mercoledì 17 giugno 2009

Alessandro Silvestri: Lettera ai socialisti

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LETTERA AI SOCIALISTI.Condividi
Oggi alle 12.09
Cari Compagni, sono tra coloro che fin dal primo giorno dopo l'esito del congresso di Montecatini del 2008, hanno compreso che i pur entusiasmanti momenti della Costituente Socialista, si interrompevano bruscamente di fronte alla volontà non già di ripartire per costruire quel "Socialismo Largo" tanto desiderato e auspicato da moltissimi di noi, ma bensì di arrivare ad una sorta di "SDI ristretto" come è stato subito ribattezzato, questo grazie anche alla infelice scelta del segretario, uomo poco incline ad orizzonti vasti e all'avvenire della classe lavoratrice, ma grigio travet iperprovinciale bene accorto innanzitutto all'avvenire personale.

Chi mi conosce sa di questa mia avversione, non dettata da nessuna altra motivazione che non sia nell'interesse delle sorti del socialismo italiano e dell'alternativa possibile al modello veltrusconiano che di fatto, sta facendo regredire l'Italia di ora in ora.

Vi dico subito che se nel frattempo non ci fosse stata la nascita di SINISTRA e LIBERTA' non avrei più aderito da quest'anno, al PS boselliano/nenciniano, poichè totalmente privo di una guida autorevolmente adatta alla gravità del momento. Le vicende fiorentine in primis, sono un chiaro esempio dell'incapacità di concepire e delineare, un progetto di respiro non solo nazionale, ma con quegli aspetti necessari di novità, di chiarezza e di pulizia dei percorsi politici.
La mancata candidatura di Nencini (e di altri esponenti di peso) alle europee e l'enorme differenza tra i voti socialisti (in quelle realtà in cui eravamo presenti con le liste del PS) e i voti a SL alle europee che non sono arrivati, avrebbero dovuto mettere in moto un meccanismo di discussione democratica che invece non vediamo.

Sono tra coloro che a questo punto del nostro cammino si trovano di fronte ad un bivio.
Se da domani si facesse avanti un nuovo gruppo dirigente credibile e alternativo (non necessariamente escludendo alcuni membri dell'attuale segreteria) che avesse a cuore (e a cervello) le sorti del Partito Socialista e l'obiettivo di togliere dalle mani un giocattolo troppo complicato per le capacità (e i disegni) di chi attualmente ci si trastulla, allora non esiterei a combattere questa battaglia al loro fianco, invitando a farla assieme a quanti più compagni possibile.

Siccome non so quanto questo sia possibile da realizzare, per i tempi e per il materiale umano a disposizione, abbiamo un'altra via eventualmente da percorrere, non meno difficile ma non per questo non meno interessante e foriera di nuove possibilità per la sinistra democratica italiana. Quella di richiedere dal basso, l'azzeramento degli organigrammi di tutte le formazioni che hanno dato vita a SL, e di partire con una grande campagna di adesione nazionale (contestuale alla costituzione delle associazioni o sezioni locali, con le elezioni a salire dei rappresentanti, locali, regionali, nazionali) che sfoci in autunno nel congresso costitutivo.

Teniamoci pronti eventualmente, se i percorsi fossero compatibili, a sostenere e a lavorare per entrambe le ipotesi.

Rinnovarsi o perire e non mi sembra una frase molto nuova.

Alessandro Silvestri.

12 commenti:

  1. Caro Silvestri, forse non sei d'accordo, ma tento lo stesso. Tieni presente
    che alle Europee io ho votato e fatto campagna per Pia Locatelli, e continuo
    a non capire perché una nostra rappresentante così brava (ce ne sono
    pochissimi!) sia stata privata della possibilità di essere eletta perché i
    dirigenti del suo partito non sanno fare calcoli elettorali basici .
    Comunque continuo sa fare di tutto perché SB non dilaghi, perché l'idea che
    se si perde ancora i sarano più stimoli per cominciare mi sembra assurda. GM

