta a: garbatellarossa30settembre@yahoogroups.com
a proposito del tema sollevato da fasce ecco come i liberisti puri
vorrebbero cambiare l'art. 41e 43 C.
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Istituto Bruno Leoni
Date: 04 febbraio 2011 08:13
Oggetto: IBL: ARTICOLO 41, VA RISCRITTO COSI'
A: "lanfrancoturci@gmail.com"
4 febbraio 2011
Il Consiglio dei ministri di questa mattina dovrebbe varare una
proposta di riforma dell'articolo 41 della Costituzione. Ma come
dovrebbe essere riscritto per essere pienamente compatibile con un
contesto di mercato? Nel Focus "Art.41 della Costituzione: una
proposta" (PDF ) di Serena Sileoni, fellow dell'Istituto Bruno Leoni,
viene avanzata una formulazione alternativa.
Per Sileoni, "L'art. 41 è stato ampiamente usato per giustificare
interventi diretti e indiretti di uno Stato talora imprenditore,
talora programmatore. Basti pensare al filo rosso che lo collega
all'art. 43, il quale consente la riserva originaria o il
trasferimento allo Stato e a enti pubblici di determinate imprese o
categorie di imprese e che ha permesso negli anni Sessanta e Settanta
la creazione di monopoli pubblici". Di conseguenza "Togliere
nell'art. 41 l'enfasi sulla presenza dello Stato e aggiungere la
libertà di concorrenza bilanciandola con la tutela dei consumatori
(restando sul piano dei principi senza scendere su quello delle
regole, poiché solo i primi sono oggetto di una Costituzione) sembra
sufficiente a garantire una libera e responsabile intrapresa
economica, dove l'interesse alla massimizzazione del profitto è in
armonia con il principio di solidarietà economica".
Contemporaneamente, e coerentemente, l'art.43 andrebbe abrogato.
Il Focus di Serena Sileoni, "Art.41 della Costituzione: una proposta"
è liberamente scaricabile qui: (PDF )
GLI ARTICOLI 41 E 43 COME SONO...
Art. 41.
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da
recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché
l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e
coordinata a fini sociali.
Art. 43.
A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o
trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato,
ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate
imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici
essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed
abbiano carattere di preminente interesse generale.
...E COME DOVREBBERO ESSERE
Art. 41
L'iniziativa economica privata è libera.
La legge garantisce la tutela dei consumatori e la fornitura dei
servizi di interesse generale in regime di libera concorrenza.
Art. 43
[Abrogato].
18 commenti:
la modifica del 41 della Costituzione di cui si sta parlando vuol dire ,in
sostanza, azzerare lo spirito della nostra costituzione. Come se comunisti,
socialisti e cattolici sociali non ci avessero mai messo mano e ce la avesse
dettata direttamante l'ambasciatrice Luce di infausta memoria, quella per
intenderci che scelse Licio Gelli come fiduciario USA in Italia. In pieno
delirio, e ignorando che sta per svolgersi un referendum, IBL vorrebbe
addirittura mettere nella costituzione l'obbligo di privatizzare i servizi
pubblici. Così come è scritto, si intende anche la sanità e, con lieve
forzatura, l'esercito, la polizia, le carceri.
Un contributo alla guerra civile, insomma
Caro Luigi, un breve commento al tuo intervento. Non ci sono dubbi sulla funzionalità sociale del dettato costituzionale richiamato in questi due articoli. Non ci possono essere dubbi, ma io suggerirei di prestare la massima attenzione a non spostare il tema su questi aspetti.
Mi spiego. La mia nettissima sensazione è che sul 41 il governo farà solo un grande pasticcio verbale orientato a rivendicare mediaticamente l'attacco alla "burocrazia" che impedisce lo sviluppo.
