mercoledì 19 settembre 2012

Sergio Ferrari: Il valore del tempo : PANEACQUA

Il valore del tempo : PANEACQUA

3 commenti:

  1. Già anch’io ho l’impressione che, quando si parla di produttività del lavoro, si creino delle mistificazioni, in particolare l’equivoco secondo cui la bassa produttività italiana sia colpa dei lavoratori, magari definiti “fannulloni” e iper-protetti. Tuttavia, come sa ogni economista, il lavoro è solo una delle componenti della produttività, e (come suggerisce Ferrari) ha già dato un grosso contributo in termini di bassi salari e orari lavorativi più lunghi.



    Cito da un documento della Commissione europea: “la produttività del lavoro corrisponde alla quantità di lavoro necessario per produrre un’unità di bene specifico… La crescita della produttività dipende dalla qualità del capitale fisico, dal miglioramento delle competenze e della manodopera, dai progressi tecnologici e dalle nuove forme di organizzazione” (http://europa.eu/legislation_summaries/enterprise/industry/n26027_it.htm)



    Quindi per una parte (che, nelle economie moderne, è prevalente) la produttività dipende in realtà dal “capitale”, ossia dall’iniziativa delle imprese, dal coraggio di investire, dalla capacità di innovare prodotti e organizzazione ecc. Che cosa hanno fatto in questa direzione gli imprenditori italiani negli ultimi 30 anni ? Sicuramente hanno operato in un ambiente difficile (concorrenza internazionale, burocrazia statale)… tuttavia l’impressione è che gli imprenditori, mediamente parlando, abbiano innovato poco, e pochissimo nei settori strategici (informatica, telecomunicazioni ecc.). Preferendo fare profitti con mezzi meno impegnativi: delocalizzazioni, lavoro precario e immigrato, ricerca di rendite negli ex-monopoli pubblici, collateralismi con la politica per ottenere appalti, speculazioni immobiliari… per non parlare delle rendite finanziarie, per cui è si è preferito scommettere sul casinò delle borse piuttosto che investire nell’economia reale. I tempi di Olivetti sono lontani…

    Il governo, anziché convocare i sindacati, forse avrebbe dovuto convocare la Confindustria!



    Un saluto, Paolo

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  2. Condivido tutto quanto qui sotto affermato ...
    una questione di fondo, perché gli imprenditori italiani stante il
    dictat neoliberista della competizione senza etica dovrebbero essere
    affezionati alla Patria se tutti osannano che è bella e buona la
    globalizazione di imprese e finanza ?
    Oltre a ciò l'intervento diretto dello stato in economia è
    severamente vietato da trattati europei e istituti internazionali
    preoposti WTO, FMI Banca mondiale. Mi domando come mai non abbiano
    ancora soppresso l'Istituto Internazionale del lavoro visto che non
    ha alcuna funzione sanzionatoria.
    Mercanzin sconsolato interpreto) ha scritto "Giusto: cosa produrre?"
    Dobbiamo riportare in vita la costituzione italiana che prevede il
    modello economico a economia mista, con lo Stato che all'occorrenza
    può espropriare impedendo la delocalizzazione di imprese strategiche
    come l'Alcoa, l'industria dei bus, dei treni, dell'acciaio e
    agevolare per legge la conversione di medie e piccole imprese
    sull'orlo del fallimento in imprese cooperative, invece nell'ultimo
    ventennio neoliberista-teocon abbiamo sveduto a prezzi stracciati
    imprese, infrastrutture, servizi definiti dai fondamentali del
    liberismo monopoli naturali e così sta continuando a manovrare il
    governo Monti nonostante che le sue drastiche misure messe in atto
    non siano servite a abbassare il debito pubblico né a incrementare il
    PIL né ad abbassare le tasse.
    Il sistema capitalistico in teoria è morto in pratica sta massacrando
    i ceti medi e i ceti bassi.
    Ma il PD continua a sostenere Monti e vuole garantire anche il dopo
    Monti le politiche di austerità ovvero le ricette neoliberiste che
    una voltaq facevano spartire i lucrosi utili di borsa ai pochi
    ricconi di banche e istituti finanziari e dopo la crisi si sono
    intestarditi, riuscendoci, a imporre ai loro governi della destra
    conservatrice, di socializzare le loro perdite.
    Dobbiamo riuscire a modificare i Trattati europei che a partire da
    Maastrict (1992) hanno imposto la costituzione neoliberista all'U.E.
    e ai suoi Stati membri. I Trattati europei devono essere scritti
    sotto il segno della cooperazione europea in economia devono
    indicare la via socialdemocratica, peraltro già prevista dalla
    Costituzione Italiana e da quella Tedesca.
    Ecco cosa fare.
    Con chi ?
    Con il centro-sinistra, tutavia la sinistra alle prossime elezioni
    politiche deve portare in parlamento più deputati del centro (leggi
    PD). E' per questo che abbiamo bisogno impellente della convocazione
    degli Stati Generali della Sinistra perché questo miracolo politico
    si avveri. Se nel centro-sinistra non prevale la sinistra (di
    governo, riformista, aderente al PSE, ecc.) non aspettiamoci
    l'alternativa al neoliberismo-teocon.
    Sono genovese e porto la testimonianza delle votazioni del consiglio
    comunale sulla "gronda" di ponente da fare o non fare. Il sindaco
    personalmente sarebbe per il no, ma la maggioranza PD è per il si.
    E' passato il si.
    Il partito del cemento ha vinto !
    Buon dibattito a tutti.
    Luigi Fasce
    www.circoocalogerocapitini.it

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