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  2. Caro Alessandro,
    rifondare il PS potrebbe essere un'opera meritoria, purtroppo in Italia vi
    sono ancora troppi personaggi che si auto-definiscono socialisti solo perchè
    hanno in tasca una tessera e che sono di ostacolo alla rinascita del di un
    Partito dei Socialisti.
    Per dirla in termini più brutali il Socialismo ed il Partito Socialista ormai
    sono "cose diverse", da troppi anni, per la precisione dal 1994, il gruppo
    dirigente dello SDI prima e del PS poi ha avuto un solo obiettivo: farsi
    eleggere, non in funzione di un Progetto politico o ideale, bensì per avere
    titolo per ritirare a fine mese uno stipendio e magari, per i più fortunati,
    anche un vitalizio.
    Purtroppo la sopravvivenza di questi "personaggi" da terza fila è stata
    consentita da una base, i cosiddetti "portatori di voti", che aveva gli
    stessi obiettivi: farsi eleggere consigliere comunale, o meglio ancora farsi
    nominare assessore, tanto per aver diritto a partecipare alla spartizione
    delle spoglie del paese Italia, a tutti i livelli.
    Il Congresso del 2008 è stata sostanzialmente una farsa, in cui nessuno ha
    avuto l'etica della responsabilità di analizzare con onestà ed obiettività i
    motivi per cui pochi mesi prima il Partito socialista era scomparso in
    Italia.
    Ma un Partito che per 15 anni è andato a mendicare alleanze spurie ogni dove,
    siamo passati da Segni-Bordon-Tremonti nel 1994 a Dini nel 1996, dai verdi
    nel 2001 alla rosa nel pugno nel 2006, senza uno straccio di progetto
    politico non poteva finire diversamente.
    "Ma l'idea che è in me non muore", stava scritto sul libro che c'era sulle
    nostre vecchie bandiere socialiste.
    E l'idea non è affatto morta, soprattutto oggi, nel momento in cui nel mondo
    sta rinascendo una grande voglia di giustizia sociale e di libertà civili,
    voglia che ormai sta facendo capolino anche nei giornali più visceralmente
    antisocialisti (vedere le pagine cultura di Repubblica di ieri con i bei
    articoli di Lazar, Ruffolo e Salvadori).
    É vero che anche il PSE è in crisi, ma un Partito confederazione di partiti
    nazionali con idee profondamente diverse non poteva finire in altro modo.
    Da dove ripartire?
    Dal nostro piccolo (piccolissimo) angolo visuale (il Nord Ovest d'Italia) noi
    socialisti del Gruppo di Volpedo abbiamo iniziato a dire, ormai quasi un anno
    fa, che il PSE non era adeguato per affrontare la crisi, che serviva un
    Partito transnazionale in grado di rappresentare i meriti ed i bisogni dei
    cittadini europei, e che il PS in Italia non poteva continuare ad agire in
    funzione dei bisogni di un "piccolo mondo vecchio", con una struttura tipica
    di un vecchio partito centralistico di massa, e che deve nascere un nuovo
    movimento politico radicato nei territori, a partire, per quanto ci riguarda,
    dal Nord Ovest d'Italia.
    Lo spazio è grande, in Italia ormai alcuni milioni di elettori di sinistra non
    votano più, non si sentono rappresentati da nessuna delle forze che si sono
    presentate alle elezioni, nè da PD ma tanto meno da SeL, Radicali o
    Comunisti.
    Abbiamo di fronte un anno per avviare una grande battaglia per il rilancio
    delle idee socialiste, partendo da un lavoro che solo noi socialisti, forse,
    siamo in grado di fare: definire un nostro progetto politico per poi tentare
    una sintesi tra le idee post comuniste di Vendola e Fava e le idee liberali
    (e purtroppo in molti casi liberiste) della Bonino e dei radicali.
    Nel passato qualcuno ha già parlato di Socialismo liberale (Rosselli) o
    liberalsocialismo (Calogero, Capitini), qualcun altro ha parlato di
    responsabilità sociale delle imprese (Olivetti), il vecchio PSI parlava di
    alleanza tra "meriti e bisogni".
    Dobbiamo ripartire dal meglio della nostra storia per spostare la discussione
    dai contenitori ai contenuti.
    Ce la faremo?
    Non lo so, so che sarà un lavoro lungo, faticoso, non privo di avanzamenti ed
    arretramenti, comunque un lavoro utile per il futuro del centro sinistra.
    Fraterni saluti
    Dario Allamano