La mia sensazione è che rispondere a questa pagliacciata buttandola sui principi non possa che fare il gioco del governo che finirebbe con l'accusare la sinistra comunista di essere la vera zavorra allo sviluppo, alla ricerca delle soluzioni per dare un futuro alle giovani generazioni etc etc etc. La mia sensazione (e l'invito che farei a tutti iniziando dai nostri rappresentanti romani) è di "entrare nel merito" dei provvedimenti, sbugiardare i contenuti taumaturgici delle decisioni, rendere chiaro il bluf (avremmo dovuto seguire lo stesso percorso per la riforma universitaria che si impantana nella sua impossibile realizzazione tra deleghe e decretini vari).
La mia sensazione è che si uscirà o con generiche banalizzazioni sui lacci e lacciuoli (che proprio perchè generiche non potranno essere che "simpatiche" a tutti noi che viviamo schiacciati dalla burocrazia acefala) ma che non porteranno reali soluzioni,ma solo le solite parole al vento illuministe e demagogiche.
Non penso che l'obiettivo sarà smantellare il richiamo sociale al ruolo dell'impresa, e se anche lo fosse la difesa dell'articolo 41 dovrà essere pragmatica, tutto il mondo da due anni ha riscoperto il valore sociale dell'impresa e ha messo in campo centinaia di miliardi di euro e di dollari per garantire alle imprese una sopravvivenza con la "scusa" del ruolo sociale delle stesse. Le teorie manageriali (persino quelle sventolate da Marchionne) parlano di costruire il futuro dell'impresa intorno al ruolo sociale della stessa. Si risponda partendo da li, cerchiamo di essere pragmatici, diretti e non "idelologici".
Credo che anche questa (come tutte le "grandi" decisioni) del governo Berlusconi sarà una bufala mediatica, l'incapacità di questo signore nel generare idee e norme di cambiamento ormai è palese, la sua avvocatocrazia mediatica sa solo partorire leggi ad hoc per salvargli pro tempore le ghirbe, ma non ha mai elaborato una riforma in grado di andare oltre ai titoli di testa delle sue televisioni, cadere nella trappola del confronto sui massimi principi sarebbe un grave errore. I principi li si difendono dimostrando il bluff.
La proposta del governo mi pare che sia quella di lascire inalterato il 41, ma di aggiungervi altri commi sulla responsabilità d'impresa e tutela della concorrenza e dei consumatori. parliamoci chiaramente sono principi già costituzionalizzati attraverso la rativica dei Trattati sull'unione Europea. proprio per questo il problema è tutto politico. La costituzxione dobbiamo difenderlas, ma certe battaglie vanno fatte al momento e nella sede giusta.
per esempio dove era la sinistra ed il PD quando si è stravolta la Costituzione con la legge elettorale porcellum
Caro compagno Mario,
ci conosciamo ? Solo perché ritengo in ossequio alle mie guide
spirituali Guido Calogero filosofo del dialogo e Aldo Capitini
visionario pacifista, presupponendo la tua buona fede ti rispondo
garbatamente.
Quando sarebbe perché te il momento di reagire sui valori ?
Ideologicamewnte ?Quando saremo deportati a Guantanamo tacciati di
essere terroristi perché socialisti ?
Come si può lambiccare che da due anni si è scoperto il ruolo sociale
dell'impresa - ma dove in quale mondo ? a parole forse (guarda che io
studio !) ma nella sostanza si sta scavando la fossa ai lavoratori
in tutto l'occidente e con il passaggio del welfare universale a
quello residuale si sta massacrando non solo i poverissimi i
disperati immigrati, ma tra poco anche il ceto medio basso.
La parola pragmatismoavulsa da un collante ideologico ben preciso mi
inorridisce così come il riformismo tout-court ambiguo e ambivalentge
che dovrebbe essere definito contro-riformismo socialista, è con
questi due slogan pragamatismo e riformismo senza aggettivazione che
il socialismo in Italia e in Europa al momento è tramontato.
