"a me pare una boiata pazzesca" avrebbe detto Paolo Villaggio ed io condivido. Mai letto un documento più inconsistente e lontano dalla realtà. E' gente che con la testa non è riuscita ad andare oltre gli anni 80 (considerati "il paradiso perduto"."Isocialisti con i socialisti, i liberali con i liberali". Comunque mi pare un ottimo documento di copertura per Nencini apostrofo tra PD e UDC. Questo documento serve a marcare bene le radicali differenze che ci sono tra "i socialisti per la sinistra" ed il liberalsocialismo di destra e di terza mano.
Due piccole notazioni linguistiche. Bobbio che non era comunista sapeva distinguere tra destra e sinistra e si collocava a sinistra, qui invece si parte dal fatto che i socialisti liberali sono qualcosa d'altro da sinistra e destra("Di fronte a una sinistra e ad una destra che non riescono a trovare basi solide"): il centro o in un sistema tridimensionale l'alto o il basso? Mi stupisco infine sentire parlare d'Occidente ("nella storia d’Italia e d’Occidente"e"Europa e Occidente ")dopo il crollo del muro di Berlino, neanche 50 anni di divisione politica tra Oriente e Occidente hanno creato una frattura nella cultura europea? addirittura due sistemi di valori? Ricordo agli immemori che il primo ministero di pubblica istruzione al mondo è stato istituito in Polonia con la Costitruzione del 1791, che il più importante intellettuale bielorusso Frantsisk Skarina aveva studiato a Padova o che la musica di corte del Granducato di Lituania è stata una delle più belle dell'epoca rinascimentale. Sulla traccia della cortina di ferro buttiamo in Oriente, cioè fuori dall'Occidente, Lipsia, Dresda e Weimar perché nella DDR e nella storia della socialdemocrazia eliminiamo Gotha, Eisenach e Erfurt? Sono stato volutamente paradossale, ma il diavolo si annida nei dettagli e l'uso delle parole destra/sinistra e occidente è più significativo dei concetti svolti, in gran parte condivisibili. Il problema è quello che non c'è nel documento: il legame tra i modi di produzione e le minacce ai valori democratici e liberali, per non parlare di giustizia, equità ed eguaglianza
2 commenti:
"a me pare una boiata pazzesca" avrebbe detto Paolo Villaggio ed io condivido. Mai letto un documento più inconsistente e lontano dalla realtà. E' gente che con la testa non è riuscita ad andare oltre gli anni 80 (considerati "il paradiso perduto"."Isocialisti con i socialisti, i liberali con i liberali". Comunque mi pare un ottimo documento di copertura per Nencini apostrofo tra PD e UDC.
Questo documento serve a marcare bene le radicali differenze che ci sono tra "i socialisti per la sinistra" ed il liberalsocialismo di destra e di terza mano.
Due piccole notazioni linguistiche. Bobbio che non era comunista sapeva distinguere tra destra e sinistra e si collocava a sinistra, qui invece si parte dal fatto che i socialisti liberali sono qualcosa d'altro da sinistra e destra("Di fronte a una sinistra e ad una destra che non riescono a trovare basi solide"): il centro o in un sistema tridimensionale l'alto o il basso? Mi stupisco infine sentire parlare d'Occidente ("nella storia d’Italia e d’Occidente"e"Europa e Occidente ")dopo il crollo del muro di Berlino, neanche 50 anni di divisione politica tra Oriente e Occidente hanno creato una frattura nella cultura europea? addirittura due sistemi di valori? Ricordo agli immemori che il primo ministero di pubblica istruzione al mondo è stato istituito in Polonia con la Costitruzione del 1791, che il più importante intellettuale bielorusso Frantsisk Skarina aveva studiato a Padova o che la musica di corte del Granducato di Lituania è stata una delle più belle dell'epoca rinascimentale. Sulla traccia della cortina di ferro buttiamo in Oriente, cioè fuori dall'Occidente, Lipsia, Dresda e Weimar perché nella DDR e nella storia della socialdemocrazia eliminiamo Gotha, Eisenach e Erfurt? Sono stato volutamente paradossale, ma il diavolo si annida nei dettagli e l'uso delle parole destra/sinistra e occidente è più significativo dei concetti svolti, in gran parte condivisibili. Il problema è quello che non c'è nel documento: il legame tra i modi di produzione e le minacce ai valori democratici e liberali, per non parlare di giustizia, equità ed eguaglianza
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