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  3. Mi sfugge, certo per mia colpa, l'alternativa che Martinotti avrebbe
    preferito per la compagna Locatelli.
    Forse, dopo che come i ladri di Pisa PDL e PD si erano accordati di notte
    per mettere lo sbarramento al 4 %, avrebbe dovuto docilmente mendicare uno
    strapuntino nelle liste del PD ?
    Se è così, non mi pare una brillante idea.
    In primo luogo perché qui i "calcoli elettorali basici" sono ancora più
    basici: con i voti di preferenza presi dalla Locatelli, nel PD non sarebbe
    stata eletta.
    In secondo luogo, un ragionamento politico non deve misurarsi solo con il
    risultato elettorale immediato da conseguire, ma anche con strategie di più
    lungo periodo.
    Se, per avventura, uno fosse convinto che finché esisterà il PD non avremo
    una sinistra decente in questo Paese e che finché non avremo una sinistra
    decente il Cav. vincerà usque ad mortem, allora l'obiettivo di battere SB
    passerebbe per il preventivo distacco del sondino che assicura al PD la sua
    vita vegetativa.
    Peraltro, la scelta di SB di non staccare la spina al PD puntellandolo con
    lo sbarramento del 4 % dice che quest'ultima convinzione tanto assurda non
    è.

    Concordo invece con Martinotti per quanto riguarda l'appello a votare Penati
    nel ballottaggio.

    Luciano Belli Paci

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  4. CarO Alessandro quoto la tua attenta analisi specialmente la prima parte "Socialisti" e partito dei socialistoidi son due cose ben distinti i primi vivono nel trinomio di LIBERTA' UGUAGLIANZA E LIBERTA' i secondi vivono in funzione di una propabile seggiola.
    Per quanto riguarda l'ultima parte o grossi dubbi sulla realizazzione di qualcosa di socialista in Italia purtroppo manca nelle persone la cultura dell'essere socialista molti si dichiaravono tali in relazione al magna magna della gestione dei nani e delle ballerine, anche oggi qualcuno vive di quei sogni, ma rimangono sogni la trippa è finita e anche il gatto è morto.

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  5. Caro Alessandro,
    sono iscritto dal 72 al PS e dopo tangentopoli abbiamo fatto numerose alleanze elettorali che ci hanno permesso la momentanea visibilità fino a che non sono stati inseriti gli sbarramenti del 4% ,adesso non ci sono altre vie e non lo dico con rammarico per poter continuare come PS ,ci resta solo fare questo nuovo soggetto politico in S e L.
    Del resto il 3,12 % conseguito in poche settimane è un grande risultato,basta guardare quello di RC che in 15 anni ha preso quanto noi.
    Comunque io sono convinto che questo nuovo soggetto politico deve nascere dalla base e non con le solite manfrine provenienti da Roma.
    Istituiamo subito COMITATI ORGANIZZATIVI per la COSTITUZIONE del nuovo Partito ,facciamolo subito ,come abbiamo fatto a Collesalvetti(LI).......che subito il sergretario provinciale del PS si è mosso per fermarci...ma io e gli altri compagni socialisti gli abbiamo detto"INDIETRO NON SI TORNA",mi raccomando muoviamoci velocemente.
    Diamo una grande spallata ai soliti poltronari.
    Luciano Montauti

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  6. Caro Dario,

    condivido tutto il tuo ragionamento,ma non sono d'accordo che anche S e L debba fare la fine che hanno fatto tutti i nostri cartelli elettorali per due semplici motivi:
    Primo, tutti quei cartelli eccetto la Rosa nel pugno non hanno mai avuto consensi pari a quelli di S e L che in 40 giorni ha ottenuto un risultato pari a RC che da 15 anni si presenta al corpo elettorale.

    Secondo,che in S e L ho ritrovato tanti compagni socialisti e comunisti usciti dal PD e tutti convinti del PSE.
    e poi finalmente i Vendoliani e quelli del Mov dei Comunisti hanno capito finalmente di lasciare la falce e il martello nelle loro cantine.

    Credo che se questo movimento nascerà dal basso...come sta accadendo in tante realtà comunali forse esiste la possibilità di ritagliarsi un grande spazio tra i cittadini,specialmente su gli astensionisti e su quello che accdrà dopo il congresso del PD di Autunno.
    Vale la pena di provarci....sono stanco di far mantenere due o tre poltrone a qualche compagno....è l'ora di cambiare!
    Salutoni.
    Luciano Montauti

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  7. Alessandro Silvestri18 giugno 2009 alle ore 09:35

    Caro Dario,
    bella e appassionata risposta, ti ringrazio.
    Tra le altre cose il "Gruppo di Volpedo" mi pare abbia avuto non poca parte nel "costringere" il Nencini su posizioni assai lontane dal suo standard, rispetto ad es. all'appello alla sinistra, che probabilmente ha pure superato, con la nascita di SL, i propositi del segretario attuale del PS.

    Assolutamente d'accordo sulla cronaca socialista post '94. Tu però parli anche di scenari transnazionali, di liberalsocialismo, di radicali.