Aspetto il suo risorgere e non sulle basi che indichi tu,
convinciti, foriere di altri danni al socialismo.
Un franco fraterno saluto.
Luigi Fasce
Caro luigi uno dei grandi problemi che si incontrano quando si dialoga é stare "sul pezzo". Se vuoi parlare di valori facciamolo ma non era qs l'oggetto della mia riflessione, quindi lascia pure nel cassetto il predicozzo che non c'entra con il tema che ho sollevato, se ti va rileggimi e prova a risponder "a tono". Il modello Berlusconi semina trappole nelle quali la sinistra casca sempre (pensa allo zuccherino sulla patrimoniale basta agitarlo e c'è sempre qualcuno che se lo pappa facendoci fare la solita figura anti). Rileggimi non ho bisogno di lezioni sui valori ma suggerisco di non cadere in quella trappola xe sarebbe un errore (il classico dito invece della luna). Permettimi infine di ricordare il dirompente effetto "pavlov" noi ci caschiamo sempre, prova a rileggermi e prova ad individuare a quale parola hai smesso di leggere fremendo sul tema dei valori. La lezione sui valori ce la teniamo x un altro post che ne dici?
Bravo Felice due considerazioni: la prima é che se il tema é politico non si deve affrontare su un articolo - soprattutto se i contenuti NON saranno in contrasto con lo spirito della costituzione- ma si deve avere l'intelligenza e la forza politica per affrontare il tema nella sua complessità. Il secondo punto (che é stato recentemente richiamato in senato dal senatore rossi) é quello "tecnico" dove abbiamo 2 necessità di approfondimento prima di agitare bandiere. La prima é legata alla capacità di comprendere quanto "fumo" sarà intorno alla proposta (quindi capacità nel concentrarsi nello sbugiardare chi la presenterà come ruvoluzione liberale). Seconda é quella di capire (come non siamo stati capaci di fare con la riforma universitaria) quali interventi applicativi dovrebbero essere attuati x realizzare la proposta (e dimostrare che quelli e non la riforma rappresentano le sfide - controllo successivo? Chi lo attua? Come? Con che efficacia?).
Mi permetto di non condividere il "modernismo" privo di principi (non di ideologie, che sono un'altra cosa, falsi idoli come insegnava Bacone) di chi e' portato sempre a "minimizzare" l'ignoranza acostistuzionale ( a, nel senso dell'alfa privativo) di chi confonde piani diversi, che dopo lo rivoluzione di Cromwell vanno mantenuti distinti,.
Non bisogna confondere una Costituzione con l'accordo di Miarafiori, che come qualcuno aveva previsto si sta davvero trasformando in una "vera" truffa negoziale.
L?art.41 non e' negoziabile, in un contesto come il nostro.
Punto e basta.
Antonio Caputo
Mi chiedo: al di là - o al di qua - dei contenuti, è accettabile che QUESTO governo con QUESTO presidente del consiglio mettano mano alla Costituzione, foss'anche per aggiungere, alla fine delle norme transitorie, "saluti e baci"?
cioè, stiamo anche a discettare su cosa propongono? su cosa propongono QUESTI su una questione tra le più importanti che innervano l'impianto della nostra (residua) democrazia?
Mi sembra di stare su Marte ...
P.
Ma che modernismo suvvia non facciamo confusione se no addio dibattito. Non possiamo pensare di affrontare queste cose attraverso l'approccio manicheo o peggio.
Io trovo idealmente interessante il tema "l'articolo 41 non si tocca" mi piace anche che qualcuno possa chiudere con il "Punto e basta", purtroppo le parole hanno un loro senso se si trasformano in atti concreti.
Esiste la possibilità che il dibattito parlamentare si svolga tra una proposta di contenuto e una di principio?
