mercoledì 3 dicembre 2008

paolo ceccoli: appello a chi ne sa

cari rosselliani,
dal mio punto di vista ingenuo e poco preparato dal punto di vista
tecnico, i recenti interventi del Vaticano contro la proposta europea di
depenalizzazione dell'omosessualità e quella, ancora più astratta,
contro la Convenzione ONU in favore dei disabili, sono manifestazioni
oltre che di oscurantismo di palese biologismo e materialismo teologico
volgare, ma non ho i mezzi nè il tempo per argomentare questa opinione
istintiva. Esiste qualcuno fra di noi o fra i frequentatori di questa
mail che ci possa chiarire le strategie argomentative di queste aberrazioni?
Grazie comunque
Paolo Ceccoli

3 commenti:

  1. Meglio impiccati in Iran che sposati in Spagna
    La Chiesa dice no alla depenalizzazione degli omosessuali proposta dalla Francia all'Onu. Ma quando sono i cattolici ad essere perseguitati, l'atteggiamento è un altro. Ogni qual volta una nazione riconosce i diritti delle coppie omoaffettive, Oltretevere va in fibrillazione temendo di perdere la presunta competenza in materia e il potere. Sarà interessante vedere come voterà il nostro Paese alle Nazioni Unite

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  2. Non ho la pretesa di dare risposte "di alto livello" a questa domanda.
    Se esistessero, io non sarei all'altezza.
    Eppure qualcosa mi dice che non esistano.
    In altre parole, mi sembra che a volte cadiamo nella trappola di
    interloquire con il Vaticano su queste materie, mentre forse sarebbe
    necessario contestare alla radice la fantomatica "autorità morale" del
    papato cattolico, secondo la quale i suoi emissari sarebbero titolati a
    trattare qualsiasi tema etico, filosofico, giuridico, sociale con una
    qualche autorevolezza.
    Loro fanno da un paio di millenni lo stesso banale, brutale lavoro: tentare
    di convincere l'Umanità che questa vita è fatta per la sofferenza ed è solo
    un passaggio, sia pure importante, per salvarsi l'anima e passare alla vera
    gioia, che si può trovare solo nell'altra vita.
    Prima di Costantino e dopo le rivoluzioni borghesi lo hanno fatto
    soprattutto con la parola.
    Nei rimanenti secoli intermedi lo hanno fatto anche, abbondantemente, con il
    ferro e con il fuoco.
    E' un lavoro che non hanno certo iniziato loro, perché fin dall'alba della
    storia umana sono esistiti sciamani che, alimentando le naturali paure, ed
    inventandone di nuove, si sono procurati un bel po' di potere con la scusa
    di contrastare tali paure con rimedi e consolazioni.
    Certo le gerarchie cattoliche si sono particolarmente distinte in questo
    compito di terrorismo ideologico (e spesso non solo ideologico), ma esiste
    qualcosa di aberrante in qualsiasi ideologia (sia religiosa, sia non
    religiosa) nella quale trovi posto una "verità".
    Nella quale cioè, per ogni domanda, c'è una risposta pronta.
    Qualcosa di aberrante che rende veramente difficile (forse inutile) il
    dialogo con coloro che invece, faticosamente, senza alcuna verità, tentano
    quotidianamente di dare risposte quasi sempre provvisorie, parziali, modeste
    a problemi spesso difficili (come la regolamentazione dell'aborto, per
    esempio).
    Ma i problemi non sempre sono difficili.
    E' per noi difficile il problema di depenalizzare o meno l'omosessualità?
    Per quale fantasioso delirio psicotico non dovrebbe essere consentito a due
    adulti consenzienti mettere in pratica i propri orientamenti sessuali?
    E' davvero un problema che necessita di chissà quali approfondimenti
    filosofici?
    Non credo necessiti di approfondimenti più della teoria hitleriana della
    razza.
    Certe tendenze vanno combattute, non approfondite.
    Proporrei di combattere "automaticamente" tutte le teorie (e soprattutto le
    pratiche) contrarie alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza
    perdere troppo tempo a cercare di capirle, né a dialogare troppo con i
    "vaticani" di turno.
    Fare dell'omosessualità un reato è una di queste.
    Sarebbe un buon modo di risparmiare le nostre energie intellettuali per
    problemi veramente complicati o nuovi, capitalizzando un grande lavoro già
    fatto in passato.

    Stefano Bazzoli

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  3. A chi vuol saperne di più sul modo di "contestare alla radice" il papato e
    non limitarsi a quella che potrebbe essere liquidata (in Italia accade) come
    un'emotiva e passeggera critica negativa, consiglio di frequentare la chiesa
    valdese o il centro culturale protestante a Milano, che sulla questione
    stanno sulla breccia da secoli:
    www.milanovaldese.it ; www.protestantiamilano.it
    saluti
    Luigi Ranzani

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