    Per me che vivo da oltre 1 anno, fuori dall'Europa, non pare che il socialismo europeo sia così mal messo. E' naturale un calo ciclico di consenso per un partito così istituzionalizzato. In Grecia ad es. dove più aspri sono i conflitti sociali, il Pasok ha recuperato molte posizioni.

    Dei radicali italiani (o almeno dei due/tre soci di maggioranza) ho la stessa fiducia che ripongo in Berlusconi.

    In quanto alle aggettivazioni e alle declinazioni del socialismo, è da molto tempo che ritengo che nessuna variabile applicativa del medesimo, possa essere adottata come costante caratterizzante di una forza politica. Ciò equivarrebbe automaticamente a scivolare nel dogmatismo e nella costruzione di una chiesa o un fortino, il che è esattamente il contrario del socialismo che è materiale fluido e assai impuro.

    Il riformismo, il massimalismo, il liberalismo e altro, sono solo strumenti con i quali tentare di realizzare o soltanto di applicare il socialismo a seconda dei momenti storici.
    Che socialisti sareste se vi trovereste ad operare in una dittatura feroce ed oppressiva?

    A mio modesto avviso, oggi in Italia, vi è bisogno di un socialismo radicale, legalitario, libertario, antisistema perché bisogna abbattere uno status quo fortemente compromesso e non già dal solo elemento Berlusconiano. I problemi che ha evidenziato "tangentopoli" sono ancora tutti presenti nel "sistema paese" e si sono casomai, ulteriormente aggravati.
    I Radicali fanno parte non del vecchio, del vecchissimo. Parlano di lotta alla partitocrazia e poi se ne fanno complici, impedendo di passare il quorum a tutto ciò che stà alla sx del PD. Sono il primo "partito azienda" nato in Italia, altro che STELLA GIALLA.

    Oggi casomai bisogna sperare che SINISTRA e LIBERTA' metta radici e che inizi a dialogare con quanto di veramente nuovo si è affacciato nel paese negli ultimi 2 anni, vale a dire con la rabbia, l'indignazione e la volontà di cambiare le cose delle migliaia di ragazzi che stanno con Beppe Grillo e che hanno contribuito in maniera determinante al successo dell'IDV che viceversa, sarebbe stato un movimento/partito, già sul viale del tramonto.

    In questo quadro il PS e i socialisti sparsi, o si rinnovano, o non avranno più parola chissà per quanto tempo.

    Un cordiale saluto.

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  8. No, non ho affatto detto questo: l'alternativa era a carte già distribuite.
    Dovevano presentare una lista assieme come disperatamente aveva cercato di
    fargli fare Luigi Ferrajoli. Sostituire questa semplice iniziativa con le
    geremiadi e le denunce (peraltro legittime ma in altra sede) mi sembra
    suicida. Si può benissimo dire, avete fatto una porcata, e io rispondo
    fregandovi perché puntiamo a superare la quota. Invece si risponde sempre.
    Avete fatto una porcata,, avete fatto una porcata, avete fatto una
    porcata...A bird, is bird, is a bird". In quel bel film con Anthony Hopkins,
    lui dice che le ricerche dimostrano che la maggioranza di chi si perde in
    una foresta si vergogna. "Come mai ho fatto questa sciocchezza, chi mi ha
    condotto qui, come ho fatto a caderci...", invece di fare l'unica cosa, dice
    Hopkins, che può salvargli la vita e cioè "pensare". GM
    PS Comunque cercate di non fare vincere Berlusconi anche a Milano.
    Ricordatevi il vecchio detto del Wyoming che se vi insegue un orso l'unica
    cosa cui dovete pensare è di correre più veloce di chi scappa con voi.

    RispondiElimina
  9. A me sembra che ci si debba spremere le meningi per dare vita anche ad un diverso modo di organizzare la Politica, con più democrazia e trasparenza; la velocità delle decisioni ha preso il soppravvento sulle regole democratiche interne alle formazioni politiche e nelle fasi a loro esterne.

    Proviamo a pensare ad una nuova forma organizzativa della democrazia, più rispettosa dei cittadini, più trasparente ad ogni livello.