Pensate che un parlamento che dovesse trovarsi a dibattere tra una riforma di contenuto (bufala come sospetto io) e una di principio (sacrosanta) determinerebbe nell'elettorato una un posizione a sostegno del principio? Pensate di si? Oppure la posizione "ideale" verrebbe massacrata dai media proponendola come antiquata (perchè le norme bufala non sono altro che norme già costituzionalmente definite come ipotizza Felice Besostri, perchè non fanno che recepire norme europee) oppure disoneste perchè i principi valgono solo quando i ritocchi li fa Silvio e non sono stati evocati in altre occasioni. Oppure quando si sbandiererà (falsamente) la volontà dei difensori dei principi di volere sostenere la terribile burocrazia dei lacci e dei lacciuli. Siete sicuri che la bandiera dei principi ci porterà consenso ulteriore? Ripeto è più saggio difendere i principi smontando il bluff che facendosi incastrare nel bluff.
Ma per favore non è modernismo, non è abbassare la guardia. E scusa Antonio è improprio collegare questo tema a quello della vicenda Marchionne, o meglio, ha un legame esattamente ribaltando il modo con cui lo leghi tu (siamo sicuri che lo scontro abbia fatto bene ai lavoratori? siamo sicuri che siano passati i principi? o stanno passando le logiche penalizzanti che lo scontro ha finito per il "legittimare" nell'ottica di chi governa?). Sono troppi anni che ci limitiamo (tra l'altro litigando) a difendere "principi", non cediamo su quelli ci mancherebbe ma proviamo a fare politica anche nel merito.
anch'io che pure ho trasmesso la proposta della officina liberista per eccellenza,cioè l'ist.br.leoni,penso che berlusconi intende agitare lart.41 come uno straccio per fare credere che l'immobilismo del governo dipende da vincoli superiori e non dalla sue scelte e dagli int5eressi particolari del suo presidente.Cmq è bene stare in guardia perchè un eventuale tentativo concreto in quella direzione sarebbe una svolta drammatica per i ns principi costituzionali,tanto più inaccettabile nel momento in cui la crisi in atto porta la firma dell acultura liberista.a proposito del merito della quale vi segnalo l'ottimo articolo di mucchetti di oggi sul corriere che partendo dalla vicenda fiat chysler spiega molto bene come funziona il libero mercato.
Caro Mario
Berlusconi è il miglior allievo di Mussolini, quello che diceva "governare gli italiani non è impossibile, è inutile" e Berlusconi applica al meglio questa linea politica, lascia che gli italiani, convinti di essere liberi, facciano un po' che cavolo vogliono, evadono le tasse, parlano di calcio, discettano di bunga bunga. Ogni tanto per "elevare" la discussione inutile tira fuori qualsche coniglio di razza dal cappello e gli italiani alè tutti a seguire il coniglio nuovo. L'art. 41 è il nuovo diversivo.
Una modifica costituzionale se approvata a maggioranza relativa (e il centro sinistra dovrebbe conoscere un sistema che ha già sperimentato) deve passare alla doppia lettura al Parlamento e poi essere sottoposto al Referendum confermativo (diciamo 2 anni?).
Per l'intanto però ha distratto il popolo sinistro dai suoi guai ma soprattutto dai guai dell'Italia che si chiamano crisi economica, Cassa Integrazione (per i fortunati che un lavoro ce l'hanno), disoccupazione, taglio dei servizi sociali ecc. Il dramma vero è che i militanti del centro sinistra lo seguono su queste sue divagazioni sul tema.
Berlusca non governa, fa propaganda, ma, siccome la sinistra non ha un progetto politico condiviso, continua a seguire l'agenda che detta lui.
Dario Allamano
L'art. 41 è questo:
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
A chi dice "ragioniamo sui contenuti" rispondo : cosa c'è che non va in questo articolo? Forse non piace l'idea per cui l'attività economica non dovrebbe recar danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana? Francamente non vedo perchè, nè come, si dovrebbe mettere in discussione questo principio, se non per affermare un'idea di puro imbarbarimento.
