mercoledì 21 marzo 2012

Guido Martinotti: TAV, NO TAV E UNA STORIA AMERICANA CHE INSEGNA QUALCOSA | Arcipelago Milano

TAV, NO TAV E UNA STORIA AMERICANA CHE INSEGNA QUALCOSA | Arcipelago Milano

2 commenti:

  1. Caro Guido
    provo a rispondere alle tue giuste obiezioni sui rischi della TAV con le mie
    riflessioni che ho inviato ad un NOTAV circa un mese fa, sto ancora
    aspettando la sua risposta.
    Quando si parla di un qualcosa occorre guardare tutte le sfaccettature del
    problema, provare valutare i pro ed i contro e poi tentare di trarne
    un'opinione personale, e quella che segue è la mia personale opinione di uomo
    attento ai problemi ecologici ed ambientali, e quello ambientale è un
    problema "robusto" per la valsusa.

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  2. Poi da socialista riformista penso anche che la discussione e la trattativa
    sono sempre utili, ma ad un certo punto occorre sper trarre delle conclusioni
    e decidere, le trattative ad libitum servono solo ad aumentare i costi, non a
    risolvere i problemi.
    Sulla gestione degli appalti la questione non sta a Roma, bensì a Torino
    perchè chi li gestisce si chiama LTF, ha sede legale a Lione e sede operativa
    a Torino, e la gestione fatta sinora, concordo con te, non è stata delle più
    limpide.
    Fraterni saluti
    Dario Allamano
    PS allego anche le tabelle tratte dal sito della SITAF (società che gestisce
    l'autostrada) sul traffico
    ===============================================
    Risposta a Francesco
    Caro Francesco
    non ti conosco ma ho ricevuto questa tua mail e pertanto ti rispondo.
    La questione TAV è un tantino più complessa di quella che tu descrivi e
    soprattutto non è una questione che si risolve mettendola sui rapporti di
    forza.
    In primis è una questione che non riguarda solo la Valsusa ma tutta l'Italia,
    ti piaccia o no, ma la questione più importante e che di norma viene da voi
    taciuta e che la Valsusa è ormai una lunga camera a gas, in cui transitano
    ogni anno milioni di auto, TIR e Bus, che scaricano Nox e Co2 ad libitum e su
    cui nessuno banfa.
    Io sono uno che ama la montagna ed ogni anno, ormai da trentanni, appena il
    tempo me lo permette vado a farmi una camminata dal Lago di Malciaussia fino
    alla Croce di Ferro (forse a te dice poco ma è quel colle, altitudine 2300 mt
    slm, che sta sopra Bussoleno e che separa la Valle di Viù da quella di Susa).
    Fino a quindici anni fa lassù era uno splendore, l'aria era fina e riempiva i
    polmoni, la Valsusa si stendeva ai tuoi piedi e la potevi guardare tutta da
    Exilles sino al Musinè, oggi appena arrivi il "sapore" delle emissioni dei
    mezzi di trasporto, che in mancanza di una linea ferroviaria degna di tal
    nome portano persone e merci da e per la Francia (i dati del traffico li puoi
    ricavare dal sito della SITAF cmq per tua comodità te li allego), ti fa
    bruciare la gola, la Valle è in permanenza coperta da una coltre di smog
    grigio-rossastra.
    Il dramma vero è che la costruzione della seconda canna del tunnel del Frejus
    renderà ancora più facilmente utilizzabile l'autostrada, facendo aumentare il
    traffico privato, con grande gioia ovviamente della SITAF, e non mi si
    racconti che è una canna "di servizio" è di fatto la seconda carreggiata del
    tunnel, punto.
    Voi dite che no vi sarà traffico merci sufficiente per rendere utile la linea,
    non lo so se vi sarà o meno, osservo solo che Svizzera ed Austria hanno
    risolto la questione dell'inquinamento da TIR obbligandoli per legge ad
    andare sui treni. Il limite degli italiani è che che sono disponibili a
    morire di tumore da inquinamento ma sono sostanzialmente indisponibili ad
    utilizzare ed a fare utilizzare i mezzi pubblici, preferendo avere sempre
    sotto il loro culo il sedile di un mezzo privato, in nome di una presunta
    libertà di movimento e di una maggiore flessibilità economica.
    Per sintetizzare caro amico sarebbe tempo che incominciaste a riflettere se è
    preferibile fare ancora il "sacrificio" di avere per alcuni anni i cantieri
    aperti della linea ferroviaria TO-Lione, chiedendo di essere messi realmente
    in condizione di controllare la serietà e la correttezza dei conti e degli
    appalti, o se è meglio continuare a vivere in una camera a gas lunga 50 km.
    Cordiali saluti
    Dario Allamano

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