Quella sorta di timore reverenziale post-femminista ,che induce molti uomini a tacere sulle questioni femminili per non essere accusati di assumere il ruolo del maschio femministizzato,scatta anche in me in questi ultimi giorni mentre sta ormai divampando una polemica tra donne in seguito alla proposta di Conchita De Gregorio di una manifestazione nazionale. Da un lato infatti basta seguire " Repubblica" e la storia del convegno di Libertà e Giustizia al Palasharp per essere informati delle migliaia di donne che aderiscono a questo appello, dall'altro è sufficiente leggere " Il Corriere della sera" per trovare una molteplicità di interventi critici sul tema e l'accusa di moralismo. Buone ultime oggi Emma Fattorini e Maria Nadotti, ma in precedenza ci sono stati interventi di Dacia Maraini, Chiara Gamberale, Silvia Avallone, Silvia Vegetti Finzi, Silvia Ballestra, Isabella Bossi Fedrigotti. E a seguire i blog di donne, gli articoli sparsi, i rilievi, troviamo nomi importanti e riserve molto pesanti.
Anna Bravo: " Non andrei mai in piazza contro altre donne.. Non sentivo cose del genere da quarant'anni. Le cattive e le buone. Le puttane e le sante. Non fatemi diventare perbene e santa, vi prego". Luisa Muraro: " Sono molto critica verso la separazione fatta da Concita De Gregorio fra quelle che non si prostituiscono e quelle che si prostituiscono." Paola Tavella: " Una donna non può star bene se non è anche un pò per male". Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi: " Ad Arcore c'è stato uno scambio nel quale, piaccia o no, quelle ragazze erano la controparte. Il femminismo ha pure lavorato per riconoscere l'autonomia di ogni donna. Non esiste un modello unico di comportamento femminile.. anche perchè mentre le brave ragazze vanno in Paradiso, le cattive sono dappertutto". Ritanna Armeni: " Se andrò alla manifestazione mi mettero dietro lo striscione delle prostitute". Franca Fossati. " Le ragazze di Arcore non mi tolgono nessuna dignità". Marina Terragni: " Andare in piazza per dire non sono una prostituta ma una giornalista la sento come una miseria troppo grande per una donna... La dignità femminile è cosa troppo seria per perderla in un paio di mutande che volano sull'abat jour".
Mi fermo qui, almeno per il momento, perchè spero che cominci una seria discussione.
4 commenti:
Ohibò, sono andato con mia moglie alla manifestazione in piazza Scala del 29
gennaio e non mi sono accorto che fosse "contro altre donne".
A me è sembrata una manifestazione contro il Grande Puttaniere, non contro
le sue visitatrici.
La linea dei partecipanti può essere sintetizzata con questa nota
dichiarazione fatta da Daniela Santanché nel 2008:
"Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio
Berlusconi, perchè Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede
mai verticali". Lo ha detto Daniela Santanchè, candidata della Destra, in
una intervista a Canale Italia .... Per la Santanchè il Cavaliere "non ha
rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto
a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la
risoluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più
inutile che le donne possano dare".
Mi sfugge il senso della discussione, sarà perché da tempo non leggo più il
Corriere ...
LBP
Credo che nessuna donna (e nessun uomo) stia decidendo di partecipare alla
manifestazione perché è contro le prostitute. Molti di quelli che
aderiscono, me compresa, hanno sempre difeso una professione che, sotto
molti aspetti, ha una propria dignità. Da qui a vedere, però, le istituzioni
ridotte a un postribolo (nel vero senso della parola) a causa del presidente
del consiglio con prostitute e puttanieri di ogni sorta a rappresentare
milioni di cittadini/e ce ne corre.
Mi spiace che le note intellettuali non abbiano minimamente compreso lo
spirito dell'iniziativa che, a dire il vero, tardava a venire e, infatti, ci
veniva da più parti rimproverato una mancanza di sdegno e di ribellione a
quanto stava accadendo.
Nessuno divide le donne in sante e prostitute, nessuna delle due categorie
appartengono alla sessualità femminili, semmai sono una costruzione
culturale tutta maschile, cui un certo perbenismo moralista vorrebbe
costringerle (ricordatevi che la santa sposata e il contraltare della
prostituta), magari organizzando un altro bel family day.
In quanto alle signorine al centro dello scandalo, alcune delle quali
minorenni (chi sono gli sfruttatori e i fruitori finali?), alcune delle
quali legate a uomini di camorra e mafia, alcune delle quali legate a
narcotrafficanti, forse hanno bisogno di un buon avvocato, non certo della
solidarietà delle altre donne.
