Il Circolo Carlo Rosselli è una realtà associativa presente a Milano sin dal 1981. http://www.circolorossellimilano.org/
mercoledì 31 dicembre 2025
domenica 28 dicembre 2025
sabato 27 dicembre 2025
Mario Minetti-Mario Sommella: Riconciliare la sinistra
https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/31958-matteo-minetti-e-mario-sommella-riconciliare-la-sinistra.html
venerdì 26 dicembre 2025
Franco Astengo: Produzione industriale
PRODUZIONE INDUSTRIALE diFranco Astengo
Da dati forniti dalla segreteria nazionale della CGIL rileviamo alcune delle tanti situazioni di crisi riguardanti diversi settori della struttura industriale del nostro Paese con la produzione in calo ininterrotto da almeno tre anni (2025: -0,9%).
Mentre la legge di bilancio pone la produzione di armi nella scia di una percentuale che dovrebbe arrivare al 5% del PILed è stato varato un decreto aggiuntivo rivolto esclusivamente a soddisfare gli appetiti di Confindustria è necessario far rilevare:
1) L’imporsi di uno squilibrio nel rapporto tra finanza ed economia verificatosi al di fuori di qualsiasi regola e sfuggendo a qualsiasi ipotesi di programmazione; 2) La perdita da parte dell’Italia dei settori nevralgici dal punto di vista della produzione industriale: siderurgia, chimica, elettromeccanica, elettronica. Quei settori dei quali a Genova si diceva con orgoglio “ produciamo cose che l’indomani non si trovano al supermercato”; 3) A fianco della crescita esponenziale del debito pubblico si collocava nel tempo il mancato aggancio dell’industria italiana ai processi più avanzati d’innovazione tecnologica. Anzi si sono persi settori fondamentali in quella dimensione dove pure, si pensi all’elettronica, ci si era collocati all’avanguardia. Determinante sotto quest’aspetto la defaillance progressiva dell’Università con la conseguente “fuga dei cervelli” a livello strategico. Un fattore questo della progressiva incapacità dell’Università italiana di fornire un contributo all’evoluzione tecnologica del Paese assolutamente decisivo per leggere correttamente la crisi; 4) Si segnalano infine due elementi tra loro intrecciati: la progressiva obsolescenza delle principali infrastrutture, in particolare le ferrovie ma anche autostrade e porti e un utilizzo del suolo avvenuto soltanto in funzione speculativa, in molti casi scambiando la deindustrializzazione con la speculazione edilizia e incidendo moltissimo sulla fragilità strutturale del territorio. In questo contesto registriamo l'abbandono del welfare (ridotto a bonus come spot elettorali), la privatizzazione della sanità, la crisi del sistema delle autonomie locali ridotte a scorribande personalistiche con l'elezione diretta di Presidenti (definiti erroneamente Governatori) e Sindaci. Si potrebbe proseguire ricordando l'asservimento politico del sistema informativo, il clientelismo culturale e l'attacco all'indipendenza della magistratura, ma ci fermiamo a questo punto. 5) E' assente una discussione seria sull'energia (da porsi in particolare relazione con l'analisi della situazione internazionale).
6)Sono questi riassunti in una dimensione molto schematica i punti che dovrebbero essere affrontati all’interno di quell’idea di riprogrammazione e intervento pubblico in economia completamente abbandonata dai tempi della “Milano da Bere” fino ad oggi. Sarà soltanto misurandoci su di un’idea di progetto complessivo che si potrà tornare a parlare d’intervento e gestione pubblica dell’economia: obiettivo, però, che una sinistra capace di rovesciare il proprio paradigma storico dovrebbe porre all’attenzione generale senza tema di apparire “controcorrente”.
Settore per settore questi i punti di sofferenza segnalati oggi dalla segreteria della CGIL (dati tratti dalla agenzia COLLETTIVA del 24 dicembre 2025)
Automotive
Cassa integrazione straordinaria per i 366 lavoratori della Cooper Standard Automotive Italy di Battipaglia (Salerno, azienda produttrice di componenti in gomma per il settore automobilistico. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 10 ottobre, si concluderà il 9 ottobre 2026. La cigs scongiura la chiusura dello stabilimento, con il conseguente licenziamento collettivo. Nell’intesa siglata al Mimit il 9 ottobre l’azienda si è impegnata a individuare, attraverso un advisor, soggetti industriali interessati a garantire la continuità produttiva e occupazionale.
Emanato il 31 ottobre dal ministero del Lavoro il decreto di proroga dei contratti di solidarietà per i 3.750 lavoratori del sito di Pomigliano d’Arco (Napoli) della casa automobilistica Stellantis Europe. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 28 agosto, si concluderà il 27 agosto 2026. Attualmente su 32.803 addetti (dati Fiom Cgil), ben 20.233 sono coinvolti da ammortizzatori sociali, pari al 61,6% del personale.
Emanato il 12 novembre dal ministero del Lavoro il decreto di concessione dei contratti di solidarietà per i lavoratori della Agco di Breganze (Vicenza), multinazionale statunitense e terzo produttore mondiale di macchine agricole. L’azienda attraversa da tempo una fase di difficoltà, che ha visto fuoriuscite volontarie, mancati rinnovi di contratti a termine, ricollocamenti, cassa integrazione e periodi di stop produttivo. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 3 novembre, si concluderà il 31 ottobre 2026.
Cinquanta uscite incentivate volontarie per rilanciare l’azienda in difficoltà. Questo l’accordo raggiunto a metà novembre nell’azienda Sole di Oderzo (Treviso), storico stabilimento di componentistica per automotive (con 520 dipendenti). L’intesa contiene anche un piano di riorganizzazione che punta a diversificare le produzioni. Sindacati: “L’incentivo all’esodo sarà differente fra chi avrà la possibilità di utilizzarlo come scivolo per raggiungere la pensione e chi invece, per motivi anagrafici, è ancora distante dall’età pensionabile, quindi potrà combinarlo con l’indennità di disoccupazione per ricollocarsi”.
Contratti di solidarietà per i circa 300 lavoratori dello stabilimento di Assemini (Cagliari) della Bekaert Sardegna, multinazionale olandese produttrice di corde di metallo per pneumatici. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 15 ottobre, si concluderà il 15 gennaio 2026. L’azienda ha annunciato la decisione di voler vendere l’impianto a causa della crisi del settore automotive e della concorrenza cinese, la società Sernet è stata incaricata di cercare un acquirente. Attualmente sono in corso incontri presso il ministero delle Imprese, il prossimo vertice è fissato per gennaio 2026.
Industria
A giugno 2026 la produzione della Stäubli di Carate Brianza (Monza) cesserà definitivamente. È stato siglato a metà dicembre l’accordo sulla gestione degli esuberi dichiarati a fine settembre dalla multinazionale svizzera attiva nei settori tessile, robotica ed elettronica industriale. Per circa dieci dipendenti si prevede l’accompagnamento alla pensione, mentre per altri 25 lavoratori è stata stabilita un’incentivazione economica su base volontaria. Nel sito lombardo resteranno gli uffici commerciale, progettazione e quelli relativi a funzioni non produttive.
Emanato il 27 ottobre dal ministero del Lavoro il decreto di concessione della cassa integrazione straordinaria per i circa 300 lavoratori degli stabilimenti di Assemini (Cagliari), Massa, Gattinara (Vicenza) e Vado Ligure (Savona) della Sanac, azienda produttrice di materiali refrattari attualmente in amministrazione straordinaria. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° novembre, si concluderà il 31 ottobre 2026. La società è in vendita: in corso è il settimo bando (in dieci anni), le manifestazioni d’interesse dovranno essere inviate entro il 9 gennaio 2026.
Emanato il 24 ottobre dal ministero del Lavoro il decreto di concessione della cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i 79 addetti degli stabilimenti di Ponte di Piave e Oderzo (entrambi in provincia di Treviso) della Likum, azienda progettista e produttrice di stampi per materie plastiche, recentemente venduta dal fondo tedesco Accursia Capital alla società rumena Fast Effectiv Solution 360. L’azienda, in un accordo raggiunto con i sindacati il 9 ottobre, ha previsto anche incentivi all’esodo volontario.
Prorogati i contratti di solidarietà per i dipendenti dello stabilimento di Piedimonte San Germano (Frosinone) della Denso Thermal Systems, azienda torinese (che in Italia annovera 3.400 addetti distribuiti in sette sedi) produttrice sia di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la ventilazione per l’automotive sia di condizionatori domestici fissi. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° giugno, si concluderà il 31 marzo 2026. Analoga misura è stata attivata per i dipendenti dell’impianto di Poirino (Torino): iniziato il 4 novembre, il contratto di solidarietà si concluderà il 31 marzo 2026.
Cassa integrazione straordinaria per i 107 dipendenti della Goldoni Keestrack di Migliarina di Carpi (Modena), azienda (di proprietà belga) produttrice di macchine agricole e movimento terra. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 10 novembre, si concluderà il 31 dicembre, e molto probabilmente verrà prorogato anche nel 2026. L’azienda attraversa da tempo una fase di difficoltà (da più di un anno e mezzo si ricorre alla cassa integrazione) a causa della flessione del mercato di riferimento e sarebbe in procinto di essere acquisita dalla holding turca Asko.
Nuova proroga di un anno dei contratti di solidarietà per i 1.600 lavoratori della Biesse di Pesaro, azienda produttrice di linee, componenti e macchine per la lavorazione di legno e industria in genere. Il nuovo ammortizzatore sociale, iniziato il 27 ottobre, si concluderà il 26 ottobre 2026. Considerato il perdurare della crisi del settore, nonché il calo di ordinativi e ricavi, in precedenza la società aveva attivato misure di sostegno al reddito dall’ottobre 2024 al giugno 2025 e poi dal il 1° luglio 2025 al 26 ottobre scorso.
Contratti di solidarietà per i 238 dipendenti della Machining Centers Manufacturing di Borgo di Sotto di Vigolzone (Piacenza), storica azienda attiva nella progettazione e costruzione di centri di lavoro per la produzione automatizzata di componenti meccanici per i settori aerospace ed energia. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 21 luglio, si concluderà il 20 gennaio 2026. La società, di proprietà cinese e alle prese dal giugno scorso con problemi di liquidità, è in procinto di essere venduta all’impresa italiana Vigel, produttrice di macchine utensili (in particolare per l’automotive).
Emanato il 19 novembre dal ministero del Lavoro il decreto di concessione della cassa integrazione straordinaria in deroga in favore dei 51 dipendenti della Gsi Lucchini di Piombino (Livorno), azienda specializzata nella produzione e rigenerazione di assili ferroviari e componentistica per il trasporto su rotaia. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° novembre, si conclude il 30 aprile 2026. Contestualmente alla firma dell’accordo, sono state anche definite politiche attive del lavoro per salvaguardare le professionalità presenti in azienda.
La comunicazione ufficiale è arrivata il 3 novembre: la Marangoni Meccanica di Rovereto (Trento), storica azienda produttrice di macchinari per pneumatici di grandi dimensioni, ha chiuso definitivamente. Per i 40 lavoratori è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo. Dall’ottobre 2024 l’azienda era in concordato preventivo e aspettava eventuali investitori, ma al tribunale non sono arrivate offerte. Agli ormai ex dipendenti la Provincia di Trento ha garantito percorsi di riqualificazione professionale e ricollocazione.
