venerdì 25 gennaio 2013

Martin Schultz: Uniti per riaffermare il primato della politica sui mercati

Uniti per riaffermare il primato della politica sui mercati

3 commenti:

  1. Ho letto con attenzione l'articolo di Schulz che tra i tanti proposti
    mi è sembrato molto importante perchè è un punto di vista di un
    socialista europeo, della SPD, che si ritiene rappresentante del
    pensiero socialista più, più a sinistra che c'è. Si crede che sia più
    di sinistra che l'attuale candidato al cancelliarato proposto dal
    SPD.
    Poi è anche il Presidente del Parlamento europeo e non è ruolo da
    poco, ma come già si può rilevare in questo suo documento, ancora di
    serie b rispetto al consiglio europeo che tutto decide e lo decide in
    senso radicalmente neoliberista.
    Comunque sia il suo peso nella U.E. conoscere la posizione Schulz,
    anche di minoranza, nel quadro del Socialismo europeo ci può aiutare
    molto per avere un punto di riferimento per collocare la nostra
    azione politica nell'arco tra socialdemocrazia e neoliberismo.

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  2. Il titolo mi è sembrava promettere molto.
    "Uniti per riaffermare il primato della politica sui mercati"
    Figurarsi, è il problema che deve risolvere il socialismo europeo.
    Ebbene Schulz quando narra dei "si dice" contro il capitalismo
    finanziario (direi che lo fa con grande conoscenza del linguaggio
    demagogico) individua certamente questa magagna del nuovo
    capitalismo, ma quando passa a proporre soluzioni ma pare che tutto
    si limiti a affermare che
    "i mercati hanno bisogno di un quadro politico che li regoli", poi
    in verità entra nel merito su questa o quella specifica misura. Mi
    paiono proposte minimali molto al di sotto di quelle formulate da
    Keynes che non si è dimenticato della funzione della moneta e della
    regolamentazione monetaria.E di chi sono i padrone delle banche
    centrali nazionali e per fare riferimento alla UE senza cui non si
    può uscirne, di chi è la BCE ? degli stati membri opppure come le
    Banche centrali nazionali è dei privati un pool di banche.
    Regolamentare i mercati da parte della politica sarebbe instaurare il
    semplice vero liberismo: i soli privati competere in un quadro di
    regole certe uguali per tutti.
    E poi ? Schulz accenna a

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  3. Ma con il mercato privato libero come si fa a imporre il nostro
    modello sociale ? Mi sembra troppo reticente sul come fare a imporlo
    alle imprese e istituti finanziari multinazionali e oramai si deve
    ricominciare a parlare di "plutocrazia".
    E' mai pensabile che un modello socialdemocratico alternativo a
    quello neoliberista faccia a meno di avere partecipazioni
    prevalentemente pubbliche in servizi (treni e autostrade) ma anche in
    imprese strategiche che non si possano per questo privatizzare nè
    delocalizare?
    La programmazione dell'economia, le riforme strutturali, quelle di
    Lombardi, di segno opposto di quelle di MOnti, rientra nel pensiero
    di Schulz quello che è scritto nella Costituzione tedesca, quello che
    è scritto nel manifesto socialdemocratico di Bad Godesberg (1959)
    quello che è scritto nella Costituzione italiana.
    Nemmeno un accenno il nostro Schulz a questi fondamentali della
    socialdemocrazia.Mi sembra ancora sul percorso della "terza via",
    Schulz, il più avanzato a sinistra del PSE.
    Nemmeno un accenno alla modifica dei trattati europei a cominciare da
    quello di Maastricht che hanno imposto il neoliberismo selvaggio
    nella UE, che è ha sostituito il principio di cooperazione con quello
    di competizione intra Paesi dell'UE.
    Ho avuto occasione di visionare un'intervista a Crai quando era esule
    a Hamamett e dunque in tempi oramai lontani e Craxi resosi conto del
    guaio che avevamo fatto con il Trattato di Maastricht senza peli
    sulla lingua disse che bisognava riformularlo sulla base di altri
    principi se no era il disastro. Certo la prospettiva a Hammamett era
    diversa da quando il PSI era al governo nel 1992 e De Michelis firmò
    il Trattato.
    Però è sempre bene ritornare sugli errori per correggerli. Ora mi
    pare che Schulz in questo sua articolo non ci pensi proprio di uscire
    dalla gabbia neoliberista e riportare la navicella PSE nel solco
    socialdemocratico, l'unico modello economico che consentirà in
    concreto di salvaguardare proprio il nostro modello sociale come
    indicato sopra dallo Stesso Schulz. NOn sa che in Cina i cittadini
    vivono senza stato sociale e i lavoratori senza tutele del lavoro ?
    IN questo sistema cinese che - a parte il rosso invece che il colore
    nero -ricorda quello di Pinochet - la politica impone il
    neoliberismo. E la "questione sociale" riportata alla memoria dal
    nostro Napolitano ? Un librino denso denso di Pierre Larrouturou
    "C'est plus grave que ce qu'on vous dit ... mais on ne peux sortir.>
    (recuperato al congresso del PSF a Tolosa) afferma che tanto la Cina
    che gli USA sono seduti su un barile di dinamite, forse peggio sopra
    una bomba atomica innestata.
    Schulz lo sa ? Non so se riusciremo a imporlo il nostro modello
    economico e sociale socialdemocratico ma almeno dovremma partire con
    la giusta diagnosi, oramai trita e ritrita del fallimento del
    neoliberismo mondializzato, e con la giusta terapia che sono le
    politiche classiche del riformismo socialista.
    Se alle prossime elezioni europee del 2014, queste nazionali sono
    "guaste" in partenza, il PSE non portera un programma centrato non
    solo sulla regolamentazione dei mercati finanziari ma anche su un
    altro modello di economia (basta che sia socialdemocratico)
    chiaramente opposto a quello neoliberista ci avranno propinato con
    narrazioni demagociche una nuova fregatura neoliberista.
    Credo che valga la pena di predisporre un movimento nazionale,
    vediamo assieme il nome, che abbia profilo identitario e programma
    economico e sociale inequivocabilmente, socialdemocratico. Per noi
    italiani è facile stilarlo basta copiare dalla Costituzione Italiana.
    Luigi Fasce
    www.circolocalogerocapitini.it

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