Spiace, ma non basta l'appartenenza al sesso per far scattare un inutile
quanto controproducente "sorellanza", anche perché sempre le stesse non
sembrano avere molta solidarietà per le tante donne che soffrono per fame,
freddo, per la morte dei figli e le violenze di ogni tipo che milioni di
donne subiscono ogni giorno.
Detto questo, anche io appartengo alla categoria delle cattive ragazze che
arrivano dappertutto, ma questo è tutto un altro discorso...
Scusate, scusate tanto, ma gli uomini possono spaccare il capello in quattordici sedicesimi per una virgola in meno o in più in merito all'attraversamento pedonale della strada vicinale "Boscogiulivo" del comune di Milleabitantipiùuno, sbudellarsi su questioni di centimetri - non di pelle scoperta, quella va bene integrale - bensì di centimetri di strapuntini da occupare con forbiti sederi, concionare per ore e giorni e mesi e anni di consigli cricoscrizionali comunali provinciali regionali "parlamentari" - e relative giunte - su mozioni regolamenti delibere odg interrogazioni interpellanze "prego le do la parola", "grazie onorevole... grazie consigliere ... ma le pare assessore ... ", tutto a spese di denaro pubblico, perdinci .... e poi donne, alcune donne, poche donne, molte donne, non possono discutere su una cosa che parla di loro?
segue
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Ah, io non sono per la "sorellanza", non sono per le quote, di norma non mi lamento, non credo all'"appartenenza al sesso" (?? sono una donna, non è un grande merito nè un demerito, spero), non mi piacciono le prese per il culo delle "note intellettuali" così come quelle nei confronti degli intellettuali, è chiaro? Mi sembra che qualcuno abbia già parlato di "culturame", vero? Ma no, non mi sento di dividere il mondo tra me-noi perbene e "loro", le mignotte, le puttane, le escort, le cretine sedicenni tirate su a TV tette culi e bibite gassate e "brand", come dicono quelli che se intendono, ignoranti come capre, ochette giulive, fors'anche stronzette, ma come ci permettiamo di giudicare, noi? dopo avere creato il mondo in cui stiamo, ebbene sì, tutte e tutti noi lo abbiamo creato o lo abbiamo permesso, il risultato è lo stesso, io ho 52 anni e tutta la mia vita milita contro lo stile puttane-zoccole-svestite-ignoranti, ma non me ne tiro fuori, non mi sento assolta, non mi sento di salire su nessun pulpito, anzi odio i pulpiti, ok?
no, non dirò mai "io non sono come loro", come le puttane, come le escort, come le mignotte, non lo dirò mai, come ha fatto la De Gregorio. Noi e loro ... ma noi chi? ma loro chi? ma gli uomini che si vendono per un posto nel CdA del cavolo, hanno anche il coraggio di sproloquiare sulle mignotte e sulle "olgettine"? e le donne che stanno su questa linea, pure? e ognuna ognuno di noi ... chi può tirare la prima pietra? chi?
Adesso, c'è l'emergenza "mignottocrazia". Ma non è dall'epoca dei nani e delle ballerine? non è ormai da tempo moneta corrente, questo nesso terribile sesso-potere-violenza? perché fa scandalo oggi, solo perché lo declina il caimano? Non è forse l'estrema manifestazione di un sistema di dominio che mostra il suo volto violento ovunque? Non è forse messa in scena del dominio patriarcale, la violenza del capitalismo contemporaneo, da Marchionne alle rivolte per fame? No, non porterò "in quanto donna" - parlo ovviamente per me - le mie ragioni di donna con nome cognome storia ascese cadute tristezza risate incertezze desideri, in soccorso di una strategia ridicola e perdente di una cosiddetta opposizione politica. Non mi va che ci si accorga della dignità e della indegnità delle donne quando serve ad altro e quando tutte le altre armi sembrano spuntate. Fatemi la lista delle voci che hanno denunciato negli anni la TV sguaiata, ammiccante, volgare e svestita, proponendo serie misure di contrasto. Guardate il video di Lorella Zanardo, per vedere come si sarebbe potuto fare. Fatemi la lista dei sindaci che si sono opposti alle pubblicità volgari e violente. Adesso è in questione la dignità delle donne ... Non mi riferisco alla mobilitazione del 13 febbraio, nata su alcuni ragionamenti assai condivisibili. Mi riferisco a chi, come dire, "se ne fa bello". E magari organizza momenti di visibilità "a latere". E discetta. La dignità delle donne ... Mi sembra - mutatis mutandis - quando pareva che la guerra in Afghanistan fosse stata dichiarata per la difesa dei diritti delle donne afghane. Ma via.
Paola Meneganti
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