Può considerarsi conclusa la ristrutturazione dello stabilimento Beko Europe di Melano di Fabriano (Ancona). Il bilancio al 17 dicembre era di 66 uscite, tra licenziamenti incentivati e risoluzioni consensuali, a fronte di un target di 64 operai previsto dall'accordo sottoscritto al ministero delle Imprese. A queste si aggiungono fino a un massimo di 207 esuberi nelle funzioni impiegatizie (tra uffici centrali e Centro ricerca e sviluppo): in questo caso le uscite volontarie incentivate sono arrivate a quota 73.
Ceramica, commercio, legno
Un anno di cassa integrazione straordinaria per i 94 dipendenti della sede centrale di Reggio Emilia della Realco, storica cooperativa della grande distribuzione con oltre 120 punti vendita in Emilia Romagna. La misura, iniziata il 1° novembre e della durata di 12 mesi, si è resa necessaria per fronteggiare una fase di pesante difficoltà economica, segnata dalla contrazione delle vendite e dall’aumento dell’indebitamento. L’ammortizzatore sociale sarà applicato a rotazione, ogni dipendente manterrà almeno il 25 per cento delle ore lavorate nel trimestre.
Contratti di solidarietà per i 14 dipendenti della storica azienda Camurati Profumi di San Mauro Torinese (Torino). L’ammortizzatore sociale, iniziato il 3 novembre, si concluderà il 30 aprile 2026. La riduzione dell’orario sarà fino al 65 per cento, gestita con rotazione; previsti l’integrazione salariale per le ore non lavorate e un incontro di monitoraggio a 90 giorni dall’avvio della misura. I contratti di solidarietà scongiurano i licenziamenti che erano stati annunciati nei mesi scorsi.
Cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione per i 324 dipendenti di Ceramica Dolomite di Borgo Valbelluna (Bellino). L’accordo, siglato il 9 dicembre, prevede l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale per 12 mesi, secondo criteri di rotazione. Nel frattempo, azienda e sindacati cercheranno i modi per gestire i 60 esuberi indicati nel piano di rilancio della società. L’intesa prevede incentivi all’esodo, programmi formativi per il ricollocamento dei lavoratori e investimenti nel 2026 per 4,3 milioni di euro. I prossimi incontri tra le parti sociali avverranno nelle giornate dell’8-9 gennaio.
Emanato dal ministero del Lavoro il 17 novembre il decreto di concessione dei contratti di solidarietà per i 259 dipendenti di Luisa Via Roma, storico rivenditore di abbigliamento, arredamento e prodotti lifestyle di alta gamma di Firenze e Sesto Fiorentino. L’ammortizzatore sociale (con pagamento diretto Inps), iniziato il 13 ottobre, si concluderà l’11 novembre 2026.
Prorogati per l’intero 2025 gli ammortizzatori sociali alla Natuzzi, player mondiale nella produzione e distribuzione di poltrone e divani. La cassa integrazione straordinaria per i 1.787 lavoratrici e lavoratori degli stabilimenti di Santeramo in Colle (Bari), Matera e Laterza (Taranto), iniziata il 1° novembre, si concluderà il 31 dicembre. Nei tre impianti era già in vigore un contratto di solidarietà, cominciato il 1° gennaio e scaduto il 31 ottobre. L’accordo, raggiunto al ministero delle Imprese il 5 novembre, prevede anche la possibilità di una nuova richiesta per il 2026 in caso di rifinanziamento.
Accordo raggiunto all’inizio di dicembre per la gestione degli esuberi in Metro Italia e Metro Dolomiti, società di vendite all’ingrosso e servizi per la ristorazione. Le uscite, per un massimo di 110 lavoratori, saranno volontarie e avverranno mediante isopensione. La scadenza per le domande, che potranno presentare i dipendenti con almeno 62 anni compiuti al 31 maggio 2026, è fissata al 18 gennaio 2026. Gli aderenti riceveranno una prestazione economica mensile erogata dall’Inps e finanziata dalla società fino alla maturazione del trattamento pensionistico, per un periodo massimo di sette anni.
Raggiunto il 4 dicembre l’accordo per la gestione degli esuberi alla Yoox, azienda di vendita online di articoli di moda e design, che il 2 settembre aveva aperto la procedura di licenziamento collettivo per 211 dipendenti di Milano e Bologna. L’accordo prevede la riduzione delle uscite a 145, che avverranno previa adesione volontaria e con incentivazione economica. Qualora non si raggiungesse la risoluzione dei 145 rapporti di lavoro, vi sarà la possibilità di accedere alla cassa integrazione straordinaria per sei mesi. Sindacati: “Centrato l’obiettivo di ridurre l’impatto sociale sui territori”.
Alimentare, logistica, pulimento
Chiude la Deligusti di Melegnano (Milano), azienda produttrice e distributrice di marinati ittici e prodotti della terra, che a inizio ottobre aveva comunicato la decisione di trasferisce le proprie attività in Spagna. Nell’ultimo periodo si era presentata una cordata di imprenditori italiani, ma la trattativa è saltata. Per i 36 lavoratori saranno ora attivati i 24 mesi di indennità di disoccupazione (Naspi) e verrà loro assegnata una buonuscita economica.
Accordo raggiunto per la gestione dei 21 esuberi dell’area produttiva dello storico Salumificio Franchi di Borgosesia (Vercelli). I lavoratori sono stati suddivisi in tre fasce: chi raggiungerà la pensione entro il 2027, chi la raggiungerà entro il 2030, infine tutti gli altri. Per ogni fascia è stato stabilito un incentivo all’esodo, comprensivo del pagamento per il preavviso. Per tutti i lavoratori, ovviamente, è scattato l’accesso alla Naspi.
Raggiunto l’accordo sui 311 licenziamenti alla Fiege Logistics di Stradella (Pavia), società tedesca che si occupa della gestione del magazzino di Shein, noto marchio cinese dell’abbigliamento low cost, che il 31 dicembre chiuderà per trasferire l’attività in Polonia. Stabilite le buonuscite per i lavoratori (24 mila, 18 mila e 14 mila euro, secondo gli anni di anzianità di servizio), che si aggiungono alla Naspi. Previsti anche 170 ricollocamenti negli altri impianti Fiege di Stradella, Castel San Giovanni (Sephora), Novara e Bologna, con un incentivo di 6 mila euro per sostenere le spese di affitto di una nuova abitazione.
Cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i dipendenti della Hc Log, azienda di logistica attiva nella movimentazione di auto all’autoparco Il Faldo di Collesalvetti (Livorno). L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° ottobre, si concluderà il 31 dicembre. La crisi è dovuta alla risoluzione del contratto di appalto con Autotrade Logistics (gruppo Koeller); attualmente sono in corso trattative per l’internalizzazione e il ricollocamento dei complessivi 66 lavoratori.
Un anno di contratti di solidarietà per i 45 lavoratori della Nippon Express Italia di Bologna, multinazionale giapponese di logistica e spedizioni nel settore del fashion. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° dicembre, si concluderà il 30 novembre 2026. A determinarne l’adozione è stata la disdetta, dopo oltre dieci anni, del contratto di fornitura di servizi con il cliente “La Sportiva”, noto marchio italiano che produce scarpe e abbigliamento tecnico, che assorbiva circa l’80 per cento del lavoro svolto nel magazzino.
Ulteriori sei mesi di cassa integrazione per i 53 lavoratori della Fdm, azienda della logistica operante nell'indotto Stellantis di San Nicola di Melfi (Potenza). L’intesa, raggiunta il 13 dicembre, prevede il ritiro ufficiale delle lettere di licenziamento precedentemente inviate ai dipendenti. Attualmente in azienda è attiva una cassa integrazione per 12 mesi, iniziata il 9 febbraio. Per questi addetti, inoltre, sono previsti anche percorsi di formazione avanzata.
Cassa integrazione straordinaria per cessazione d’attività per i circa 600 dipendenti della Postalcoop di Cirié (Torino), cooperativa di logistica con servizi di recapito per Opera Delivery e Nexive Network (entrambe società di Poste Italiane, travolta dall’operazione “Epicentro” della Guardia di finanza. L’ammortizzatore sociale, iniziato il 22 settembre, si concluderà il 31 dicembre. A essere coinvolti sono anche i lavoratori dei magazzini di Vimodrone (Milano), Villalba (Treviso), Reggio Emilia, Civitella in Val di Chiana (Arezzo), San Mauro Torinese, Mappano, Settimo Torinese, Nichelino e Grugliasco (tutti in provincia di Torino).
Emanato il 24 ottobre dal ministero del Lavoro il decreto di proroga dei contratti di solidarietà per i lavoratori della Iscot Italia, azienda torinese dell’indotto Stellantis di Piedimonte San Germano (Frosinone), attiva nel settore della pulizia specializzata di impianti e macchinari industriali. Per i 40 addetti ai settori verniciatura e plastica l’ammortizzatore sociale, iniziato il 1° ottobre, si concluderà il 31 dicembre. Il contratto di solidarietà precedente, iniziato il 1° gennaio, si era concluso il 30 settembre.
Carta, credito, informatica, occhialeria, servizi, tessile
È stato firmato il 29 novembre l’accordo sul ricambio generazionale tra sindacati e Banco Bpm. L’intesa prevede (nell’ambito del piano industriale 2023/2026) fino a 120 uscite volontarie di lavoratori che abbiano maturato l’accesso alla prestazione pensionistica (“anticipata” o di “vecchiaia”) entro il 1° gennaio 2027. Nel contempo, l’accordo stabilisce 90 nuove assunzioni nel 2026, garantendo un tasso di sostituzione del 75 per cento. Fisac Cgil: “Siamo riusciti a coniugare per la prima volta la gestione di pensionamenti incentivati volontari con un piano di ingressi proporzionato e tempestivo”.
Un ulteriore anno di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori della Giano di Fabriano (Ancona), azienda produttrice di carta per ufficio del gruppo Fedrigoni. La vertenza era iniziata nell’ottobre 2024 con l’annuncio della chiusura dell’impianto e conseguenti 173 licenziamenti. L’accordo, raggiunto l’11 dicembre, prevede anche un pacchetto formativo per complessive 416 ore. Riguardo gli esuberi, questi si sono ridotti a 31. L’azienda ha confermato investimenti per tre milioni di euro, concentrati sui settori della per banconote e di sicurezza e sul comparto del disegno artistico.
Siglato a metà dicembre un accordo che prevede esodi, come atteso in conseguenza della fusione fra Bper e Banca popolare di Sondrio, tramite il pensionamento incentivato o l’accesso al fondo esodi di 800 dipendenti che matureranno la pensione entro il 1° gennaio 2032. La cessazione del rapporto di lavoro è stabilita tra il 30 settembre e il 31 dicembre 2026. A fronte delle uscite sono previsti 666 nuovi ingressi (pari all’83,2 per cento delle uscite), tra assunzioni e stabilizzazioni di chi lavora (o ha lavorato) in somministrazione o a tempo determinato.
Siglato il 27 ottobre l’accordo per il futuro dello stabilimento Innovatek di Longarone (Belluno), ex ramo d’azienda Safilo (rilevato a fine 2023) che attualmente impiega 75 lavoratori su 152. L’intesa prevede la proroga di un anno della cassa integrazione straordinaria, l’adozione di un’indennità aggiuntiva per i lavoratori sospesi (sulle ore eccedenti il 20 per cento del totale mensile), incentivi all’esodo per 35 lavoratori (che si aggiungono ai 17 pensionandi che hanno sottoscritto un precedente accordo) che lasceranno volontariamente l’azienda entro il 31 dicembre prossimo e percorsi di ricollocamento e formazione per chi sceglierà l’uscita volontaria.
