martedì 20 ottobre 2009

Peppe Giudice: Socialisti e SeL dopo Volpedo

Socialisti e Sinistra e Libertà dopo Volpedo e dopo le decisioni prese dal coordinamento nazionaleCondividi
Oggi alle 15.27
Socialisti e Sinistra e Libertà dopo Volpedo e dopo le
decisioni prese dal coordinamento nazionale


Su una cosa dobbiamo mandare un messaggio chiaro. Le posizioni dei socialisti non coincidono affatto con quelle di Nencini.
Il documento approvato dal gruppo di Volpedo delinea un ruolo dei socialisti in SEL molto diverso da quello post-craxista (neanche craxiano) voluto da Nencini e dalla cooperativa ex SDI.
E’ opportuno pertanto pubblicizzare il documento che Franco Bartolomei ha utilmente postato nel sito www.socialimoesinistra.it .
Le decisioni prese dal coordinamento nazionale sono un passo in avanti rispetto a Bagnoli. A Dicembre vi sarà una assemblea costituente di SeL e la titolarità del simbolo sarà degli iscritti. Non è una vittoria di Nencini, è una sua sconfitta, perché il discorso sulla federazione è superato definitivamente. Se il gruppo dirigente del PS vuole sfasciare tutto se ne assumerà in pieno la responsabilità politica ed i socialisti saranno liberi di aderire ad SeL. Al di là di ciò che faranno Nencini ed i suoi compari toscani che si sono fatti la legge elettorale su misura per poter continuare a posare il proprio fondoschiena sugli scranni del consiglio regionale.
Ma questo oggi dà una grande responsabilità politica ai socialisti che sono impegnanti in modo convinto nel costruire il progetto politico di SeL e nel delinearne la sua fisionomia.
E’ pertanto necessario UNIFICARE IL GRUPPO DI VOLPEDO E LE ASSOCIAZIONI SOCIALISTE PER SEL PRESENTI SU F.B. PER COSTRUIRE UNA GRANDE ASSOCIAZIONE NAZIONALE CHE OPERI COME AREA CULTURALE DENTRO SEL!
Dobbiamo far andare avanti il processo, fare il tesseramento ad SEL ed allo stesso tempo impegnarci per definire l’identità del nuovo soggetto politico.
Il caro compagno ed amico Arturo Scotto del coordinamento nazionale di SD ha scritto un articolo molto bello sulla collocazione europea di SEL. Se ho ben compreso egli indica nella collocazione dell’ala sinistra del PSE l’identità naturale di SeL. Dice Scotto: nel momento in cui il PD non aderisce al PSE non possiamo in Italia lasciare sguarnito questo campo. Al tempo stesso dobbiamo impegnarci per rifondare a sinistra il PSE e segnare una discontinuità con le derive moderate e liberiste di Blair e Schroeder per restituire al socialismo il suo ruolo preminente di alternativa organica e di governo al modello economico e sociale liberista. Ciò c’è anche nel documento di Volpedo. Ed aggiungo io, occorre stabilire un rapporto privilegiato con le forze esterne al PSE ma che si pongono lo stesso obbiettivo: come la Linke di Lafontaine il quale vuole rifondare il socialismo democratico e non certo il comunismo. SeL deve inoltre distinguersi da quelle forze velleitarie, fondamentaliste e minoritarie che sono solo un peso inutile per la sinistra; vogliamo una sinistra di governo, che sia fino in fondo sinistra e quindi di ispirazione socialista e non astrattamente riformista (che ormai è un termine bugiardo).
A noi socialisti spetterà poi un altro compito; ricostruire la cultura politica socialista italiana dopo le violenze e le mistificazioni operate dal trio Amato-Pellicani-Cafagna. Al fine di ricostruire la cultura dell’intera sinistra italiana.