Si tratta semmai di applicare davvero l'art. 41. Altro che modificarlo!
Insomma, anche a voler ragionare sui contenuti, la risposta rimane la stessa: il 41 non si tocca!
Un saluto,
Francesco Somaini
Trovo assai bizzarra l'interpretazione che essendo l'attacco
all'art.41 e 43 della nostra costituzione, a interpretazione dei più
smaliziati tra i partecipanti a codesta lista, non dovremmo reagire
perché non dobbiamo farci dettare l'agenda dal Berlusca.
Veramente bizzarro ... mi ricorda Serrati che un giorno prima della
marcia su Roma pensando che era una pagliacciata di nessun effetto
concreto prendeva il treno per Mosca per cercare di accreditare il
PSI al Kominter 3 Internazionale comunista.
Constato che abbiamo sensibilità diverse in questa lista.
Sono abituato a essere "solitaire salidaire" ma in questo cas, è un
sollievo, non sono da solo.
Un fraterno dialogante saluto.
Luigi Fasce
Premesso che in questa discussione dobbiamo dare per scontato che sui
principi siamo tutti dalla stessa parte, vorrei spiegare brevemente perché
non condivido le valutazioni "tattiche" di Mario.
La tesi secondo la quale se ti opponi ad un'innovazione che rappresenta un
regresso rispetto a precedenti conquiste sociali e/o civili sei un
"conservatore" costituisce, a mio modesto avviso, una delle peggiori
trappole culturali allestite dai nostri avversari. Il rifiuto dell'egemonia
culturale del pensiero unico passa dallo smascheramento di questa trappola e
del ricatto che essa cela.
L'art. 41 è bellissimo. Se dovessi riscriverlo, non riuscirei ad immaginare
una formulazione più equilibrata e più progressista. Peraltro, il suo
valore anche simbolico è palese. L'art. 41 ci dice che dobbiamo difendere
l'economia di mercato e ciò implica, anche per noi socialisti, la
consapevolezza che - come diceva Saragat - le libertà sono tutte solidali,
se ne perdi una metti a rischio tutte le altre. La rapida degenerazione
totalitaria di tutti i modelli basati sulla proprietà statale dei mezzi di
produzione ci ha dimostrato che è proprio così, alla fine del pluralismo
economico corrisponde sempre la fine del pluralismo politico. Ma l'art. 41
dice anche che è la politica democratica che deve tracciare i limiti di
quella libertà economica, perché in una democrazia degna di questo nome
nessuna libertà è illimitata. Ed è sempre la politica democratica che deve
anche poter dare all'economia alcuni fondamentali controlli ed indirizzi
strategici perché, alla fin fine, non vi è democrazia se il mercato è
sovraordinato alla politica. Questo è il punto, l'attacco all'art. 41 ha
una sola motivazione ed è una motivazione tutta ideologica: parafrasando
Silone quando parlava dei possedimenti del principe di Torlonia, direi che
si vuole affermare un'idea di Stato nella quale sopra a tutto sta
l'anarchico dispiegarsi dell'iniziativa privata, poi vi sono le varie
articolazioni del mercato, poi nulla, poi nulla, poi nulla, e infine c'è la
politica che può giusto trastullarsi con qualche parata e qualche normativa
di dettaglio.
Si dirà che la realtà nella quale viviamo procede già a grandi passi in
questa direzione, anche a Costituzione invariata. Ma la Costituzione
italiana è sempre stata definita una Costituzione "programmatica" e, dunque,
mi pare che dovremmo tenerci stretto almeno questo permanente richiamo
programmatico ad un'idea di Stato e di Mercato che poi, in fondo, è proprio
la nostra.
Detto questo, io capisco e in certa misura posso condividere il fatto che,
se non si opta per una posizione aventiniana (che l'esperienza storica
sconsiglia), si debba mettere in campo una politica di movimento, che non si
limita a resistere-resistere-.resistere, ma propone, media, tratta,
migliora, riduce i danni, divide il fronte avverso.