Revoca dei licenziamenti annunciati a metà ottobre e attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga fino al 1° febbraio 2026 per i 12 lavoratori della Manifattura del Casentino, storica azienda di Bibbiena (Arezzo) produttrice del celebre “panno del Casentino”, tessuto simbolo della tradizione artigianale toscana. Questo l’esito del confronto che si è svolto il 14 novembre presso la Regione Toscana per valutare gli sviluppi della situazione a seguito della recente messa in liquidazione della società. Ora si apre una fase di interlocuzioni per verificare la concreta possibilità di interventi da parte di nuovi investitori.
Dopo l’annuncio di cessare l’attività il 31 dicembre prossimo, l’azienda di informatica Softlab Tech ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per i 146 dipendenti rimasti tra le sedi di Caserta, Maddaloni (Caserta) e Roma, attualmente in cassa integrazione a zero ore. La maggior parte dei lavoratori interessati (127 addetti) sono i superstiti dei circa 250 ex dipendenti della multinazionale Jabil di Marcianise (Caserta) che qualche anno fa accettarono di transitare in Softlab Tech. Al ministero delle Imprese attualmente sono in corso colloqui per favorire la ricollocazione dei lavoratori in altre realtà produttive del territorio.
Siglato il 2 dicembre l’accordo sulla gestione dei 70 esuberi (su 148 addetti complessivi) alla Swinger International di Bussolengo (Verona), azienda produttrice di jeans per grandi firme. L’intesa non è stata firmata dalla Filctem Cgil. Il 10 novembre la società aveva avviato la cassa integrazione straordinaria per otto mesi, il 25 novembre ha comunicato il licenziamento collettivo. Filctem: “Azienda e Confindustria non hanno recepito le nostre richieste che prevedevano l’inserimento di una clausola di salvaguardia rispetto alla decorrenza dei termini dei licenziamenti. L’incentivazione all’esodo, inoltre, è del tutto inadeguata”.
giovedì 25 dicembre 2025
mercoledì 24 dicembre 2025
Franco Astengo: Legge di bilancio
(Nessun oggetto)
Franco Astengo
più altri 11
LEGGE DI BILANCIO: ESITO POLITICO di Franco Astengo
Un quadro non esaltante anzi piuttosto deprimente alla vigilia di una prova molto difficile come quella del referendum sul ruolo della magistratura in una democrazia italiana in cui sono in pericolo la Costituzione e lo stesso principio illuminista della separazione dei poteri.
L'esito concreto della vicenda riguardante la legge di bilancio, almeno nella versione approvata dal Senato (e qui si apre il discorso del bicameralismo) può essere riassunta in 3 punti:
a) un decreto aggiuntivo per soddisfare gli appetiti della Confindustria;
b) la spesa militare ricondotta nell'alveo della crescita fino al 5% sul Pil come indicato dal piano di guerra targato Von der Leyen;
c) l'evidente sbilanciamento a favore dei ceti sociali più forti.
Scusandomi per la personalità della sintesi credo si debba prestare attenzione agli esiti politici di questa fase convulsa e tormentata:
1) Si è verificato un ulteriore passaggio sopravvenienza della "Costituzione materiale" sulla Costituzione repubblicana. Un passaggio cruciale effettuato soprattutto sotto l'aspetto della riduzione di quella che un tempo era definita "centralità del parlamento" (lo ha anche fatto notare con crudezza lo stesso ministro Giorgetti). Una riduzione nel ruolo del parlamento (elemento non secondario di una riduzione complessiva nel rapporto politica/società) che si è realizzato sotto due aspetti: il "salto del dibattito" ponendo la fiducia sulla decretazione; il concreto ridimensionamento del bicameralismo a monocameralismo con la seconda camera chiamata in causa (in questo caso quella dei deputati) semplicemente per "ratificare". Senza voler forzare alcunché è comunque il caso di richiamare questi passaggi in previsione del referendum sulla magistratura : i provvedimenti che saranno oggetto del voto fanno parte dello stesso pacchetto di costruzione di una "Costituzione Materiale" (già avviato ai tempi delle presidenze Berlusconi e poi in parte stoppata dall'improvvidezza del tentativo di rafforzamento attuato con la presidenza Renzi) di accentramento dei meccanismi di governabilità utilizzati per aprire la strada al presidenzialismo (che nella versione della destra ha assunto la veste del premierato). Tutta questa partita si tiene e deve essere oggetto del contendere nel corso della partita referendaria. Se si abbassa il tono e ci si riduce al fatto tecnico della separazione delle carriere oppure se si invocherà semplicisticamente una "spallata" verso il governo le possibilità di spuntarla risulteranno sicuramente ridotte;
2) L'opposizione. Al principio di questa brutta storia vissuta nelle ultime settimane alcune associazioni di cultura politica legate alla storia della sinistra italiana e operanti sul piano nazionale avevano proposto alle opposizioni di non tenere un atteggiamento "emendatario" ma di adottare uno schema pienamente alternativo facendo riferimento alla "Controfinanziaria" che ogni anno prepara il gruppo di "Sbilanciamoci" (cosa avvenuta anche quest'anno con un documento presentato alla Camera dei Deputati il 4 dicembre). L'obiettivo era quella di proporre un intervento che anche su specifici aspetti fosse basato su di un progetto complessivo. Questo non è avvenuto, la proposta delle associazioni non è stata considerata . Soltanto la CGIL è stata in grado di sviluppare una mobilitazione di massa e alla fine per arrivare al ritiro di alcuni provvedimenti del tutto sballati (e fortemente impopolari) si è dovuto assistere ad un duro scontro interno alla maggioranza stessa e a interventi "esterni" (quello della Confindustria prontamente ascoltato con l'emanazione del decreto già citato). Neppure c'è stata la volontà di intervenire nel dissidio interno che ha avuto protagonista la Lega che come sappiamo è molto sensibile alla questione pensionistica.
Al riguardo dell'opposizione rimane da comprendere un punto nodale: se si ritiene possibile un'alternanza a "bipolarismo temperato" oppure se si pensa, nel 2027, di andare a un confronto personalistico che oggi come oggi apparirebbe comunque perdente.
Insomma: una situazione quanto mai problematica nella quale si sono posti da parte delle opposizioni evidenze di nodi non sciolti cui si aggiungono le esitazioni riguardanti la politica estera.
Ripetiamo quanto già scritto in epigrafe:
Un quadro non esaltante anzi piuttosto deprimente alla vigilia di una prova molto difficile come quella del referendum sul ruolo della magistratura in una democrazia italiana in cui sono in pericolo la Costituzione e lo stesso principio illuminista della separazione dei poteri.
martedì 23 dicembre 2025
lunedì 22 dicembre 2025
Franco Astengo: Sistema politico
SISTEMA POLITICO di Franco Astengo
Il XXVIII Rapporto "Gli Italiani e lo Stato" 2025, realizzato da Demos & Pi, ha analizzato le percezioni degli italiani su istituzioni e politica, evidenziando trend preoccupanti come la scomparsa della classe media (solo il 45% si sente tale) e un crescente consenso verso soluzioni autoritarie, con il 30% che non escluderebbe il fascismo.
Tutto questo secondo i dati di fine 2025.
In Sintesi Il XXVIII Rapporto "Gli Italiani e lo Stato" 2025 dipinge un quadro di crescente fragilità sociale ed economica, con una polarizzazione delle opinioni che spinge una minoranza significativa verso soluzioni antidemocratiche, segnando una profonda crisi di fiducia nelle istituzioni e nella democrazia liberale.
Si confermano così le analisi che stiamo cercando di portare avanti da tempo con al centro la modifica del sistema dei partiti e la crescita esponenziale dell'astensionismo nella diverse tornate elettorali(astensionismo sul cui fenomeno non ci soffermiamo avendone dedicato all'analisi analitica molti interventi).
La difficoltà italiana è difficoltà sistemica nel suo complesso (tra le istituzioni e i soggetti politici; tra gli stessi soggetti politici ; tra i soggetti politici e i corpi sociali intermedi; nella formazione e nell’aggregazione del consenso).
Si aggiunge il presentarsi concreto (dopo diverse avvisaglie) della modifica della forma di governo, una modifica evidentemente ben inoltrata dentro il tema del presidenzialismo,che ha assunto la forma del "premierato". Deve comunque essere ricordato che la stessa presidenza Conte (in entrambe le versioni giallo-verde e giallo-rosso), approfittando anche dell’emergenza sanitaria, si era sicuramente addentrata sul terreno del cambiamento profondo dell’origine parlamentare della presidenza.
Del resto la governabilità per decreto ha avuto origine, nel sistema politico italiano, molto lontane nel tempo, fin dai primi anni'80 del secolo scorso.
Serve allora sviluppare alcune considerazioni sullo stato delle cose in atto nel sistema politico italiano. Da molti anni, in settori minoritari della sinistra, si sta cercando di insistere sulla necessità di un’analisi riguardante l’estrema fragilità del sistema politico italiano.
Un sistema fragile segnato profondamente dal trasformismo.
Questa affermazione rimane, a mio giudizio, più che mai valida in questa fase di movimento e di affermazione della figura del "Lord (o Lady) protettore /protettrice".
E' necessario uno sforzo di riflessione e l'elaborazione di una proposta politica partendo da un interrogativo: come si sposterà allora, se si sposterà, il confronto centro destra versus centro - sinistra (che si sta cercando di forzare in bipartitismo personalizzato ad uso "cerchi magici" per evitare l fastidio di organismi dirigenti ormai ridotti a clan seguaci del "capo/a") e nel centro - sinistra troverà posto il M5S (al riguardo del quale è utile mantenere un giudizi di ambiguità), oppure lo spostamento d'asse in corso sul piano del riferimento europeo rimescolerà completamente il quadro?
La risposta a questo interrogativo risulterà determinante anche perché c'è da tener conto che il vuoto in politica non esiste e che il quadro dei riferimenti internazionali appare molto complesso mentre spirano i venti di guerra e il vecchio schema dell'atlantismo è stato denunciato da Trump alla ricerca, nel quadro di una strenua competizione con la Cina, di definire i termini di un nuovo bipolarismo.
E' il caso allora di andare a fondo sul tema della fragilità del sistema attraverso un'elaborazione autonoma non riferita alla stretta quotidianità del gioco politico.
La responsabilità maggiore di questa fragilità spetta, invece, alla leggerezza con la quale, all’interno del sistema, è stato permesso al M5S di raccogliere una messe di consensi ottenuti sulla base di opzioni meramente demagogiche e distruttive senza che si verificasse un contrasto reale di progetto alternativo.
L'effimero sfondamento attuato dal M5S con le elezioni del 2018 sta pesando enormemente sullo spostamento d'asse in corso: la debolezza strutturale che ne è derivata ha aperto la strada a questa strisciante modifica costituzionale e ha sicuramente aperto la strada all'estrema destra che oggi governa pur in un quadro di fibrillazione al cui riguardo il centro-sinistra non pare capace di inserirsi.
Questo elemento, della resa verso i 5 stelle nel periodo 2013-2018, è risultato esiziale perché ha consentito che si inoculassero nel sistema forti dosi di demagogia a livello di riscontro di massa, cui aveva già concorso il PD nella fase della segreteria (e presidenza del consiglio) Renzi.
Il risultato concreto di questa fase è stato quella della perdita di circa 5.000.000 di voti validi tra le elezioni politiche 2018 e quelle 2022.