PEPPE GIUDICE

8 commenti:

  1. Ancora con la cooperativa dello SDI.
    Sono arrivato a leggere fino a li.
    ciao Roberto

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  2. grazie di avermi inviato la tua nota.
    ..sono capogruppo verdi in regione toscana...voglio continuare con sinistra e libertà. Anche noi faremo un'associazione di ecologisti per sinistra e libertà...andiamo avanti! mescolarci e la cosa piu' facile da farsi...buonm lavoro mario

    www.mariolupi.it
    mario lupi su facebook

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  3. Caro Peppe,
    sul fatto che le posizioni del Gruppo di Volpedo non concidono con il pensiero
    di Nencini (ma anche di tutti gli altri leaders del centro sinistra) non mi
    pare ci possano essere dubbi.
    Noi abbiamo posto al centro della nostra attività, in questo primo anno di
    vita del GdV, la crisi economica e lo studio delle possibilità di uscirne con
    politiche che puntino al progresso economico, sociale e civile dei cittadini
    (quella che Riccardo Lombardi definì nel 1967 "una società diversamente
    ricca"). I Partiti di centro e sinistra oggi blaterano di riforme
    istituzionali, come se in questo frangente e con la situazione che abbiamo di
    fronte (il 2010 sarà peggio del 2009 perchè arriveranno al pettine i nodi
    dell'esplosione dei debiti degli Stati), ai cittadini interessasse la forma
    del Governo o del ruolo del premier.
    Purtroppo Nencini, segretario di un piccolissimo partito che avrebbe tutto
    l'interesse a porre l'accento sui problemi reali dei cittadini, a Volpedo è
    venuto a spiegarci l'importanza delle riforme costituzionali, purtroppo per
    lui è andato fuori tema, non aveva studiato bene il Manifesto che gli avevamo
    inviato e con netto anticipo affinchè arrivasse preparato sui temi in
    discussione.
    L'unica riforma su cui dovremo nei prossimi mesi ancora lavoarer per essere
    pronti al confronto con la Lega, può essere una forma di Stato basato sul
    Federalismo unitario e solidale e su questo già ci siamo portati avanti con
    il lavoro svolto al convegno organizzato da Porto Franco per il GdV a Lugano.
    Su una questione invece non concordo con te, e con Bartolomei ed altri che
    visto il buon risultato di Volpedo pensano di aver trovato la scorciatoia per
    ricostruire un Nuovo Movimento Socialista in Italia: l'idea di fare una unica
    grande associazione nazionale dei circoli di area socialista.
    Il Gruppo di Volpedo è nato su un altro Progetto, che peraltro sta dimostrando
    di funzionare, l'alleanza in un TERRITORIO OMOGENEO dei circoli e delle
    associazioni e di tutti i socialisti ovunque essi siano oggi.
    La nostra è stata una scelta molto ponderata, e da Volpedo2, dopo aver
    approvato il Manifesto, inizia il secondo passaggio: fare del GdV un vero
    Gruppo di Azione Politica che sia in grado di trasferire le nostre
    riflessioni politiche in azione concreta all'interno di un territorio
    determinato: le regioni del Nord Ovest d'Italia.
    É una scelta che non è in contraddizione con la necessità di ricostruire un
    Movimento nazionale, anzi sarebbe opportuno che anche negli altri territori
    omogenei (Nord Est, Centro e Sud) nascessero movimenti simili al GdV, fatti
    da associazioni radicate nei territori, ma solo dopo si potrà pensare (forse
    nel 2011) di fare un unico e grande coordinamento nazionale, farlo prima non
    avrebbe per due motivi:
    1. farlo in funzione di creare una "corrente" socialista in SeL sarebbe in
    contraddizione con l'Appello ai socialisti ovunque essi siano oggi (e sono
    non solo in SeL) e noi dobbiamo costruire una casa per TUTTI i socialisti,
    2. più prosaicamente stiamo andando verso le elezioni regionali, ed oggi è
    necessario confrontarci nei territori regionali su Progetti Politici chiari
    in Assemblee locali per il Programma, per costruire, eventualmente, SeL
    partendo dal basso e non dall'alto, l'ipotesi di un Congresso Nazionale
    sarebbe un errore clamoroso (almeno su questo sono d'accordo con Nencini).
    Fraterni saluti
    Dario Allamano

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  4. E quindi il sottoscritto, venendo da una zona al confine fra Parma e
    Piacenza, se prova (come sta facendo) a tirarsi dietro i socialisti di
    due province CHE NON SONO NEL NORD OVEST, viene escluso insieme a tutti
    i suoi amici anche se concordano con quanto sentito a Volpedo?

    Ditemelo, per favore, così evito di perdere del tempo e cerco altre
    strade.

    E invece, secondo me, non un'associazione nazionale, ma qualcosa di
    simile ad un network di circoli e associazioni, minimamente, ripeto
    MINIMAMENTE, strutturato può essere utile in prospettiva sotto tutti i
    punti di vista.

