lunedì 17 gennaio 2011

Claudio Bellavita: La chiusura dell'OMSA di Faenza

Sulla chiusura improvvisa dell'OMSA di Faenza, che lascia 360 operaie a casa e si trasferisce in Serbia bisogna fare un seminario congiunto tra sindacati e ANCI, perchè l'Italia è piena di gente che va in giro per le Unioni Industriali a spiegare che se qualche media azienda deve cambiare gli impianti obsoleti, e in questi casi tutti sanno che costa meno e dura di più fare uno stabilimento completamente nuovo, se va in Serbia o in Polonia, senza andare fino in Cina, gli regalano il terreno attrezzato, forse gli danno pure un contributo, comunque qualche forma di esenzione fiscale, e viene considerato un benefattore se assume sul posto la metà degli operai che aveva nel vecchio stabilimento italiano, che coi nuovi macchinari bastano per fare la produzione.
In Italia è impossibile ottenere in tempi economici e senza strazianti accademie di urbanistica applicata una variante che consenta di fare un nuovo stabilimento coi soldi della vendita dell'area del vecchio, di contributi nulla, e ridurre l'occupazione vuol dire un lungo periodo di trattative e di lotte che ti blocca la produzione. Ergo, senza dire niente a nessuno si costruisce il nuovo stabilimento si addestrano i nuovi operai, tanto a Faenza mica sanno cosa succede in Serbia, e quando è tutto pronto si chiude da una parte e si apre dall'altra, Non si disturba neanche la cassa integrazione, che poi te la rinfacciano per una vita.
Contro queste scelte aziendali siamo totalmente sprovveduti, e pure non informati, perchè se lo fa un singolo padrone le cose si vengono a sapere, qualcuno dei suoi impiegati di fiducia ne parla con la moglie...Ma se lo fa una multinazionale come OMSA le cose si potrebbero sapere solo se ci fossero dei concreti contatti internazionali tra sindacati

1 commento:

  1. Occupare occupare occupare ...
    come è stato fatto in Argentina dopo la crisi del 2001.
    La la crisi è stata eclatante qui è strisciante.
    Ho inviato a tutti i miei appunti di viaggio in Argentina che in
    definitiva riportava l'esperienza italiana della Legge Marcora per la
    conversione in cooperative di piccole e medie imprese in procinto di
    chiudere.
    Oltre a ANCI, e sindacati da te individuati per riaprire la partita
    occorre il coinvolgimento di Regioni che fanno leggi su politiche del
    lavoro, province che le attuano e ... l'Alleanza delle cooperative
    italiane (Legacoop, Confcooperative e Agei) che hanno il rimasuglio
    del fondo della Legge Marcora da spendere ma anche il ruolo di
    controllo e promozione delle cooperative vecchie e nuove.
    Nella mia scaletta di impegni questo delle medie e piccole imprese da
    convertire in cooperative è il terzo per questo anno. Il primo
    Livorno il scondo Codeterminazione lì a Torino se siete sempre
    d'accordo.
    Un fraterno saluto.
    Luigi

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