Un mix micidiale: governabilità e personalizzazione in un quadro trasformista che ha fatto perdere fiducia per milioni di elettrici ed elettori.
Il risultato dell’intreccio tra governabilità intesa come mero esercizio del potere e personalizzazione della politica a tutti i livelli è stato quello quello dell’emergere del fenomeno della demagogia trasformistica .
Una demagogia trasformistica che si è accompagnata alla crescita delle diseguaglianze e alla sparizione della middle-class: un quadro di impoverimento generale che ha causato il formarsi di una sorta di alleanza tra il “ventre molle” della borghesia e l’individualismo competitivo, che alla fine, ha assunto la veste di una domanda di tipo assistenzialistico – corporativo, con la perdita di ruolo nell’insieme dei corpi intermedi di mediazione sociale e politica (come emerge con chiarezza dalle manovre in corso sulla legge finanziaria).
L'attuale governo della destra ha enfatizzato questa demagogia trasformistica tentando addirittura di "ideologizzarla" (riportando in auge il "Dio, patria e famiglia" e la simbologia para-fascista): una operazione ambigua perché rivolta a una società frastagliata, separata e fondata sul consumismo individualista di tipo "competitivo" raccolta soltanto attorno ai nuovi feticci della comunicazione social.
Così non siamo lontani da una antica rievocazione dell' "autobiografia della nazione".
Qui risiedono le difficoltà della sinistra, in ritardo nel riconoscere le contraddizioni reali sulla base delle quali stava trasformandosi la società italiana e ancora incerta tra vecchi slogan e ricerche intorno a soggettività ormai definitivamente tramontate.
Il solo contrasto possibile alla crescita ulteriore di questa demagogia trasformistica che non sia quella della riduzione dei margini della democrazia repubblicana può arrivare:
1) da una ripresa di ruolo della Sinistra, da realizzarsi in forme nuove ma solidamente ancorata alle parti più alte della propria tradizione:
2) dal rilancio Costituzionale della democrazia repubblicana fondata sulla centralità del Parlamento , la separazione dei poteri (prestando anche particolare attenzione al referendum costituzionale sulla magistratura, e sulle limitazioni imposte alla magistratura di controllo contabile) e il sistema elettorale proporzionale (proponendo una inversione di tendenza al riguardo del leaderismo anche attraverso una nuova dimensione dei partiti ad integrazione di massa che sarebbero chiamati a svolgere regolari congressi e non consultazioni di tipo plebiscitario attorno ad una errato concetto di "accettazione del leader" come invece ha sostenuto la nuova sindaca di Genova astro nascente dell'accentuazione personalistica di una funzione leaderistica posta "sopra" al sistema),
3)la programmazione economica, lo sviluppo industriale posto all'altezza della sfida dell'innovazione tecnologica e delle transizioni digitale e ambientale,
4) la prospettiva di un'Europa alternativa nella quale far valere l'autonomia politica in funzione della pace,
5) la solidarietà sociale con una idea di moderno welfare,
6) una funzione pedagogica capace di riportare in discussione il concetto di egemonia rifiutando la separatezza tra cultura e politica.
In conclusione mi azzardo a sostenere che su questi 6 punti (e molto altri) forze sparse della sinistra, eredi della sua grande tradizione storica anche novecentesca, avrebbero ancora molto da elaborare e da proporre.
domenica 21 dicembre 2025
sabato 20 dicembre 2025
venerdì 19 dicembre 2025
giovedì 18 dicembre 2025
mercoledì 17 dicembre 2025
Franco Astengo: Cile
CILE E DEMOCRAZIA di Franco Astengo
L'esito delle elezioni cilene impone di ritornare sul tema della democrazia: non è consentita indifferenza e/o sottovalutazione.
In Cile si afferma una destra pinochettista che sale al potere proprio nel momento in cui tutti gli indicatori statistici indicano un arretramento nella qualità della democrazia sul piano planetario.
Proprio ieri, 15 dicembre, avevamo cercato di attirare l'attenzione sulla relazione nel merito del tema dei diritti compilata dalla Commissione del Parlamento Europeo, oggi "Il Manifesto" pubblica un ampio articolo di Filippo Barbera che prende le mosse dal rapporto di Freedom House nella sua 52a edizione .
Il rapporto di Freedom House registra per 19 anni di seguito una "diminuzione globale consecutiva della libertà in 60 paesi che hanno peggiorato i loro indicatori di diritti politici e libertà civili".
Nel suo articolo appena citato Barbera individua bene i prerequisiti sui quali può basarsi la democrazia:
1) un livello minimo di integrazione sociale della base popolare;
2) una relativa autonomia del processo decisionale collettivo;
3) una separazione tra la disuguaglianza nella sfera privata e l'uguaglianza nella sfera politica.
Sono questi i punti sui quali si sta incrinando la democrazia; i punti che sono negati dalla modernizzazione tecnocratica/autoritaria (ricordando che storicamente la tecnocrazia ha spesso assunto la veste della dittatura e della guerra).
Si inquadra in questo contesto il salto all'indietro che il Cile ha compiuto con il turno elettorale conclusosi con il ballottaggio di domenica scorsa ( ricordando anche che l'acuirsi delle contraddizioni ha portato -alla fine - allo scontro tra un filo fascista e una comunista).
Kast ha ottenuto 7.200.000 voti risultando così il presidente eletto con il maggior numero di voti nella storia del Paese Andino, mentre Boruc candidato della sinistra ed eletto nel 2021 ne aveva ottenuto 4.600.000 sconfiggendo lo stesso Kast fermo a 3.650.000: quindi tra il 2021 e il 2025 non si può non registrare un forte spostamento di voti verso destra.
Una situazione quella cilena che si infila in un quadro latinoamericano molto complesso laddove davvero forme democratiche di sistema politico appaiono disporre di poco spazio.
Un risultato che avrà influenza anche sui meccanismi politici a livello planetario: una spinta non da poco a quel restringimento di agibilità politica che verifichiamo essere già in atto assumendo anche tratti che possono definirsi egemonici nel senso di una costante riduzione nel rapporto politica/società.
Per l'Italia quella cilena può ben essere considerata come una brutta lezione: è facile ricordare i legami tra la sinistra italiana e quella cilena nella memoria del golpe che trascinò via Salvador Allende.
L'influenza di quella vicenda è da ricordare per la proposta di compromesso storico che sulla base di quei fatti fu avanzata da Enrico Berlinguer ma anche nell'attualità tra Cile e Italia sorgono affinità comuni: la vittoria della destra infatti è stata propiziata da una promessa "securitaria" avanzata da Kast sul tema dei migranti.
Un'agenda di legge e ordine "da far paura" quella di Kast cui hanno immediatamente plaudito gli esponenti nostrani della destra.
Un risultato quello cileno (senza dimenticare l'analisi del fallimento di quella sinistra di governo arrretrata ai minimi storici) che non deve essere sottovalutato in Europa, ma soprattutto in Italia, paese che un tempo aveva un sistema politico dalle caratteristiche simili a quello cileno oggi invece da noi il sistema appare albergato da soggetti personalistici/populisti oppure incentrati quasi esclusivamente sulle acquisizioni istituzionali in un contesto di "autonomia del politico" slegato da concreti riferimenti sociali. L'Italia è ormai un Paese nel quale sta affermandosi una vera e propria scissione tra il sistema politico-istituzionale e i livelli minimi di integrazione sociale: una scissione che potrebbe rappresentare la base per uno scivolamento in un accentramento di potere che finirebbe con il negare la sostanza costituzionale.
martedì 16 dicembre 2025
lunedì 15 dicembre 2025
Franco Astengo: STATO DI DIRITTO: IL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE EUROPEA E LA SITUAZIONE ITALIANA
STATO DI DIRITTO: IL RAPPORTO DELLA COMMISSIONE EUROPEA E LA SITUAZIONE ITALIANA di Franco Astengo
E' stato appena pubblicato il rapporto della riunione interparlamentare LIBE svoltasi a Bruxelles lo scorso 11 dicembre relativa alla situazione dello stato di diritto nell'Unione Europea.
La Riunione interparlamentare sulla situazione dello Stato di diritto nell’UE, promossa dalla Commissione libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE) del Parlamento europeo, ha assunto cadenza annuale a partire dal 2021.
L’obiettivo della riunione interparlamentare è quello di acquisire le valutazioni dei parlamenti nazionali in vista della preparazione della relazione e del progetto di risoluzione che la Commissione LIBE predispone e sottopone al voto della plenaria del Parlamento europeo.
La relazione esamina il rispetto del principio dello Stato di diritto analizzando le sue declinazioni ed evoluzioni, sia positive che negative,verificatesi in tutti gli Stati membri in quattro settori chiave:
− il sistema giudiziario (tra l’altro riportando le risultanze dell’analisi
comparativa dell’efficacia e indipendenza del potere giudiziario
effettuata dalla Commissione europea nel "Quadro di valutazione
della giustizia", EU Justice scoreboard);
− il quadro anticorruzione;
− il pluralismo e la libertà dei media;
− altre questioni istituzionali relative al sistema di bilanciamento dei
poteri.
La relazione del 2025 pone poi particolare attenzione su questioni che, all’interno dei quattro settori, hanno un legame diretto con il corretto funzionamento del mercato unico, quali una sana regolamentazione, le norme in materia di appalti pubblici e la stabilità del contesto normativo.
Ad esempio, l'efficienza, la qualità e l'indipendenza dei sistemi giudiziari sono ritenuti fondamentali per le prestazioni delle imprese e le decisioni di investimento, le misure anticorruzione per garantire condizioni di parità per le imprese, mentre un ambiente mediatico basato su norme chiare e aperte
per l’interesse commerciale dei fornitori di servizi di media.
La relazione comprende inoltre nuovi settori di segnalazione, quali la gestione delle cause commerciali da parte della magistratura, la stabilità del contesto normativo, l'effettivo funzionamento e l'indipendenza delle autorità di regolamentazione e il controllo giurisdizionale delle decisioni amministrative.
Il capitolo dedicato alla situazione dello Stato di diritto in Italia riporta:
• una valutazione dei progressi compiuti rispetto alle raccomandazioni
formulate nella relazione del 2024;
• le nuove raccomandazioni alla luce degli sviluppi verificatisi dopo la pubblicazione della relazione del 2024;
• altre considerazioni che generalmente riportano giudizi di soggetti terzi ma non sono formulate come raccomandazioni specifiche e puntuali della Commissione.
Dal punto di vista riassuntivo è necessario notare i principali punti critici riguardanti il ruolo dell'informazione affrontato con specifica capacità analitica dalla Commisssione, la magistratura (compresa quella contabile) , la condizione di libertà associativa e politica (decreto sicurezza), il quadro anticorruzione (con specifico riferimento al reato di abuso d'ufficio), il bilanciamento dei poteri.
Questo insieme di valutazioni che non nascondono alcuni giudizi di progresso ci indicano, sostanzialmente, un arretramento dello Stato di diritto disegnato dalla nostra Costituzione. Sarà questo il punto nevralgico da affrontare con il referendum sulla magistratura. Un referendum da non ridurre semplicemente a fatto tecnico e neppure da trasferire interamente sul piano politico immediato con una idea plebiscitaria sia da parte del governo, sia da parte dell'opposizione. Si tratterà di porre per intero il tema dell'affermazione costituzionale e sotto questo aspetto le valutazioni della Commissione Europea possono risultare utili a definire un quadro generale.