Ma l'art. 41 è il terreno più sbagliato che si possa immaginare per fare
tutto questo. Primo, perché, come ho detto, qui sono in gioco principi
dirimenti e questioni simboliche epocali. Secondo, perché i meccanismi
rigidi previsti per la revisione costituzionale ci mettono in una posizione
di forza che sarebbe assurdo non sfruttare. L'art. 138 Cost. richiede due
votazioni a maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera, che già sono
problematiche. Poi, se manca la maggioranza dei 2/3, si va al referendum
confermativo, senza quorum. E lì se il centrosinistra scende in campo non
c'è partita.
Insomma, è una delle poche battaglie che, pur conciati come siamo, possiamo
sicuramente vincere. E non dovremmo combatterla ???
Luciano Belli Paci
Credo che nelle difficoltà evidenti del sistema politico, come quelle che viviamo tra gossip, ulteriori annunci spot da parte di questa compagine SGOVERNATIVA(vedi come esempio lampante il tentativo di modificare l'art. 41 Costituzione), oltre che un generale discredito della ns classe dirigente, se è meritevole di essere apostrofata in tal modo, che ha passione e voglia di riaffermare il PRIMATO DELLA POLITICA (le politique d'aboard, x dirla con Nenni), debba necessariamente muoversi.Frequentando questa mailing list da anni, sono consdapevole che tra noi compagni ci siano delle difficoltà di affermare una veduta comune e strategica. Eppure,s e ne accorgerebbe pure il più strambo degli individui, è recisamente alto il profilo politico degli interventoi che quotidianamente si susseguono. Questo è un merito di chi ha concepito ed ammiinistra tale strumento prezioso, oltre che di coloro i quali mostrano la loro passsione ed il loro attaccamento all'identità socialista. ed allora mi e Vi chiedo: partendo da una comune
base identitaria ,al di là di coloro i quali si sono avvicinati a SEL o chi, come il sottoscritto, continua a tesserarsi nel PSI, o chi appartiene ad un'area dei delusi e del nn voto
, nn si potrebbe partire a fare un ragionamento del tipo: abbiamo la m.l. del CIRCOLO ROSSELLI, ci sono vari circoli diffusi sul territorio nazionale (Buozzi ed altri e qualcosa sta nascendo anke qui in Sicilia), c'è lo strumento interessante del GdV, ci sono le fondazioni della ns comune area socialista (Nenni, Mancini, Craxi ed altre, ci sono i giornali e le riviste ( Mondoperaio, Le RAgioni ed altro) ed allora........
Prchè nn organizzare un convegno a livello nazionale, così da vedercvi in faccia, confrontarci, crescere con lo scambio delle ns idee, anke quelle nn propriamente comuni, così da trovare una sintesi prezi osa?
Credo che dovrebbe esserci una sola precondizione: la comune adesione ad un movimento, ad un circolo, ad un aggregato, ad un partito che si riconosca nel PSE, nell'identità e nel profilo storico-culturale del socialismo riformista, e nel concetto di Norberto Bobbio espresso nel libro celeberrimo "DESTRA E SINISTRA", ovvero: L'UGUAGLIANZA COMEELEMENTO PIù CARATTERIZZANTE PER UN IMPEGNO NELLA SINISTRSA IN NOME DEL SOCIALISMO LIBERAle e RIFORMISTA
Intanto Vi giungano i saluti da un 34enne siciliano, che nn si vuole rassegnare al berlusconismo ed all'antiberlusonismo alla dipietro o alla grillo.
Discussione senza esito alcuno perchè , della riforma dell'art.41 Cost.,
questa destra ne farà nulla.
Discussione utile tuttavia perchè serve a registrare, per un futuro
prossimo, lo stato dell'arte a sinistra , centro-sinistra.