    Attendo trepidante una risposta


    Davide Vanicelli

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  5. Io a Volpedo c'ero, le relazioni e il dibattito hanno evidenziato la necessità di ragionare, preparare un programma, tornare tra la gente, lavorare. Le polemiche le lascio a chi non ha intenzione di costruire e le trovo fuori luogo e fuori tempo massimo . E, peccato gettare ombre e insicurezze ( magari personali ) su una bella manifestazione in un posto significativo per i socialisti come Volpedo.
    ciao Maria Cipriano

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  6. L'osservaszione di Vanicelli è di un buon senso e ovvietà tali che mi sembra
    difficile da opinare. Quindi avanti anche con i Circoli, Associazioni a rete
    su tutto il territorio.
    A queate azione di base è necessario abbinare una convergenza e un
    riconoscimento comune su alcuni, pochi principi per evitare equivoci .....
    dichirarsi socialisti non è sufficiente.... e "ovunque voi siate" all'ultimo
    Volpedo ha avuto i necessari chiarimenti....
    In questo senso si era proposto di chiamare in causa anche quelle risorse
    intelletuali in grado di compilare una Carta dei Principi. .... anche di
    questo sarebbe necessario discutere..
    Sergio Ferrari

    RispondiElimina
  7. caro Dario,
    il mio intervento (che è tratto da una mia nota su F.B.) sta provocando un
    dibattito interessante.
    Voglio precisare che il mo scopo non è quello di creare una corrente
    politica organizzata in SEL per rivendicare posti, discutere sugli
    organigrammi degli organi dirigenti e via discorrendo (sostituemdoci al PS)
    , quanto piuttosto di operare quale area culturale all'interno di quello che
    mi pare essere l'unico progetto di rilievo per tentare di ricostruire la
    sinistra. E di chiarire che la cultura socialista, indispensabile per
    qualsiasi progetto che si ponga l'obbiettivo di rifondare la sinistra
    italiana, non può certo essere rappresentata da Nencini e dall'ectoplasma
    che dirige.
    Ho rilivato che l'appello di Volpedo contiene in se gli elementi su cui
    impostrare un contributo forte di cultura politica necessario per delineare
    un profilo identitario e programmatico che può benissimo essere condiviso da
    tutte le componenti di SEL. O voi pensate che l'appello possa essere fatto
    proprio dal PD (anche dopo la vittoria di Bersani) che di socialismo non ne
    vuole proprio sentir parlare? Certo che dobbiamo rivolgerci anche a quei
    socialisti che stanno nel PD. Ma sappiamo tutti che il PD non è il soggetto
    adatto a far proprie quelle tesi. Io insisto nella mia idea. Un
    coordinamento nazionale dei socialisti che si riconoscono nell'appello di
    Volpedo. Ognuno sarà libero di aderire a SEL o meno. Ma tutti i socialisti
    che credono sul serio in SEL quale soggetto politico vero possono benissimo
    costruire una associazione nazionale che faccia dei temi centrali di
    quell'appello (con opportune integrazioni) l'asse portante del proprio
    contributo alla definizione del progetto strategico di SEL. Altrimenti
    rischiamo di dissociare una elaborazione culturale (di alto livello) dalla
    battaglia politca concreta.

    un saluto fraterno

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  8. Caro Davide,
    Nessuno viene mai escluso dalle riunioni del GdV che sono sempre aperte a
    tutti, altrimenti che libertari saremmo, ma spero concorderai con me che fare
    l'ennesimo Para-partitino nazionale serve veramente a poco.
    Il GdV funziona sufficientemente bene perchè non pensa affatto in questo
    momento a farsi partito, ma ad analizzare la situazione concreta di una zona
    abbastanza omogenea, in cui i socialisti hanno grandi problemi a
    ri-radicarsi, per poi tentare di fare delle proposte molto concrete e
    possibilmente utili per coloro che i socialisti dovrebbero rappresentare.
    Siccome tempi e risorse sono molto limitate, perchè siamo tutti volontari e
    paghiamo di tasca nostra i costi dei convegni, penso che comprenderai che è
    molto difficile pensare a qualcosa di più impegnativo a livello nazionale.
    Fraterni saluti
    Dario Allamano

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