Riportiamo alcuni significativi punti di sintesi invitando alla lettura del testo completo reperibile online:
Sono stati compiuti alcuni progressi:
nel proseguire l'impegno volto a igliorare ulteriormente il livello di digitalizzazione nelle sedi
penali e nelle procure e alcuni progressi nell'adozione della proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi, e progressi limitati nell'adozione di norme complessive sul lobbying per l'istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi, compresa un'impronta legislativa;
Ancora nessun progresso nell'affrontare efficacemente e rapidamentela pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e nell'introdurre un registro elettronico unicoper le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne.
Alcuni progressi nel provvedere affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento dei media del servizio pubblico adeguato all’adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l'indipendenza.
Nessun ulteriore progresso nel portare avanti il processo legislativo del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche, evitando ognirischio di incidenza negativa sulla libertà di stampa e tenendo contodelle norme europee in materia di protezione dei giornalisti.
E' necessario:
1) completare il sistema digitale di gestione delle cause nelle sedi penali e nelle procure;
adottare la proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi
2) intensificare l'impegno per adottare norme complessive sul lobbying per l'istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi, compresa un'impronta legislativa;
3) intensificare l'impegno per affrontare efficacemente e rapidamente la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni eassociazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico perle informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne;
4) portare avanti l'attività legislativa in corso affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento deimedia del servizio pubblico adeguato all’adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l'indipendenza;
5) portare avanti il processo legislativo in corso del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche, evitando ogni rischio di incidenza negativa sulla libertà di stampa e tenendo conto delle norme europee in materia di protezione dei giornalisti;
6) intensificare le iniziative per costituire un'istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite.
Altre considerazioni:
Sistema giudiziario
La relazione si occupa del disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti, nonché sull’istituzione di due Consigli superiori, uno per la magistratura giudicantee uno per la magistratura requirente e la creazione di un’Alta Corte
disciplinare.
Nel riportare le segnalazioni di alcuni portatori di interessi circa le esternazioni critiche di esponenti politici sulla magistratura e le preoccupazioni di quest’ultima circa la perdita del rispetto reciproco fra le istituzioni e le ripercussioni di questi episodi sulla fiducia dei cittadini nella magistratura stessa, la Commissione europea richiama la raccomandazione
CM/Rec(2010)12 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa e la commissione di Venezia. In particolare la Commissione ricorda che anche se criticare le decisioni giudiziarie è un aspetto normale del dibattito democratico, i poteri esecutivo e legislativo dovrebbero evitare critiche tali da minare l'indipendenza della magistratura o la fiducia dei cittadini nella stessa.
Rispetto alla riforma globale degli organi di giurisdizione tributaria, la Commissione riferisce che per il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria il livello di indipendenza delle corti di giustizia tributaria non è aumentato poiché il Dipartimento della Giustizia tributaria è di fatto un ramo del Ministero dell’economia e delle finanze, e pertanto le corti continuano a essere funzionalmente dipendenti dal Ministero, il ruolo del Consiglio di Presidenza in qualità di organo autonomo rimane limitato con una dotazione finanziaria insufficiente.
Rispetto alla riforma del codice della giustizia contabile e della Corte dei conti, vengono riportate le preoccupazioni di quest’ultima relative al rischio di inefficienze nell'attribuzione delle responsabilità amministrative e quindi di compromissione della legalità, della trasparenza e dell'efficienza delle azioni delle autorità pubbliche, oltre che di riduzione della loro responsabilità. Secondo quanto riferito dalla Commissione, per la Corte dei conti la riforma si inserisce in un contesto in cui la magistratura contabile avverte ancora gli effetti della riforma del 2020, sul c.d. scudo erariale, e ostacola la capacità dei magistrati contabili di affrontare i casi di cattiva amministrazione, irregolarità e uso improprio dei fondi pubblici, nazionali ed
europei (vedi supra).
Quadro anticorruzione
La relazione rileva al riguardo che la criminalizzazione dell’abusod’ufficio a livello dell’UE è contemplata anche da una proposta di direttiva,attualmente in corso di esame in prima lettura nell’ambito della procedura legislativa ordinaria.
La proposta in particolare aggiorna il quadro giuridico dell'UE in materia di lotta contro la corruzione, vincolando gli Stati membri all'adozione di norme di armonizzazione minima delle fattispecie di reatoriconducibili alla corruzione e delle relative sanzioni, nonché di misure per
la prevenzione del fenomeno corruttivo e di strumenti per rafforzare la cooperazione nelle relative attività di contrasto.
In particolare, la proposta obbliga gli Stati membri ad adottare misure necessarie affinché siano punibili come reati le condotte seguenti, se intenzionali:
• corruzione nel settore pubblico e privato;
• appropriazione indebita;
• traffico di influenze illecite;
• abuso d'ufficio;
• intralcio alla giustizia;
• arricchimento mediante il reato di corruzione.
Inoltre la disciplina della prescrizione, che per diversi reati prevede l’allungamento significativo dei termini di prescrizione, potrebbe determinare ulteriori squilibri di sistema; con riferimento al regime delle pene accessorie, ed in particolare alla sanzione dell’impedimento alla candidatura della persona perseguita per reati di corruzione, appare non privo di fondamento l’argomento in base al quale potrebbe risultare non conforme al principio di attribuzione (ed in ogni caso al principio di sussidiarietà) l’opzione della Commissione europea di estendere l’esercizio della competenza legislativa dell’UE in diritto penale fino a incidere sulle disposizioni che regolano lo svolgimento del processo democratico nelle elezioni
Decreto Sicurezza
La relazione si sofferma sul decreto legge 11 aprile 2025, n. 48, e relativa legge di conversione, in materia di sicurezza, che, secondo quanto riferito, ha suscitato le preoccupazioni dei portatori di interessi in merito a possibili ripercussioni sullo spazio civico e sull’esercizio delle libertà
fondamentali.
La Commissione ricorda che, in una lettera al Presidente del Senato, il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa aveva espressopreoccupazione per il fatto che una mancanza di precisione nel progetto dilegge potesse consentire un'applicazione arbitraria e sproporzionata,
potenzialmente in conflitto con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo,e che anche sei relatori speciali delle Nazioni Unite avevano rilevato con preoccupazione che il progetto di legge rischiava di violare una serie di diritti,in particolare il diritto alla libertà di espressione e di opinione, il diritto alla libertà di riunione pacifica e il diritto alla libertà di associazione.
Pluralismo e libertà dei media - Accesso alle informazioni giudiziarie
Nella relazione si riporta che le iniziative legislative che disciplinanol’accesso a determinate informazioni giudiziarie e la relativa pubblicazione preoccupano i giornalisti. In particolare si citano la riforma Nordio e l’emendamento Costa.
Bilanciamento dei poteri
La relazione, ribadendo quanto già affermato nelle precedenti relazioni,riporta le preoccupazioni dei portatori di interesse circa il frequente ricorso alla decretazione d’urgenza da parte del Governo, riferendo anche che,secondo la Commissione Affari costituzionali della Camera, sebbene i decreti legge siano da anni uno dei principali strumenti legislativi, le prerogative del Parlamento non risulterebbero compromesse poiché in molti casi il Parlamento ha apportato modifiche in sede di conversione in legge. Inoltre, la Commissione precisa che al 1o luglio 2025 l'Italia doveva ancora dare esecuzione a 74 sentenze guida della Corte europea dei diritti
dell'uomo, otto in più rispetto all’anno precedente.
domenica 14 dicembre 2025
sabato 13 dicembre 2025
giovedì 11 dicembre 2025
mercoledì 10 dicembre 2025
martedì 9 dicembre 2025
domenica 7 dicembre 2025
venerdì 5 dicembre 2025
mercoledì 3 dicembre 2025
Franco Astengo: Sinistra e movimento operaio
SINISTRA E MOVIMENTO OPERAIO di Franco Astengo
La presenza in piazza assieme dei lavoratori dell' Ansaldo e dell' ex-Ilva porta Genova in primo piano, com'è tradizione,di lotte operaie che si stanno portando avanti in un contesto ben diverso da quelle anni'70-'80 sia per i riferimenti internazionali sia per quelli legati allo sviluppo tecnologico.
Rimane però un punto comune nella storia delle lotte del comparto industriale: la decisività di questo settore, della sua capacità di produzione, della sua funzione fondamentale per lo sviluppo del Paese.
La classe operaia esiste ancora, non è un pallido ricordo del passato e le manifestazioni di oggi ci richiamano direttamente alla condizione di classe e alla necessità di essere protagonisti nei settori dove si costruiscono "cose che all'indomani non si comperano al supermercato" come recitava un vecchio motto della classe operaia genovese.
La sinistra deve ritornare ad essere il punto di riferimento di questa classe, la sua guida ispiratrice: scrivo della sinistra politica e della sinistra sindacale, della sinistra dell'uguaglianza, della sinistra che difende e promuove il lavoro esprimendo anche una capacità di innovazione da portare avanti non soltanto sul piano dell'innovazione tecnologica ma soprattutto sul piano del rapporto con il territorio nella espressione di una forte tensione verso il quadro di nuove contraddizioni tra contraddizioni per così dire "classiche" e contraddizioni post - materialiste.
La fase della post-globalizzazione ha mutato in profondità il quadro di riferimento, la ripresa dei nazionalismi, la forza delle grandi potenze, il pericolo di guerra ci induce a pensare che sia il livello europeo quello dello spazio politico, economico, progettuale sul quale intervenire.
Ed è questo il punto di riflessione che può essere proposto ai partiti e al sindacato,ciascheduno nella rispettiva autonomia.
In sostanza i punti da rilanciare possono essere così riassunti:
1) l'Europa come spazio politico di riferimento;
2) La politica industriale come centrale in una proposta di programmazione economica;
3) Una politica industriale che si misuri con il grande tema della pace e delle transizioni in atto da quella ambientale a quella digitale.
martedì 2 dicembre 2025
lunedì 1 dicembre 2025
sabato 29 novembre 2025
venerdì 28 novembre 2025
giovedì 27 novembre 2025
Franco Astengo: Numeri dalle Regioni (seconda parte)
NUMERI DALLE REGIONI (seconda parte) di Franco Astengo
Premessa
I commenti ai risultati elettorali di Campania, Puglia e Veneto (elezioni del 23/24 novembre 2025)si sperticano a ricercare perdenti e vincenti mentre viene completamente sottovalutato il tema dell'astensione, arrivata ormai a coinvolgere la maggioranza assoluta di elettrici ed elettori, che rende il sistema terreno ideale per scorrerie di concentrazione (anche personalistica) del potere come dimostra la questione della modifica della formula elettorale che il centro destra sta preparando dopo che per anni la sinistra ha praticamente ignorato il problema (nonostante i tanti richiami del compianto Felice Besostri). Si considerano le elezioni quasi come una mera prova agonistica con i partiti ridotti a litigiosi comitati elettorali. In questi casi poi la semplificazione che la destra utilizza nel messaggio politico prevale.