    Ciao.
    Sergio Tremolada

    RispondiElimina
  10. Caro Alessandro
    in piemontese si dice "esageruma nen", non esageriamo.
    Nel nostro piccolo del Gruppo di Volpedo abbiamo avuto un merito: anticipare
    un anno fa la previsione dell'inadeguatezza del PSE, magari l'Appello fosse
    servito a smuovere il segretario nazionale del PS ed il cosiddetto gruppo
    dirigente del PS.
    Anche la gestazione di Sinistra e Libertà avvenne esattamente come nel caso
    della RnP, della Costituente Socialista e di quant'altro, come accordo tra
    vertici ristretti, senza alcun coinvolgimento dei militanti (o come dice il
    mio amico Claudio Bellavita militonti, perchè ormai ho l'impressione che
    questo siamo) e nonostante solleciti da parte di molti compagni del GdV (ad
    esempio Besostri che più volte pose la questione).
    Probabilmente se ci fosse stato un maggior confronto il 4% sarebbe stato
    raggiunto, forse sarebbe servita molto la raccolta firme per la presentazione
    della lista, ma la paura bloccò dei leaders senza passione.
    A questo proposito vorrei ricordare che nel 2004 Unità Socialista raccolse le
    firme e superò da sola il 2%, il tutto fu organizzato in tre mesi, la base
    dei socialisti fu mobilitata con centinaia di riunioni ed incontri e non
    funzionali solo all'elezione di qualche candidato, quel patrimonio in cinque
    anni è andato completamente disperso da una gestione verticistica ed
    autoreferenziale del Partito Socialista.
    La domanda che noi socialisti del Gruppo di Volpedo oggi iniziamo a porci
    (vedi anche la risposta di Francesco Somaini molto bella ed articolata) è:
    "si possono riportare al voto quei milioni di elettori che tra 2006 e 2009
    hanno abbandonato il PD e, per ora, si sono rifugiati nell'astensione?"
    Io ritengo di si, ma occorre operare sin da subito per una forte ripresa di
    iniziativa politica dei socialisti, ovunque essi siano, è quello che a
    partire da domani, al nostro quinto convegno sulla crisi economica che si
    terrà al Circolo Matteotti di Genova, noi socialisti del Gruppo di Volpedo
    tenteremo di fare.
    Fraterni saluti
    Dario Allamano

    RispondiElimina
  11. Caro Sergio, sono assoltamente d'accordo. Occorre sconfiggere la politica senza popolo
    Mauro Beschi

    RispondiElimina
  12. Caro Alessandro,
    malgrado le giuste critiche su alcuni errori commessi dal nostro Segr.Riccardo Nencini durante la gestione pre-elettorale sulla sua autoesclusione dalle liste e le posizioni nelle liste della Pia e di Alessandro,va secondo il mio punto di vista elogiata la scelta di allearsi con S e L.

    Io sono di Livorno e conosco abbastanza bene da chi sono governate le nostre Federazioni del PS Toscane e posso assicurarti che perlomeno quella di Livorno ha vissuto scenari scandalosi durante l'ultimo Congresso Provinciale in cui è passato Segretario senza maggioranza con il 49% dei votanti ,una ventina di astensioni ed il nostro voto contrario (mozione Pia Locatelli) un certo Rossi Alberto voluto dai poltronari livornesi in accordo con il Seg.Regionale Pieraldo Ciucchi della Mozione Nencini.
    Invece i congressi territoriali di Piombino (seconda città della provincia) e quello del capuologo Livorno-Collesalvetti sono stati vinti in larga percentuale dalla nostra mozione (Pia Locatelli).

    E qui a Livorno è nato il vero scandolo Congresssuale noi con il 63% siamo stati costretti dal Regionale ad avere un Esecutivo paritario e un segretario con un mandato a termine.

    Per il bene del PS e per la sua Unità a pochi mesi dalle elezioni abbiamo accettato queste imposizioni altrimenti avrebbero commissariato la nostra Commissione territoriale ,ed adesso è successo l'incredibile con la lettera del Segr.regionale a chiedere le dimissioni del nostro Segretario territoriale solo per poter contrattare loro MINORANZA le scelte che saranno fatte dai Sindaci di Livorno e Collesalvetti .

    Ecco come è democratico il PS in Toscana.
    E qui ritorno su Nencini al quale noi diamo il merito dell'alleanza con S e L solo e soltanto perchè quella MINORANZA Livornese dei socialisti è ed era pronta ad entrare nel PD Livornese.

    Giusto che siano stati elencati gli errori di Nencini,ma almeno lui prima ed adesso non mi sembra per niente propenso a confluire nel Pd o essere un semplice molle alleato.

    In conclusione d'accordo su tutto ma non chiedendo le dimissioni del nostro Segretario nazionale.

    Salutoni a tutti .
    Luciano Montauti

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