Irricevibile nel merito la proposta "riformatrice" della destra, in
direzione opposta (e non sorprende) a quel che serve alle sorti
dell'uguaglianza
e della sostenibilità dopo aver visto , ancora una volta, gli esiti delle
magnifiche virtù neoliberiste.
il 41 Cost al contrario dovrà essere riferimento centrale delle nostre
future scelte economiche in forme , queste sì, innovative.
Ripensare nuove istituzioni economiche e differenti rapporti tra le
istituzioni esistenti è diventato, per la sinistra, il primo imperativo.
Per esempio: una ragionevole utopia come quella proposta da Iames Meade
negli anni '60, che può agevolmente essere letta come una delle possibili
applicazioni delle idee contenute nell'art.41 Cost., indica strade e dà
conto della portata dei problemi davanti a noi. A meno che qualcuno non
pensi che il socialismo si farà sulla base dell'attuale modello di mercato e
di capitalismo.
Uff Luciano to quoque? Ma possibile che in questa sinistra si debbano solo scatenare battaglie per il piacere di affermare il proprio posizionarsi? Luciano hai letto la proposta di riforma costituzionale sull'art 41? No e quindi perché stare a discutere di qualche cosa che non si conosce? Per esempio io penso che da socialista potrei ipotizzare ulteriori enfatizzazioni riformiste sul 41 e se fòssi primo ministro ci proverei! Cosa faresti fuoco preventivo anche li? Ripeto é una trappola e fino a prova contraria proviamo a non caderci. Possibile che invece di fuochi preventivi a nessuno sia venuto in mente di sottolineare come la NON attuazione del 41 riesca ad essere al contempo anti sociale e anti mercato? Ad esempio quanto istituto sociale ed economico troviamo in un'impresa a cui é permesso di evadere le tasse e di non applicare le norme? Quanta libertà di confronto di mercato? Quanto ruolo sociale? quanto vale l'applicazione di norme "a controllo preventivo" sui comportamenti delle imprese? Quanto l'intreccio burocratico limita lo sviluppo non per dettato costituzionale ma per insipienza (o volontà perversa) del nostro operare? Sei sicuro Luciano che il 41su questi punti (ti provoco) non potrebbe essere riscritto e rafforzato? se si provasse a guardare la distanza tra la teoria del 41 e la pratica e invece di alzare muri preventivi la sinistra proponesse interventi in grado di trasformarlo in un articolo compiutamente realizzato? Questa sarebbe strategia! La tattica comunque consiglia di aspettare il bluff
Sent from my BlackBerry® wireless device
Francesco per principio laico prima di alzare barricate preferisco capire poi eventualmente ci si barrica dopo. Come sai affermare "la costituzione non si tocca" é irreale e nemmeno ipotizzabile, sia perché che potesse essere "ritoccata" l'hanno previsto i padri fondatori -definendo anche le regole- sia perché l'abbiamo già ritoccata molte volte sia x scelte tutte nazionali sia xe obbligati dall'appartenenza ad una struttura sovranazionale. Quindi il tema oggi non é si tocchi o non si tocchi la costituzione. Secondo tema "non la può toccare silvio" bella davvero per un paese che prima ha permesso a Silvio di candidarsi illegittimamente, poi l'ha "celebrato" nella furba bicamerale e, infine, l'ha marmorizzato con la riforma calderoli (quella si da barricate e, chissà xè passata nel sorriso degli apparati burocratici e dei vertici dei partiti "altri"). La può toccare se rispetta le regole che la costituzione detta x toccarla. Non ci sono spiragli. Ma le regole dicono che x toccarla deve avere consenso. Li si dovrà fare politica non barricate. Continuo a ripetere che questo del 41 é un tema bufala proviamo a guardarci dentro? Siamo sicuri che a furia di barricate e di nuove forme politiche (ieri ne abbiamo benedetta una nuova) andremo al nuovo?
Mario Mazzoleni by Blackberry
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