Analisi dei voti di lista del turno elettorale del 23/24 novembre 2025
(le percentuale sono tutte riferite al totale degli iscritti nelle liste)
CAMPANIA
Elezioni regionali 2025
Aventi Diritto 4.975.253 Voti Validi 2.009.713 40,39%
Elezioni politiche 2022
Aventi Diritto 4.510.722 Voti Validi 2.301.727 51,02%
Elezioni regionali 2020
Aventi diritto 4.996.921 Voti Validi 2.357.610 47,18%
Tra le regionali 2020 e le regionali 2025 - 6,79%
Centro-Sinistra
PD 370.016 7,43%
(Regionali 2020: 398.522 7,97% Politiche 2022: 277.763 6,15%)
M5S 183.333 3,68%
(Regionali 2020 233.975 4,68% Politiche 2022 798.013 17,69% )
Riformisti (in precedenza Italia Viva - Azione) 116.963 2,35%
( Regionali 2020 173.884 3,47% Politiche 2022 121.165 2,68%)
AVS 93.596 1,88%
(Regionali 2020 (Europa Verde) 42.997 0,86% Politiche 2022 62.060 1,37% )
Noi di Centro 71.260 1,43%
Politiche 2022 27.730 0,61%
Liste del presidente e civiche 394.754 7,93%
Regionali 2020 1.001.210 (compreso Centro Democratico, PSI, PRI) 20,03%
Rappresentatività complessiva del centro-sinistra compreso il M5S e i riformisti: 24,70%
Centro Destra
Fratelli d'Italia 239.733 4,81%
(Regionali 2020: 140.916 2,82%, Politiche 2022 416.191 9,22% )
Forza Italia 215.419 4,32%
(Regionali 2020 121.694 2,43% Politiche 2022 244.777 5,42% )
Lega 110.735 2,22%
(Regionali 2020 133.159 2,66% Politiche 2022 90.779 2,01% )
Noi Moderati 25.559 e UDC 9.771 35.330 0,71%
(Regionali 2020-UDC- 45.325 0,90% Politiche 2022 13.028 0,28% )
Lista del Presidente e Liste d'appoggio 107.333 2,15%
(Regionali 2020 9.763) 0,19%
Rappresentatività complessiva del centro - destra : 14,21%
Rappresentatività complessiva del "profilo bipolare": 36.91%
Sinistra Campania Popolare 40.743 0,81%
(Regionali 2020 30.955 0,61% Politiche 2022 45.063 0,99% )
Altre Liste 30.858 0,62%
PUGLIA
Elezioni Regionali 2025
Aventi diritto 3.527.190 Voti Validi 1.328.628 37,66%
Elezioni Politiche 2022
Aventi diritto 3.217.704 Voti validi 1.737.554 53,99%
Elezioni Regionali 2020
Aventi Diritto 3.565.014 Voti Validi 1.676.515 47,02%
Tra le regionali 2020 e le regionali 2025 - 9,36%
Centro Sinistra
PD 344.228 9,75%
(Regionali 2020 289.254 4,63% Politiche 277.763 8,63% )
M5S 95.963 2,72%
( Regionali 2020 165.243 4,63% Politiche 2022 491.373 15,27% )
AVS 54.358 1,53%
(Regionali 2020 Puglia solidale e verde 63.754 1,78% Politiche 2022 48.102 1,49%)
Popolari 54.306 1,53%
(Regionali 2020 99.5712,79%)
Liste Presidente e Civiche 282.010 7,99%
(Regionali 2020 303.796 8,52%)
Rappresentatività complessiva del centro-sinistra 23,56%
Centro Destra
Fratelli d'Italia 248.904 7,05%
(Regionali 2020 211.693 5,93% Politiche 2022 425.160 13,21% )
Forza Italia 121.015 3,43%
(Regionali 2020 149.399 4,19% Politiche 2022 190.643 5,92%)
Lega 106.853 3,02%
(Regionali 2020 160.507 4,50% Politiche 2022 91.393 2,84%)
Noi Moderati 10.997 0,31%
(Regionali 2020 UDC 31736 0,89% Politiche 2022 12.265 0.38%)
Civica 1.127
Rappresentatività complessiva del centro destra 13,86
Rappresentatività complessiva del "profilo bipolare" 37,42%
Puglia Popolare (PRC-PCI- PaP) 6.734 0.19%
(Regionali 2020 5.878 0,16% Politiche 2022 17.271 0,53%)
Alleanza Civica 1.683 0,04
VENETO
Elezioni Regionali 2025
Aventi diritto 4.294.694 Voti Validi 1.673.876 38,97%
Elezioni Politiche 2022
Aventi diritto 3.728.012 Voti Validi 2.511.026 67,35%
Elezioni Regionali 2020
Aventi diritto 4.126.114 Voti Validi 2.055.173 49,80%
Tra le elezioni regionali 2020 e le elezioni regionali 2025 - 10,83%
Centro Sinistra
PD 277.495 6,46%
(Regionali 2020 244.881 5,93% Politiche 2022 405.800 10,88% )
AVS 77.261 1,78%
(Regionali 2020 Europa Verde 34.647 0,83% Politiche 2022 87.382 2,34%)
M5S 36.866 0,85%
(Regionali 2020 55.281 1,33% Politiche 2022 145.559 3,90%)
Rifondazione Comunista 10.430 0,24%
(Regionali 2020 Veneto Ec.Sol. 9.061 0,21% Politiche 2022 23.292 0,62%)
Riformisti e Civiche 35.669 0,83%
( Regionali 2020 12.426 0,30%Politiche 2022 210.020 5,63%)
Lista del Presidente e Civiche 24.296 0,56%
(Regionali 2020 41.275 1,01)
Volt.5.339 0.12%
(Regionali 2020 14.246 0,33%)
Rappresentatività del centro sinistra 10,91%
Centro Destra
Lega 607.220 14,13%
(Regionali 2020 347.832 8,43% Politiche 366.425 9,82%)
Fratelli d'Italia 312.839 7,28%
(Regionali 2020 196.310 4,75% Politiche 2022 818.520 21,95%)
Forza Italia 105.375 2,45%
(Regionali 2020 73.244 1,77% Politiche 2022 173.609 4,65% )
Noi Moderati 18.768 0.43%
(Politiche 2022 51.931 1,39%)
UDC 28.109 0,65%
Liga Veneta 30.703 0,71%
(Regionali 2020 48.392 1,17% )
Regionali 2020: Lista Zaia Presidente 916.087 22,20%
Rappresentatività complessiva del centro destra 25,68%
Rappresentativà complessiva del profilo "bipolare" 36,59%
Il caso Veneto fa prestare grande attenzione al fenomeno della volatilità interna alle coalizioni. In un quadro di complessiva flessione di partecipazione al voto la posizione dell'ex-Presidente della Regione Zaia ha mutato profondamente il quadro politico: sparita la lista a lui intestata nelle regionali 2020 la Lega con lo stesso Zaia capolista ha raccolto circa 240.000 voti in più rispetto alle politiche 2022 perdendo, nella somma tra la Lista Zaia e la Lega nel 2020 circa 600.000 voti mentre Fratelli d'Italia è calato tra il 2022 e il 2025 di oltre 500.000 voti con l'uscita verso l'astensione più alta fra le regioni al voto il 23/24 novembre.
Resistere Veneto 83.054 1,93%
Democrazia Sovrana Popolare 12.941 0,30%
(Politiche 2022 26.631 0,71% )
Popolari per il Veneto 6.071 0,14%
In conclusione
non si può ignorare che nel momento in cui si scrive di affinamento del profilo bipolare del sistema si dovrebbe rilevare che nelle tre importanti regioni andate al voto il 23/24 novembre 2025 la somma delle due coalizioni di centro sinistra e di centro destra (presentatesi in tutti i casi in completo e nel Veneto comprendendo anche Rifondazione Comunista) non arriva al 40% dell'intero elettorato. Un grado di rappresentatività del tutto insufficiente nel momento in cui, tra l'altro, si è tornati a parlare di premierato: il rischio concreto, in un Paese politicamente articolato come l'Italia, è quello di andare ad eleggere un Primo Ministro con una quota più o meno del 20% dell'intero elettorato.Sicuramente in quel caso giocherà un forte ruolo la presonalizzazione ma adesso è necessario comunque avvertire in particolare i partiti dell'opposizione: è possibile che si avveri la possibilità che emerga una forma di governo fortemente accentrato in dimensione monocratica eletto con una percentuale molto bassa di consenso reale e probabilmente neppure l'adozione di un sistema elettorale proporzionale e il ritorno a governi di natura parlamentare potrebbero ovviare a questo stato di cose che ha profonde ragioni di carattere internazionale e soprattutto di situazione sociale che genera profonda sfiducia. Determinante dovrebbe essere il ritorno ad un ruolo dei partiti di aggregazione sociale e pedagogia politica. Di questo, ribadiamo, non sembrano occuparsi le forze politiche anche dell'opposizione ma l'analisi di questa situazione non può essere certamente approfondita in una sede di semplice esposizione di dati (si ricorda, infine, che tutte le percentuali sono riferite al totale degli aventi diritto).
mercoledì 26 novembre 2025
Franco Astengo: Numeri dalle Regioni (parte prima)
NUMERI DALLE REGIONI (parte prima) di Franco Astengo
Questo abbozzo di analisi riguardante l'esito elettorale del 23/24 novembre 2025 relativo alle regioni Campania, Puglia e Veneto rappresenta la prima parte di un lavoro più completo che mi auguro di realizzare nei prossimi giorni.
In questa occasione mi sono occupato soltanto del tema della partecipazione al voto e dei dati riguardanti i raffronti circa l'elezione diretta dei presidenti della Giunta.
Seguirà un tentativo di analisi sui voti delle liste e ancora un riassunto complessivo della tornata iniziata a settembre e che ha riguardato 6 regioni (Marche, Calabria, Toscana, Campania, Puglia, Veneto).
Si è utilizzata la cifra dei voti validi (quindi già depurati di schede bianche e nulle)
Andando per ordine
PARTECIPAZIONE AL VOTO
CAMPANIA
Elezioni Regionali 2025
CAMPANIA
Aventi diritto
4.975.223
Voti Validi
Candidati Presidente 2.121.474 42,64%
Liste 2.009.713 40,39%
Voti validi ai candidati presidenti (6) in maggior numero rispetto ai voti di lista 111.761
Elezioni Politiche 2022
CAMPANIA
Aventi diritto
4.510.722 (differenza dovuta agli iscritti all'estero)
Voti Validi (regione Senato)
2.301.027 51,01%
Elezioni Regionali 2020
CAMPANIA
Aventi diritto
4.996.921
Voti Validi
Candidati Presidente 2.774.104 55,51%
Liste 2.357.610 47,18%
Voti validi ai candidati presidenti (7) in maggior numero rispetto ai voti di lista 416.494
Differenze:
Voti validi in meno tra i candidati presidenti 2025 e i candidati presidenti 2020 652.630 (- 12,87%)
Voti validi in meno tra le liste: Regionali 2025, Politiche 2022, Regionali 2020
Tra le Regionali 2025 e le Politiche 2022 291.314 (- 8,37%) Tra le Regionali 2025 e le Regionali 2020 347.897 ( - 6,79%)
PUGLIA
Elezioni Regionali 2025
Aventi diritto
3.527.190
Voti Validi
Candidati Presidente 1.437.609 40,75%
Liste 1.328.628 37,66%
Voti validi ai candidati presidenti (4) in maggior numero rispetto ai voti di lista 108.981
Elezioni Politiche 2022
Aventi diritto 3.217.704 (ricordare sempre gli iscritti all'estero)
Voti Validi 1.737.554 53,99%
Elezioni Regionali 2020
Aventi diritto
3.565.014
Voti validi candidati presidenti 1.862.023 52,23%
Voti validi liste 1.676.515 47,02%
Voti validi ai candidati presidenti (8) in maggior numero rispetto ai voti di lista 185.508
Differenze:
Voti validi in meno tra i candidati presidenti Regionali 2025 - Regionali 2020 424.954 (- 11,48%)
Voti validi in meno tra le liste Regionali 2025, Politiche 2022, Regionali 2020
Tra le Regionali 2025 e le Politiche 2022 408.926 (-16,33%) Tra le Regionali 2025 e le Regionali 2020 347.887 (9,36%)
VENETO
Regionali 2025
Aventi Diritto 4.294.694
Voti validi candidati presidente 1.881.272 43,80%
Voti Validi liste 1.673.876 38,97%
Voti validi ai candidati presidenti (8) in maggior numero rispetto ai voti di lista 207.396
Politiche 2022
Aventi diritto 3.728.012 (tenuto conto degli iscritti all'estero)
Voti validi 2.511.026 67,35%
Regionali 2020
Aventi diritto 4.126.114
Voti validi candidati presidenti 2.453.519 59,46%
Voti validi liste 2.055.173 49,80%
Voti validi ai candidati presidenti (8) in maggior numero rispetto ai voti di lista 398.346 (in tutte e tre le regioni si evidenzia un calo nella differenza tra i voti ai candidati presidenti e alle liste: segnale del differente peso politico tra le candidature).
