martedì 26 agosto 2014

PERCHE’ LA SINISTRA: SCUOLA: LA PERICOLOSITA' DELL'IDEOLOGIA di Franco Astengo

PERCHE’ LA SINISTRA: SCUOLA: LA PERICOLOSITA' DELL'IDEOLOGIA di Franco Astengo

8 commenti:

  1. come si dice in Piemonte, esageruma nen, a ammazzare i progetti scolastici su considerazioni ideologiche. Se uno ripercorre la geografia economica del nostro paese, scopre che i distretti industriali sorti tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento, sono tutti conseguenza dell’istituzione di ottimi istituti tecnici industriali, conciari, tessili, meccanici, orafi, finanziati dagli industriali locali per assicurarsi i tecnici di cui avevano urgente necessità, dotati di macchinari moderni insegnanti decentemente pagati, spesso ingegneri: naturalmente se la scuola deve lottare contro il capitalismo, si faranno istituti di un altro genere... che magari sforneranno ottimi filosofi e giornalisti, ma servono anche i tecnici, in questo momento, quando l’informatica, dopo aver rivoluzionato il lavoro degli uffici si appresta con le stampanti laser 3D a rivoluzionare la produzione, forse servono più urgentemente: quelli che spiegano che queste cose sono sterco del demonio hanno già i loro istituti...E poi, la tragica ladresca esperienza dei centri di formazione professionale affidati ai sindacati e ai loro amici, ci insegna a diffidare di improvvisazioni che in questo caso hanno solo insegnato a apprendisti e disoccupati a diffidare del sindacato...

    RispondiElimina
  2. sono totalmente d'accordo con Claudio

    per molti motivi attendo di vedere la bozza della riforma della scuola, per ora non ancora disponibile (ma da giorni sono state fatte anticipazioni che più che altro sembrano sparate. Franceschini vuole riformare il ministero dei beni culturali ecc., modificandone l'impianto, per lo meno da luglio è disponibile la bozza del nuovo regolamento di organizzazione

    Paola

    RispondiElimina
  3. Io da insegnante (25 anni di insegnamento come docente di Sistemi di
    Elaborazione e Informatica negli Istituti Tecnici) faccio una
    premessa: sono stufo di vedere trattare la scuola come la nazionale di
    calcio: tutti sono buoni a parlarne e pochi sono quelli veramente
    competenti che vengono ascoltati e interpellati.

    RispondiElimina
  4. Sulla Scuola Pubblica sono in atto da alcuni anni alcune manovre
    ideologiche tese a demolirla. SIC! I dati parlano chiaro. Si vuole
    smantellare un importante pezzo dello stato sociale e introdurre un
    modello di tipo anglosassone.

    RispondiElimina
  5. Detto questo veniamo al dibattito che si sta aprendo qui sul blog
    sulle dichiarazioni del ministro Giannini.
    E' indubbio che la Scuola Pubblica vada riformata, ci sono parecchi
    aspetti che non funzionano più, ed alcuni li illustrava chiaramente
    Claudio Bellavita, quando faceva riferimento alle problematiche di
    rapporto con il mondo del lavoro per la formazione tecnica. Di questo
    me ne intendo abbastanza, sono certificato Cisco, e da anni i miei
    studenti sono sottoposti, durante il normale percorso di studi, a
    programmi per conseguire certificazioni che ne attestano le competenze
    professionali per mezzo di strumenti propri del mercato del lavoro, e
    ad alto livello, e so che non è sempre e dovunque così, perchè,
    ovviamente, costa molta fatica sia per me che per loro.

    RispondiElimina
  6. Però, proprio alla luce di questa esperienza e dei risultati che
    ottengo, mi sento di dover mettere in guardia da alcuni falsi miti (e
    non è certo il caso di Claudio, che, con i riferimenti storici che ha
    indicato, sicuramente si riferiva ad un tempo in cui la scuola era
    comunque rigorosa e preparava non solo sul piano meramente tecnico).
    Il falso mito è che l'istruzione tecnica sia solo un addestramento
    profesionale, cioè che si possa fare il bene del paese insegnando a
    usare il computer e il tornio, ed eliminando la Storia e la Geografia.

    RispondiElimina
  7. Claudio, tutto giusto. In teoria.

    Ma pensi sul serio che la piccola e media impresa italiana, oggi boccheggiante, possa avere un qualche interesse nell'investire in formazione professionale? Io credo proprio di no.

    Mi dicono che in Veneto c'è chi scoperchia i propri capannoni industriali - oggi non più sede di attività produttive - per renderli inagibili e non pagare l'IMU. Se tanto mi dà tanto..

    Pierpaolo

    RispondiElimina
  8. giampaoloBasta intendersi: Riformare dovrebbe significare rifare. Risettare, aggiornare,
    modificare non è riforma. Qui ormai basta cambiare una virgola (Berlusconi
    insegna) che si è fatto una riforma. Intanto aumentano imposte tasse e
    burocrazia.

    RispondiElimina