Differenze:
Voti Validi in meno tra le liste Regionali 2025, Politiche 2022, Regionali 2020
Tra le Regionali 2025 e le Politiche 2022 836.726 (-28,38%) Tra le Regionali 2025 e le Regionali 2020 381.297 (-10,83%)
Complessivamente tra le 3 regioni in cui si è votato il 23/24 novembre 2025 la dimunizione di voti validi è stata, tra le Regionali 2020 e le Regionali 2025 di 1.458.378 voti (-26,98%)
Effettivo grado di rappresentatività dei presidenti eletti tra il 2020 e il 2025 (percentuali sul totale degli iscritti)
CAMPANIA
2020: De Luca 1.789.017 su 4.996.921 35,80%
sconfitto Caldoro 464.921 9,30%
2025: Fico 1.286.188 su 4.975.253 25,85% (-9,95%)
sconfitto Cirielli 757.836 15,23%
PUGLIA
2020: Emiliano 871.028 su 3.565.014 24,43%
sconfitto Fitto 724.928 20,33%
2025: De Caro 919.665 su 3.527.190 26,07 ( + 2,27%)
sconfitto Lo Buono 505.055 14,31%
VENETO
2020: Zaia 1.883.960 su 4.126.114 45,65%
sconfitto Lorenzoni 385.758 9,34%
2025: Stefani 1.211.356 su 4.294.694 28,20% (-17,45%)
sconfitto Manildo 543.278 12,64%
Da notare il risultato di De Caro in Puglia che migliora il grado di rappresentatività di Emiliano dell'1,36% mentre il candidato del centro destra cala del 6.02%.-
La rappresentatività media dei 3 presidenti eletti è quindi fissata al 26,70% mentre nel 2020 era del 35,29% con un calo dell'8,59%
Il consuntivo di questa primo - molto parziale - abbozzo di analisi può essere riassunto in una sola indicazione: prosegue un alto tasso di volatilità elettorale ma a senso unico verso l'astensione. Vedremo meglio in seguito analizzando i risultati delle singole liste: i partiti dimostrano di non riuscire a realizzare un sufficiente radicamento nella società e questo rende il sistema progressivamente sempre più fragile. All'orizzonte poi il tentativo di modificare la formula elettorale in senso di maggiore personalizzazione e di premio di maggioranza nell'esaltazione della goveranibilità: l'ennesimo taglio di rappresentanza, cioè esattamente il contrario di quello che servirebbe per cercare di consolidare una qualche credibilità del sistema.
Naturalmente le ragioni dell'astensionismo sono complesse ( questa volta si è cercato anche di giustificare il fatto con il facilmente prevedibile esito nelle 3 regioni in questione) ma nel "caso italiano" si vedono quelle ragioni strutturali in parte già indicate che rendono - appunto - il sistema fragile e possibile preda di scorrerie improvvise, tanto più che ci troviamo in una fase di difficoltà del sistema liberal-democratico.
martedì 25 novembre 2025
lunedì 24 novembre 2025
domenica 23 novembre 2025
Franco Astengo: Il contratto dei metalmeccanici
IL CONTRATTO DEI METALMECCANICI di Franco Astengo
1) "E' stato firmato il contratto dei metalmeccanici che prevede 205,32 euro di aumento medio. L’intesa è stata raggiunta dopo una lunga trattativa da Federmeccanica e Assistal con Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm.
Il contratto scaduto a giugno 2024 è stato rinnovato dopo 17 mesi di difficili trattative caratterizzate da ripetuti “stop and go”, con una rottura del tavolo, 40 ore di sciopero e manifestazioni in tutt’Italia, e dalla metà di luglio una ripresa del negoziato.L’aumento mensile che al livello medio (C3 ex 5°liv.) è di 205,32 euro, porterà ad un aumento di 177 euro dei minimi per i prossimi tre anni. La prima rata di 27,70 euro è stata già erogata il 1° giugno 2025, la prossima tranche di 53,17 euro sarà pagata il 1° giugno 2026, gli ulteriori 59,58 euro il 1°giugno 2027, la quarta tranche di 209; 64,87 sarà corrisposta il 1° giugno 2028. Gli aumenti contrattuali pari al 9,64%, sono superiori al tasso di inflazione Ipca previsto del 7,20%, ma spalmati su 4 anni e non più su 3. Aumentano anche i Flexible benefit completamente esentasse, dagli attuali 200 euro a 250 euro da erogare entro febbraio 2026 che nel periodo 2021-2028 raggiungono così la somma di 1.750 euro netti per ciascun addetto. Importanti novità riguardano anche le parti normative del Ccnl, con l’’ampliamento a 96 delle ore/anno per l’orario plurisettimanale per meglio bilanciare i carichi di attività e il contestuale innalzamento a 128 ore del tetto tra plurisettimanale e straordinario in quote esenti. Si prevede che i contratti a termine possano superare i 12 mesi di durata a fronte di specifiche causali, ma dal 2027 le causali per prorogare i contratti di 12 mesi potranno essere usate solo se saranno stabilizzati almeno il 20% dei precedenti contratti a tempo determinato. Sullo Staff-leasing è stato introdotto il diritto dopo 48 mesi ad essere stabilizzati a tempo indeterminato presso l’azienda oggetto della missione."
2) Il contratto dell' antica "classe generale" quella che esprimeva il sindacato "soggetto politico" nel passaggio per dirla con Bruno Trentin "da sfruttati a produttori".
Abbiamo riportato integralmente i principali passaggi dell'accordo contrattuale rilevandolo dal sito del "Sole 24 ore", ovviamente non siamo in grado di fornire una valutazione di merito: questo testo è finalizzato soltanto a segnalare non solo la diversità dai tempi trascorsi quando il contratto dei metalmeccanici era il "contratto" che segnava un'intera stagione economico - sociale.E' il caso di approfondire invece il quadro generale all'interno del quale la firma del contratto si situa (per combinazione la firma dell'intesa ha coinciso con la decisione di Moody's, una delle più influenti società di ricerche finanziarie al mondo, ha migliorato la sua valutazione (il rating) dell'Italia. Tecnicamente lo ha portato da Baa3 a Baa2. Decisione intorno alla quale il governo di destra ha battuto la grancassa soprattutto al riguardo della "stabilità"). Anche per la sinistra politica il contratto dei metalmeccanici non assume più un aspetto di "centralità". Una sinistra alle prese con ormai storiche difficoltà di radicamento sociale e, nella fattispecie, con l'idea che prevalentemente gli operai dell'industria si sono spostati a destra perchè trascurati nella loro condizione di vita e di lavoro e sensibili al richiamo corporativo. Quanti sono i dipendenti nell’industria metalmeccanica in Italia? Più di 1,8 milioni (dati Istat) se contiamo anche il lavoro interamente sommerso (che avrebbe un’incidenza relativamente bassa in questi comparti) e quel po’ di occupazione metalmeccanica attiva in imprese che ufficialmente non sono metalmeccaniche: al netto di queste due componenti, gli occupati delle imprese metalmeccaniche sono circa 1,7 milioni. Alla vigilia della crisi superavano i due milioni: in un quinquennio le imprese metalmeccaniche hanno dunque bruciato circa 300 mila posti di lavoro. Un terzo di questa perdita è concentrata nei settori della fabbricazione di prodotti in metallo (come generatori, caldaie, armi, ferramenta) che - insieme all’industria meccanica - esprimono il grosso dell’occupazione metalmeccanica.
3) Sorge una domanda:
Questo contratto come si colloca nel quadro complessivo della situazione industriale che appare - tra l'altro - dominata dalla vicenda ILVA e dalla concreta possibilità di secco ridimensionamento della presenza della siderurgia in Italia.Ci troviamo nella situazione dell’ennesimo passaggio nella lunga storia dell’apparentemente irreversibile declino dell’Italia dei settori fondamentali nella produzione industriale. L’Italia si trova in una situazione d’incapacità di difesa del proprio residuo patrimonio economico soprattutto perché si trova di fronte ad uno specifico intreccio perverso tra politica ed economia che ha finito con il paralizzare scelte fondamentale che sarebbero state necessarie, soprattutto dal punto di vista dell’intervento del pubblico sia sul piano degli investimenti che della gestione. Il quadro complessivo appare di grave insufficienza anche dal punto di vista della realtà finanziaria e delle infrastrutture. Il tessuto produttivo nazionale attraversa, da anni, una crisi strutturale che condiziona l'economia del Paese e non si è mai riusciti a varare una sintesi di programmazione economica, all'interno della quale potesse emergere la capacità di selezionare poche ed efficaci misure, in grado di incrociare la domanda di beni e servizi e promuovere una produzione di medio e lungo periodo.Appaiono, inoltre, in forte difficoltà anche gli strumenti di rapporto tra uso del territorio e struttura produttiva; strumenti ideati nel corso degli ultimi vent'anni allo scopo di favorire crescita e sviluppo: il caso dei distretti industriali, appare il più evidente a questo proposito.Da più parti si sottolinea, giustamente, il deficit d’innovazione e di ricerca. Abbiamo verificato il determinarsi di una vera e propria involuzione del sistema con il Paese ormai praticamente privo di capacità industriale nei settori strategici, dopo la sbornia delle privatizzazioni e l’aver adottato, fin dagli anni’80 strategie sbagliate proprio sul terreno del modello di sviluppo. Avremmo avuto bisogno invece, di programmazione e di capacità di gestione verso i soggetti capaci di generare innovazione: l'Università, in primis, l'Enea, il CNR, le grandi utilities, le infrastrutture.
4)Come può essere possibile affrontare oggi questo frangente
che minaccia di far chiudere quasi completamente la storia della siderurgia in Italia e di far compiere un altro passo indietro alla presenza industriale complessiva del Paese in un quadro internazionale di grandissima difficoltà caratterizzato dai dazi di Trump. dai venti di guerra, dall’aggressività cinese in tutti i campi, dall’arresto del processo di globalizzazione, dalla crisi latente in Paesi il cui sviluppo tecnologico e industriale risulta decisivo come nel caso della Germania.Si sta delineando un processo lungo e difficile, il cui presupposto dovrebbe essere quello di non affidarsi semplicemente al mercato e ai suoi meccanismi.Deve emergere una capacità di previsione da parte dell’intervento pubblico, sia sotto l'aspetto della programmazione, che della correzione degli indirizzi generali: ed è questo che è mancato e continua a mancare da parte dei soggetti politici.Il momento è talmente drammatico che sarebbe complicato aggiungere qualche altra osservazione salvo quello della necessità e urgenza di un intervento di natura politica capace di fornire una nuova qualità d’indirizzo nella presenza industriale.Non basta la firma del contratto :Il frutto dell'assenza di una politica industriale da parte dei diversi governi succedutisi nel tempo e da scelte compiute al riguardo dello smantellamento dell'intervento pubblico in economia e relative privatizzazioni.
venerdì 21 novembre 2025
giovedì 20 novembre 2025
mercoledì 19 novembre 2025
Franco Astengo: L'anarchia della prevalenza del più forte
L'ANARCHIA DELLA PREVALENZA DEL PIÙ' FORTE di Franco Astengo
La democrazia italiana fondata sulla Costituzione Repubblicana si trova su di un piano inclinato e può scivolare pericolosamente.
Questa è la sensazione che si ricava analizzando le vicende dell'ultimo decennio.
Una sensazione ancor più acuita dai fatti che stanno accadendo attorno a noi partendo dal quadro generale che vede l'establishment del nostro Paese allineato alle logiche di guerra che stanno prevalendo a livello planetario.
Logiche di guerra che si situano nel pieno di una tempesta alimentata dalla spirale neo-liberista e negazionista che sembra prevalere nell'allineamento della logica dei blocchi imposta dalle Grandi Potenze impegnate a coltivare gli orti di casa propria incuranti degli evidenti rischi che stanno sorgendo a livello planetario a partire da quello nucleare e non dimenticando il possibile scoppio di una enorme bolla speculativa sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale che si sta per realizzare in un quadro di vera e propria "anarchia della prevalenza del più forte".
Limitiamo, per il momento, la nostra analisi al "caso italiano" (trasformato in retroguardia dopo tanti anni di avanguardia): i fatti più recenti dimostrano come sia sbagliata la linea (che definirei "giolittiana") di inclusione della destra nel normale tessuto presuntamente democratico di una "alternanza temperata" .
Alternanza come sembrerebbe suggerire il profilo sempre più marcatamente bipolare del sistema, bipolarismo tra coalizioni entrambe "spurie" dopo la stagione della "tripartizione" verificatasi con l'espressione elettorale dell'antipolitica che alla fine si è risolta in una crescita esponenziale dell'astensione al voto quale indice concreto della accentuata fragilità del sistema.
Non si può pensare a un atteggiamento "inclusivo" rispetto a questa destra dall'evidente insofferenza per i meccanismi della democrazia parlamentare e della diarchia "Presidenza della Repubblica / Presidenza del Consiglio".
Questa destra intende trasformare il secondo pilastro istituzionale in soggetto prevalente (appunto l'anarchia del più forte) attraverso la formazione di una maggioranza di tipo plebiscitario.
Si cerca di realizzare una maggioranza plebiscitaria che nell'indicazione di investitura salti il passaggio delle aule e l'occasione propizia per far questo può essere rappresentata dal referendum sulla magistratura tanto più che il Guardasigilli oggi si è accostato platealmente all'ipotesi contenuta nel documento della "Rinascita Nazionale" elaborato nel 1975 dalla loggia P2 (mi permetto di ritenere questo passaggio ancora più pericoloso dello scontro istituzionale in corso tra FdI e il Quirinale).
Si possono così trarre due provvisorie indicazioni:
a) l'importanza del referendum costituzionale sull'ordinamento della magistratura che dovrebbe svolgersi nei primi mesi del 2026. I segnali di partenza sono contrastanti, almeno dal nostro punto di vista. Andrebbe svolta una operazione propedeutica di impostazione ancora in precedenza alla definizione di uno schieramento: quella di elevare il livello dello scontro al tema costituzionale (sul quale in passato vi sono state troppe esitazioni se non errori clamorosi tipo la riduzione del numero dei parlamentari) non abbassandolo a mero scontro tecnico o ancor peggio a "governo sì/governo no".
Sul tema della democrazia costituzionale va analizzato a fondo e riportato in primo piano il concetto di “rappresentanza politica” vero fulcro di quella “centralità del Parlamento” della quale abbiamo tante volte discusso. Il concetto di rappresentanza politica è stato attaccato a fondo nel corso di questi anni : si è assistito a vere e proprie modificazioni di paradigma fondate tutte sul primo e fondamentale cambiamento avvenuto con l’avvento del sistema elettorale maggioritario vera anticamera del plebiscitarismo.
Si coglie l'occasione per ricordare ancora una volta come la definizione del sistema elettorale non faccia parte del dettato costituzionale, anche se si fa fatica a non riconoscere che il tema ha sempre assunto un rango di quel livello, come ha riconosciuto implicitamente la stessa Alta Corte nelle due occasioni in cui, grazie all'iniziativa del compianto Felice Besostri,ha bocciato prima la formula elettorale vigente e nella seconda una formula elettorale approvata dal Parlamento, con la fiducia, ma mai ammessa alla prova delle urne (poi fu elaborata una formula ancora più negativa delle precedenti ma questo sarebbe un altro discorso).
b) La costruzione di una soggettività di sinistra effettivamente alternativa da intendersi quale elemento "dirigente" dell'opposizione fondata su una chiarezza di opzioni propositive: sulla pace e sulle grandi questioni economico - sociali a partire dal considerare l'Europa e la sua autonomia come spazio politico su cui investire e il tema delle disuguaglianze a tutti i livelli come prioritario comprendendo appieno il nuovo quadro di contraddizioni imposto dal modificarsi del quadro internazionale, dell'evoluzione tecnologica e dal ritardo con cui si stanno affrontando le grandi transizioni come quella climatica e quella digitale.
martedì 18 novembre 2025
lunedì 17 novembre 2025
Il deserto dei Tartari della crescita italiana: diagnosi e strategie per il rinnovamento*, Francesco Toni, Mauro Napoletano | Menabò di Etica ed Economia
domenica 16 novembre 2025
sabato 15 novembre 2025
Franco Astengo: Centro-sinistra e numeri
CENTRO SINISTRA E NUMERI di Franco Astengo
E' stato presentato a Genova presso l'Associazione "Le radici e le ali" il nuovo lavoro di Renato Mannheimer (questa volta in collaborazione con Pasquale Pasquino) "Gli Italiani al Voto", un'accurata analisi sui cambiamenti nelle scelte elettorali avvenute nel corso degli ultimi anni in comparazione con un testo analogo pubblicato nel 1985 ancora ai tempi della "Repubblica dei partiti".
Un lavoro che dovrebbe essere tenuto in grande considerazione dagli operatori politici che nel momento in cui hanno la pretesa di impegnarsi nella contesa elettorale, costruire alleanze, promuovere candidature dovebbero tenerlo quale vero e proprio baedeker.
In questo senso i punti di maggiore interesse riguardano, nello specifico del "caso italiano", il definirsi di un profilo bipolare del sistema in un quadro di progressivo acuirsi delle contraddizioni geopolitiche e sociali.
Gli elementi caratteristici della fase possono essere, infatti, riassunti in una volatilità quasi completamente interna ai blocchi, in una restrizione dello spazio politico per il "centro", e in una diversa misura di potenzialità di espansione fra le forze politiche dove Fratelli d'Italia sembra in una qualche misura aver "fatto il pieno" entrando in diretta competizione con Forza Italia ma avendo come unico bacino di riferimento l'elettorato leghista che si considera "di destra" in una misura più ampia di quella autodichiarantesi tra elettrici ed elettori dello stesso partito della signora presidente del consiglio.
Attorno a queste indicazioni fondamentali è il caso di aggiungere alcuni elementi allo scopo di suggerire una conclusione riguardante il possibile schieramento di centro-sinistra.
1) Il fenomeno dell'astensione è in costante crescita almeno dal 2013 in avanti per tutti i tipi di elezione. Nessuna forza politica è stata in grado di drenare il flusso in uscita di elettrici ed elettori, tanto meno quello più dichiaratamente populiste come M5S e Lega. Da notare come l'astensione colpisca anche gli eventi elettorali riguardanti quelle istituzioni che un tempo erano ritenute le "più vicine ai cittadini" come i Comuni;
2) Sta emergendo, in particolare a livello giovanile, il fenomeno di una attivizzazione culturale, sociale e anche politica magari su tematiche non direttamente legate al quotidiano (si vedano le manifestazioni Pro-Pal) che non sembra corrispondere a scelte di tipo elettorale;
3) Attorno al punto di conseguimento della maggioranza relativa abbiamo assistito dal 2014 in avanti, tra elezioni legislative generali e per il Parlamento Europeo, ad un vero e proprio turn over con la quota di voti in costante diminuzione. Nelle elezioni europee 2014 il PD a trazione renziana ottenne poco più di 11 milioni di voti (una quota che fece scattare un meccanismo di illusione ottica avendo i media strillato del 40%. In realtà la percentuale effettiva sul totale degli aventi diritto superava di poco il 22%, era iniziata la fase della "grande diserzione"). Politiche 2018 (territorio nazionale) maggioranza relativa al M5S con circa 10 milioni di voti. Europee 2019 maggioranza relativa alla Lega con 9 milioni di voti. Politiche 2022 maggioranza relativa a Fratelli d'Italia con poco più di 7 milioni di voti. Europee 2024 la maggioranza relativa si conferma a Fratelli d'Italia con 6.713.000 voti. Nel frattempo i voti validi sul territorio nazionale sono scesi da 32.841.70 nelle politiche 2018 a 23.308.066 nelle europee 2024. Una perdita attribuibile in buona parte alla caduta del M5S sceso da 10,732.066 suffragi a 2.327.868 (primo dato Politiche 2018, secondo dato Europee 2024). Deve essere chiaro che la gran parte della volatilità elettorale registrata nel corso di questi anni si è rivolta all'esterno del sistema verso l'astensione.
4) Il grado di contendibilità della maggioranza nelle prossime elezioni politiche (e in precedenza nel referendum costituzionale sulla magistratura al riguardo dell'esito del quale avrà senz'altro un peso rilevante il pronunciamento degli schieramenti politici ben oltre il merito, del resto assai complicato da decifrare) dipende quindi da una complessità di fattori non riducibile all'ampiezza delle coalizioni;
5) Grande importanza assume la possibilità di espansione delle diverse forze politiche. In questo senso è necessario aprire un punto di riflessione molto delicato: il centro-sinistra deve poggiare su di un soggetto pivotale strutturalmente collocato attorno al 30% dei consensi sui voti validi che presumibilmente diminuiranno ancora se forse non in dimensione vertiginosa come nel recente passato. Per capirci meglio con i numeri assoluti probabilmente forse non sarebbe sufficiente neppure sommare i voti di PD e AVS alle europee 2024 rispettivamente 5.613.769 e 1.569.453 per formare una maggioranza relativa solida al punto da determinare una ipotesi di alternativa;
6) Serve una riorganizzazione a sinistra sia in senso orizzontale (nel rapporto diretto con le esigenze, i bisogni, l'articolazione sociale) sia in senso verticale (della rappresentanza politica di un partito organizzato ai diversi livelli del territorio fino a quello centrale che non sia abbandonato agli eletti nelle istituzioni eternamente in caccia della riconferma attraverso politiche di tipo corporativo o imperniate sul voto di scambio). Un tema difficile ma sul quale sarà necessario riflettere (esiste anche una questione di identità politica: ad esempio il ritorno della socialdemocrazia negli USA può rappresentare un tema non secondario di discussione su un non trascurabile elemento di identità, in un quadro oggettivamente - e necessariamente - plurale).
Iscriviti a:
Commenti (Atom)